La campagna elettorale entra nel vivo, la comunicazione impazzisce, nella coalizione maggiormente affollata i comunicati si accavallano, senza una guida apparente, senza un coordinamento.
Se ci sono da fare commenti sulla seduta di bilancio, passi, ma quando si deve intervenire su problematiche cogenti, che non possono essere affidate alle singole sensibilità, occorrerebbe la voce del candidato sindaco che sarà, poi, quello eventualmente deputato a prendere le decisioni ultime.
Una nota dei consiglieri comunali di Ciccio Barone, Mezzasalma e Rivilllito – omettiamo la sigla con la quale si identificano della quale non c’è traccia di struttura e di aderenti, dopo tanti annunci di presentazione – desta molte perplessità e danneggia, prima di tutto, lo stesso Barone, oltre alla coalizione che ne può uscire frammentata su un argomento di vitale importanza per la città e i cittadini.
I due consiglieri, due palle che sono appese all’albero di Natale chiamato Ciccio Barone e illuminato e abbellito solo dalla vicinanza all’on.le Dipasquale, si allargano in considerazioni del tutto discutibili, dimenticando di essere stati silenziosamente serventi alla corte dell’amministrazione Cassì per 5 anni e rincarano la dose lamentando mancanze sul centro storico e sulla sicurezza in città, dimenticando che il loro leader è stato per 5 anni, o quasi, assessore ai centri storici e alla Polizia Municipale, tralasciando anche che, dopo la defenestrazione, dovevano arrivare tante rivelazioni sull’attività della giunta Cassì, delle quali non si è saputo più nulla.
Si stenta a comprendere se Barone è consapevole di quello che fanno i suoi uomini, cosa ne pensa e se non riterrebbe opportuno cominciare a uscire i pezzi buoni di questo ipotetico ‘Patto per Ragusa’, perché gli unici per ora rivelati sono pochi e non certo all’altezza della qualificata formazione che accompagna il candidato sindaco Schininà, dove si ritrovano pezzi di eccellenza del Partito Democratico, di GenerAzione, di Territorio.
I due si scagliano contro l’ordinanza del Sindaco Cassì sul centro storico, emessa per riportare ordine e decoro soprattutto in un quartiere ormai diventato invivibile, dominato da delinquenza, spaccio, microcriminalità, risse, scippi, ubriachi, giovinastri e ladruncoli, gente che gioca a pallone sul sagrato della Cattedrale e che sfrecciain monopattino, tra la gente, in piazza.
Una situazione che dovrebbe indurre ad un silenzio vergognato per quello che si offre ai cittadini e ai turisti, e ad una vicinanza incondizionata al primo cittadino per il suo sforzo di venire a capo di una situazione difficile, anche incorrendo in qualche errore.
I due, invece, preferiscono attaccare, difendono i giovinastri perché le misure sarebbero penalizzanti, difendono incondizionatamente le attività del centro storico, dimenticando che sono state proprio le attività del centro storico che hanno spesso richiesto interventi immediati del primo cittadino per le spiacevoli condizioni nelle quali sono costretti ad operare.
Per chi parlano Rivillito e Mezzasalma se gli esercenti sono i primi a denunciare le condizioni del centro storico?
Come già avvenuto a Ibla e a Marina di Ragusa, si vorrebbero privilegiare le attività economiche, senza tener conto delle esigenze dei residenti, in termini di sicurezza, di decoro e di pulizia delle strade dove si ritrovano al mattino, bottiglie rotte, cartacce, rifiuti e anche liquidi organici.
Come avviene di solito, si critica tutto ma non si suggeriscono soluzioni valide e alternative per venire a capo della situazione.
Per Rivillito e Mezzasalma una cosa normale mangiare e bere per strada, si preoccupano che il centro storico venga ghettizzato senza voler comprendere che le esigenze della città non sono quelle di avere un centro storico dominio della movida, ma un centro vivo a tutte le ore.
È questo l’errore di fondo, pensare che la movida significhi risveglio del centro storico: è risveglio perché non fa dormire la gente.
Affermazioni assurde dei due, il sindaco se la prenderebbe con i giovani, il sindaco se la prende, casomai, con i giovinastri, con i delinquenti, con gli incivili, si preoccupano che si sposteranno altrove, ma la legge vale dappertutto e, se i comportamenti sono illegali, dovranno essere perseguiti anche altrove.
Centro storico posto di divertimento e di aggregazione non significa location dello sballo, spieghino poi alla gente come avrebbe lavorato bene, in questi anni, l’assessore Barone su questi temi e perché non ci sono risultati.
Per Mezzasalma verrebbero penalizzate le varie attività di ristorazione e di somministrazione, parla di “promesse, disattese, sempre annunciate e mai attuate” delle quali, però, non ha mai parlato quando era consigliere di maggioranza e si alza per parlare solo a difesa del sindaco e della giunta.
Tutto viene fuori ora che sono fuori dalla maggioranza, prima andava tutto bene.
I due consiglieri baroniani la buttano, infine, sul sentimentale, per le famiglie che rischierebbero di non poter far fronte alle spese, per le vessazioni sulle varie attività, stigmatizzano come iniqua, sbagliata e indirizzata male la misura, pur definendo che l’intento è nobile: ma cosa propongono?
La sicurezza deve essere garantita dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Municipale, non si comprende perché l’assessore non ha fatto intervenire quest’ultima, per 5 anni.
Dimostrano anche incompetenza sulla materia, plaudendo al poliziotto di quartiere e richiamando il sindaco ad adottare questa soluzione: ma poliziotti o carabinieri di quartiere vengono istituiti da Questura e Comando dei Carabinieri, non dal primo cittadino.
In periodo di campagna elettorale, questo tipo di esternazioni dovrebbe far riflettere la gente per porre attenzione a elevare il livello del civico consesso con scelte oculate, di gente che guardi seriamente al ben comune e alle esigenze di tutti e non solo di determinati settori ai quali possono essere vicini.
