Il DUP come aperitivo in Commissione Risorse

Una seduta, quella della Commissione Risorse, convocata nella mattinata di venerdì 28 aprile, del tutto inutile come hanno anche ammesso diversi componenti della stessa.
Si deve all’eccesso di disponibilità, nei confronti dei capigruppo, del Presidente Tringali, che ha voluto aderire alle richieste di alcuni di loro per un esame preventivo del DUP, il documento unico di programmazione 2017-2019, atto propedeutico al bilancio preventivo 2017.
Una sorta di aperitivo che è stato accompagnato solo da una piccola razione di noccioline e patatine fritte, cioè dal nulla.
Aperitivo, perché, secondo la recente normativa e secondo il nuovo regolamento, il DUP approderà in aula mercoledì 3 maggio, per la presentazione al Consiglio Comunale.
La convocazione è avvenuta su un equivoco di fondo, che è stato complicato dallo scontro puntuale, che c’è sempre in tema di argomenti finanziari, tra il consigliere Giovanni Iacono e l’assessore al bilancio Stefano Martorana.
I capigruppo hanno voluto la seduta per conoscere meglio i meccanismi di esame del documento, dall’approvazione della proposta di giunta all’approvazione del consiglio, passando per la discussione e la proposta di eventuali emendamenti.
Oltre a questa istanza, aggirata con disinvoltura dal dirigente dei servizi finanziari, dott. Cannata, che ha ribaltato il tutto sulla strategia dei lavori d’aula, di stretta competenza politica, l’assessore Martorana si è dichiaratamente rifiutato di illustrare le linee ispiratrici del DUP, ma anche di rispondere a semplici domande sullo stesso documento, non essendo l’argomento all’ordine del giorno, non essendoci atti dell’amministrazione da discutere e ritenendosi solo ‘ospite’ della seduta.
Lo scenario è sempre lo stesso e, con il massimo del rispetto per le parti, rischia di stancare e diventare stucchevole.
Da una parte Giovanni Iacono, ex Presidente del Consiglio ed ex alleato dell’amministrazione che, già ai tempi della presenza in Giunta aveva da eccepire sulle scelte dell’assessore al Bilancio, ma era trattenuto nel dichiarare le sue posizioni di netto dissenso dalla presenza in giunta del suo assessore Salvatore Martorana, quest’ultimo, peraltro, allineato più sulle posizioni del sindaco e del suo intoccabile assessore che non su quelle di Partecipiamo, sua componente politica di riferimento.
Giovanni Iacono, legittimamente, una volta passato all’opposizione, ha eccepito numerosi rilievi in tema di bilancio, il più eclatante dei casi in occasione delle variazioni, e si è dovuto scontrare, aspramente, di fronte al rifiuto dell’assessore e degli uffici di poter accedere ad atti inerenti la materia finanziaria, rifiuti avanzati personalmente dall’assessore già a proposito dei PEG dell’anno scorso.
Ormai le richieste da parte di Iacono e i contestuali dinieghi di Martorana sono una costante che origina puntualmente scontri verbali di non poco conto.
Martorana, da parte sua, si fa scudo intanto delle normative che applica alla lettera e, fino a dove può, si rifiuta di facilitare il processo di conoscenza degli atti da parte dei consiglieri, mostrando, con malcelato senso di provocazione, indifferenza di fronte all’agitarsi dei consiglieri.
Per quanto non possa essere un atteggiamento condivisibile, soprattutto se paragonato al galateo della vecchia politica, la posizione di Martorana, se non giustificabile diventa comprensibile alla luce degli attacchi di numerosi esponenti delle opposizioni che non si sono limitati, spesso, a considerazioni di tipo politico ma hanno trasceso sul piano personale, delle competenze, delle capacità e dei titoli per assolvere al ruolo di assessore al bilancio, in aggiunta al dissenso politico di fondo per le scelte in ambito di materia finanziaria.
Ma gli scontri verbali vanno contestualizzati nell’ambito dei rilievi sollevati da Iacono, con domande precise che hanno centrato incontestabili realtà, oggetto di generiche risposte dell’assessore.
Il DUP doveva essere presentato entro il 31 luglio 2016, poi una proroga ha rimandato i termini a novembre dello stesso anno.
Allo stesso modo, per il bilancio preventivo 2016, i termini di presentazione erano al 31 dicembre 2016, poi portati, con la consueta proroga regionale, al 31 marzo.
Resta l’incontestabile permanente inosservanza dei termini, considerato che il DUP arriva al Consiglio dopo 5 mesi dal termine fissato, che del bilancio, ad oltre un mese dalla scadenza dei termini, nulla si intravede.
Su questi temi, e sulla mancata presentazione del consuntivo 2016, troppo semplicistiche le risposte di Martorana che non espone motivi specifici, si affida all’attività della ragioneria, da un lato esaltandone l’impegno, subito successivo ai procedimenti per il precedente bilancio, dall’altro scaricando le responsabilità sugli uffici, nel dire che, comunque, è stato trasmesso l’11 aprile all’amministrazione, pur precisando che trattasi di un lavoro difficile, considerate anche le risorse a disposizione del Comune.
Come ha rilevato anche il consigliere Lo Destro, ci sono anche da considerare i termini per l’approvazione del Consiglio, 45 giorni dalla proposta di Giunta, che, però decorrono, forse, da quest’ultima, 11 aprile, e non dalla data di presentazione al Consiglio, fattore, questo, che riduce i tempi per il civico consesso.
Al di là dello sgomitare verbale di alcuni consiglieri, va rilevato che, al contrario degli anni passati, la mancata approvazione del bilancio, con le nuove norme, manda a casa il Consiglio ma anche il Sindaco.
Se, nel passato, quando se ne poteva intravedere la possibilità, la mancata approvazione del bilancio significava il tutti a casa per i consiglieri, lasciando il Sindaco con un commissario come unico interlocutore consiliare, quest’anno ci sarebbe la possibilità di un esito anticipato della sindacatura, ma non si intravedono né i numeri né le reali intenzioni di molti consiglieri di mostrare gli attributi, perché affrontare una campagna elettorale è sempre un’incognita e, soprattutto, molti, comprendono di essere al capolinea della carriera politica, essendo da molti anni sulla scena e avendola calcata con risultati non esaltanti.
L’operetta, in scena dal 3 maggio, lavoratori di vario genere permettendo.

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