Una Passalacqua, priva di Vitola e di Yuskaite, perde a Sassari ma ritorna a Ragusa a testa alta, nonostante non sia riuscita ad approfittare della giornata no di una delle prime della classe.
L’unica nota che ci lascia l’amaro in bocca, dopo tanti anni di speranze, è la prestazione di Debora Carangelo, una play vera, autrice di 27 punti, con 5 triple su 8, che ha giocato per 40 minuti.
Noi, una vera play, tiratrice, non l’abbiamo mai voluto prendere.
Nonostante la seconda sconfitta consecutiva, la decima in campionato, vivacchiamo al sesto posto, in coabitazione con Campobasso, un bicchiere mezzo pieno per chi ci vede fra i primi sei della classifica, mezzo vuoto per chi ci vede a metà classifica.
Sassari parte bene e fa vedere un gioco fluido, arrivando facilmente alle conclusioni, Ragusa salva il salvabile chiudendo la frazione sul 24-19, nonostante le quattro triple su quattro della Carangelo.
Nella seconda frazione, Sassari si porta sul + 10, 31 -21, dopo 4’ di gioco, ma le biancoverdi riescono a contenere le avversarie e a 2.28 dal riposo lungo si portano a 1 punto, 35-34 riuscendo a chiudere sul 39-38, con lo stesso minimo svantaggio.
Sassari non gode delle prestazioni delle straniere, altalenanti, e mostra di soffrire l’impegno delle ragusane che si mantengono sempre in partita.
Nella prima parte della terza frazione, dopo un timido avvio delle padrone di casa, solo 6 punti in 7’, Consolini, autrice di una grande prestazione, e compagne si portano, prima, sul 43 pari, Consolini mette a segno una tripla, si arriva sul 43-48, ma le sarde recuperano, nel finale passano sul 50-48, ma ancora Chiara Consolini piazza i due punti del vantaggio alla penultima sirena, 50-51.
Innegabile la visione di un finale favorevole, per Ragusa che riusciva a mantenersi in vantaggio per larga parte dell’ultima frazione, a 6.38 dalla fine Sassari passava in vantaggio, 60-58, ma subito Attura riportava la contesa in parità, 60-60, a 5’ dalla sirena finale.
Ma l’ennesima tripla di Carangelo avviava il finale vittorioso della sua squadra, Ragusa riusciva ancora ad andare in vantaggio, a 1.17 dalla fine, 65-66, ma era l’ultimo sforzo contro un’avversaria non eccezionale che oggi non ha meritato i giudizi positivi derivanti dalle ultime 6 partite vittoriose
71-68 il punteggio finale.
“L’avevamo preparata bene – commenta coach Lardo – volevamo iniziare con una difesa a uomo per poi cambiare difesa, così come abbiamo fatto. È chiaro che l’inizio di Carangelo non dico che ci abbia sorpreso ma certamente ci ha messo in difficoltà, ma le ragazze, pur con tutte le difficoltà di questa settimana, sono rimaste concentrante nel seguire il piano partita.
Sul +5 non siamo riusciti a piazzare il break e poi due canestri dall’altro coefficiente di difficoltà di Gustavsson hanno dato la vittoria a Sassari. Ci prendiamo la prestazione che non ci dà niente, ma che ci deve dare fiducia, sono convinto che questa squadra abbia un’anima e un cuore, altrimenti non sarebbe rimasta attaccata alla partita in un campo del genere.
Vitola? Martedì ha un nuovo consulto che mi auguro ovviamente che vada per il meglio e spero di poterla recuperare per domenica prossima”.
