Invece di riqualificare le piazze si pensi a riqualificare la politica

Un obiettivo, con una querelle come quella sulla piazza Libertà, si raggiunge di sicuro: viene occultato il bassissimo livello della politica locale e l’assenza di attività degli eletti che sono impegnati solo in una lotta per la sopravvivenza in una epoca che vede molti a rischio estinzione.
L’indifferenza verso la crisi della politica è fomentata dal concentrare su problemi fatui le attenzioni della collettività, per distoglierla dalla realtà di problematiche più ampie e meritevoli di essere poste al centro dell’attenzione.
La vita politica locale è dominata dall’incrociarsi continuo di note per la stampa per mezzo delle quali si vorrebbe comunicare agli elettori l’esecuzione puntuale del mandato, una sorta di certificato di esistenza in vita del consigliere comunale sullo sfondo di una attività del consiglio e delle commissioni ridotta all’osso.
L’ultima seduta del civico consesso, dedicata all’attività ispettiva e l’ultima seduta di commissione, la quarta, Risorse, che doveva occuparsi della logistica per discutere il DUP in aula, danno il quadro di una attività politica locale ormai squalificante per la città.
Tutto ruota solo attorno agli attacchi costanti nei confronti di un’amministrazione che, anche senza maggioranza in aula, continua la sua attività alla guida della città, democraticamente eletta, elemento che molti delle opposizioni fanno finta di non aver assimilato per giustificare la propria attività.
I lavori d’aula sono esclusivamente dominati da polemiche, attacchi personali, minacce di denunce, pregiudiziali che si rivelano solo strumento per allungare i tempi, rassegna di problematiche inesistenti su cui si insiste con pervicacia, al solo fine di sollevare polveroni e ottenere visibilità.
L’amministrazione non è certo esente da leggerezze, inesperienza e irritante supponenza, ma non c’è la capacità di comprendere che la forza politica nuova, per ora arrivata al governo della città, rifiuta riti, consuetudini e bon ton della vecchia politica e agisce, fino a prova contraria e a sentenze di tribunali amministrativi, con il conforto della legge e delle normative, supportata, del resto, da uno stuolo di dirigenti e responsabili degli uffici che le opposizioni, senza dirlo e senza, soprattutto, nominarli, vorrebbe far apparire come una congrega di complici della giunta nella gestione scellerata del comune.
Nell’ultima seduta del consiglio, l’intervento più concreto è stato quello dell’assessore Nella Disca che, come ha sottolineato ai pochi consiglieri che hanno mantenuto la dignità di restare in aula, ha fatto rilevare come la caduta di livello del civico consesso sia da addebitare agli stessi consiglieri, non certo all’amministrazione che non ha paura di confrontarsi.
La Disca ha voluto evidenziare, in risposta ai consiglieri che parlano di consenso che si abbassa per i 5 Stelle, che c’è anche una parte di città che è a favore dell’amministrazione, che all’amministrazione si rivolge e dall’amministrazione riceve, puntualmente, risposte.
Saranno le tanto attese nuove elezioni amministrative a decretare il maggiore o minore consenso per il lavoro del sindaco e della sua giunta.
In sostanza, la Disca ha voluto significare ciò che, ormai, è sotto gli occhi di tutti: una attività delle opposizioni, scialba e priva di contenuti, improntata solo a screditare l’amministrazione per trarne benefici di carattere politico elettorale, perché si sollevano problematiche di ogni genere ma nessuna di esse ha mai avuto esiti negativi per l’ amministrazione, né, tantomeno ha trovato conferma alle eccezioni di illegittimità, irregolarità o illegalità più volte, irresponsabilmente, sollevate da qualche consigliere.
Le opposizioni lanciano accuse di incapacità, inesperienza e incompetenza all’indirizzo dell’amministrazione e dei colleghi 5 Stelle, ma dovrebbero valutare il proprio livello prima di sentenziare sugli altri.
Non si può assistere ad una seduta di consiglio comunale solo per ascoltare Giovanni Iacono o Giorgio Massari, tutto il resto è propaganda sterile e opposizione strumentale, e c’è da dire che anche i due citati, spesso, si fanno coinvolgere, per un vago spirito di parte, in strategie che non appartengono loro per prestigio e storia personale.
Nel suo intervento, Giovanni Iacono ha voluto evidenziare come si sia snaturato lo spirito delle variazioni allo Statuto e al regolamento comunale, come si sia svilito il ruolo e la funzione del civico consesso, elementi addebitabili alle interpretazioni restrittive e alla mancanza di capacità nel comprendere le innovazioni.
Per inciso, ha ribadito le sue accuse all’amministrazione e, segnatamente all’assessore al bilancio, per la costante mancanza di risposte alle istanze di accesso agli atti, oltre ad esigere chiarezza, da parte del Sindaco, sulle voci che lo vogliono in partenza per destinazioni parlamentari.
Altra significativa segnalazione quella del proliferare di intestazioni di vie, senza un preventivo programma che ne delinei i criteri di assegnazione.
Giorgio Massari ha attirato l’attenzione, invece, soffermandosi con sue valutazioni sul trattamento aberrante che sarebbe riservato al consiglio comunale, dipendente dalla cultura democratica propria dei 5 Stelle.
Uscendo fuori dal coro, ha sottolineato che il problema non è il sindaco ma l’insieme culturale e politico, a tutti i livelli, il sindaco, ha detto, non è un despota, ma uno fra i tanti.
Soffermandosi sulle problematiche attuali della città, ha voluto citare Gramsci, come uno dei più intelligenti interpreti del fascismo, che, nel suo libro ‘Odio gli indifferenti’, dice che non “non esiste una città futura che sta nascendo, ma è qua presente, dove nessuno può far finta di essere sordo, perché una città futura non può essere sorda”.
Per il resto, interventi, a tratti anche farneticanti, sul personale delle attività integrative, sulla rotatoria, sul welfare, sempre uguali, sempre inutilmente provocatori, ai quali, nel suo intervento, aveva anche risposto Nella Disca: “polemiche spesso inutili, su ogni problematica ci sono pareri contrari ma sono anche molte le persona che approvano le decisioni della giunta, senza dire che, dietro ad ogni intervento, ci sono tecnici e dirigenti che si occupano delle questioni in maniera competente. Volete far passare solo un messaggio che tenta di sminuire il lavoro fatto.
Ma di cosa stiamo parlando!! Non è che i 5 Stelle sono al governo della città perché i ragusani non avevano chi votare, valutate, piuttosto, qual era la situazione prima della nostra amministrazione!”  

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