di Cesare Pluchino
Un attore, naturalizzato ragusano, nominato collaboratore tecnico del sindaco per il Teatro Quasimodo
Imperversano gli attori, i comici, da Grillo che domina la scena politica italiana, a Benigni che cerca di condizionare gli esiti del referendum, a Massimo Leggio, nel piccolo della nostra città, nominato a risolvere le problematiche del nuovo Teatro Quasimodo.
Compito non facile quello dell’artista naturalizzato ragusano, che si trova ad avere a che fare con le problematiche di un teatro che teatro non è, un normale auditorium di una scuola rimesso a nuovo, con le aspettative e le aspirazioni delle tantissime compagnie locali che fanno teatro o qualcosa di simile, con le armi puntate delle minoranze consiliari che utilizzano la questione teatro per fare opposizione strumentale, con gli scontenti che ambivano al suo incarico e non mancheranno, appena possibile, di far notare ogni piccola mancanza o difetto della gestione che, comunque, salvo possibilissime proroghe, dovrebbe terminare al 31 dicembre.
Anche parte del consiglio comunale potrebbe essere un problema per Leggio, in quanto le segnalazioni e la nomina del sindaco sono scaturite da indicazioni, o meglio dire ‘raccomandazioni’, di componenti ben identificate del gruppo consiliare di maggioranza, vigente al tempo delle prime riunioni, che segnalarono, ognuno, i nomi ritenuti più ‘adatti’ all’incarico.
Intendiamoci, solo segnalazioni per una decisione che il primo cittadino ha voluto rendere partecipata, non contrasti interni ma una sorta di cavalleresco duello dove ha avuto la meglio la spada più grossa.
E dopo la nomina il miracolo, in meno di 24 ore il collaboratore tecnico incontra le compagnie locali e mette tutti d’accordo, 10 compagnie amatoriali e 6 professionali hanno aderito alla line programmatica del ‘esperto’ per due cartelloni di teatro di prosa con i professionisti e di teatro amatoriale.
Il teatro di Leggio, come ha titolato ‘La Sicilia’, con targa Ragusa, protagonista di un evento definito, con enfasi eccessiva, di carattere nazionale, per una grande abbuffata di spettacoli, si parte il 5 novembre con una festa alla quale parteciperanno tutte le compagnie locali.
Un altro obiettivo centrato dall’amministrazione Piccitto e, segnatamente, dal sindaco nella qualità di assessore alla cultura, settore che, in questa sindacatura, assieme ai lavori pubblici, ha sfornato le cose migliori.
Non la pensano così talune opposizioni, dai sette di recente congrega del Patto di consultazione, alla consigliera Migliore che pur di questa facente parte non si esime dal distinguersi nell’esternare le personali considerazioni sull’argomento.
Pochi giorni prima della nomina del collaboratore tecnico, i sette rilevano come emergevano malumori fra professionisti e amatoriali del teatro per essere stati convocati insieme, mentre, subito dopo, c’era un tripudio di consensi nell’azione del primo cittadino.
Il contrasto delle esternazioni, il mutamento di pensiero veniva interpretato come un riflesso condizionato dal dover accettare qualcosa che non andava giù, il dover sottostare al Comune, al ‘monopolista’ degli spazi teatrali.
Una delle tante posizioni mirabolanti delle opposizioni, un problema sul nulla, senza che si diano le soluzioni a problemi che in realtà non ci sono.
Dove non c’è il Comune monopolista come si fa? Quali sono i criteri di precedenza fra le varie compagnie?
Non ci sarà sempre qualcuno che decide?
Ancora più indecifrabile la posizione di Sonia Migliore che afferma:
“Stanno passando dei messaggi sbagliati: non è possibile costringere tutte le compagnie teatrali del territorio a svendere la propria professionalità per concorrere all’uso di un bene, l’auditorium della scuola Quasimodo, che non può essere considerato, in alcun modo, un Teatro comunale”.
Posizione assunta dopo l’ultima riunione che si è svolta al Comune di Ragusa tra le compagnie teatrali e il consulente del sindaco Piccitto, nominato apposta per gestire la questione.
Si eccepisce sul procedimento a monte, sul rifiuto di fare teatro il Marino che “si candidava ad essere sì “Teatro Comunale”, al centro della città, non dipendente in alcun modo da una scuola”.
Ma cosa c’entra la scuola? Cosa si sarebbe fatto di diverso con il Marino?
Ma non si voleva un direttore artistico, un coordinatore? Appunto questo si eccepisce, la nomina di un “consulente” pagato 2mila euro (lordi, ndr) in tre mesi per stilare un calendario e fare delle convocazioni, invece di un “direttore artistico” per scegliere una linea culturale per le stagioni teatrali.
Un richiamo ai sette del Patto per non perdere i contatti, la certezza che l’amministrazione Piccitto finirà per far diventare l’auditorium della Quasimodo come la sala multiuso Falcone e Borsellino, come sempre l’occasione per dare addosso al sindaco Piccitto, mai, però, una parola per gli uffici tecnici e i progettisti, i dirigenti e quant’altri che sbagliano per il fognolo di via Sant’Anna, per i camerini della Sala Falcone Borsellino, per l’aspiratore dei fumi del Teatro Quasimodo.
Tutta colpa, sempre, dei grillini !
