di Cesare Pluchino
Se, veramente, amministrano così male non c’è che da rallegrarsi perché alle prossime amministrative sarà facile mandarli a casa, la venuta di un ‘commissario’ può solo migliorare la situazione, se viene considerata irrecuperabile
Si è, ormai, rivelata, nella sua interezza, l’origine dei preliminari per la prossima campagna elettorale per il Comune di Ragusa.
Non ci riferiamo a quei soggetti, e non sono pochi, che ambiscono alla carica di primo cittadino e, da tempo, sono in fibrillazione alla ricerca di alleanze impossibili per creare la coalizione giusta che li possa sostenere, soggetti che, se fortunati, potrebbero avere solo un ruolo di outsider, cosa possibilissima in politica, ma che non hanno formazioni politiche alle spalle che si possano definire tali, né leader di sostegno che possano costituire garanzia di successo.
Allo stato attuale delle cose, i contendenti dovrebbero essere solo due, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico: riguardo a questa ultima formazione non siamo in grado di specificare quale sarà la corrente che esprimerà le candidature principali, ma la contesa si riduce a queste due forze, anche a livello regionale come del resto si è visto nelle ultime elezioni anche a livello nazionale, a meno di un risveglio, tardivo, del centro destra che, però, sul nostro territorio, non mostra segni di vita sufficienti a sostenere elezioni amministrative.
Questo lo ha capito il nostro onorevole Nello Dipasquale, di certo l’esponente politico attualmente più quotato in zona, se non per i consensi sicuramente per le sue indiscusse qualità politiche che ne fanno, in ogni caso, il dominatore della scena, anche fuori dai confini comunali.
Se non fosse per il contrasto con l’ala originaria dei democratici, che non ha digerito il suo ingresso nel partito, sarebbe il dominatore incontrastato della politica locale.
Da tempo, c’è un’azione costante, concentrica, attenta, sul territorio, per affermare la supremazia della corrente renziana del partito. L’interesse è rivolto a tutte le realtà periferiche della provincia, in funzione di future competizioni regionali e nazionali, dove è presumibile che il nostro deputato abbia riservate posizioni di vertice, ma non si dimentica il bacino elettorale della città di origine che, potrebbe anche risultare ‘conveniente’ per un ritorno a Palazzo dell’Aquila, in caso di condizioni non ottimali per le altre destinazioni esterne.
La macchina da guerra dei renziani capitanati da Dipasquale è in piena attività: comitati per il SI al referendum, dal quale debbono scaturire le credenziali del gruppo, apertura verso movimenti e liste civiche per allargare il bacino elettorale, attenzione per il Comune di Ragusa verso il quale si concentrano gli interessi maggiori. I consiglieri comunali, i circoli di riferimento, gli elementi di spicco della corrente, primo fra tutti Peppe Calabrese, sono in prima fila sui fatti che riguardano il Comune di Ragusa, per il quale non si nascondono le ambizioni per il nuovo governo della città.
Nel mirino, naturalmente, l’amministrazione Piccitto, più volte giudicata inadatta e inadeguata a governare Ragusa, costantemente bersaglio di critiche per le strategie politiche e per l’operato dei singoli, con rilievi anche importanti sulle scelte amministrative che sono state portate all’attenzione della Procura della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dallo stesso on.le Dipasquale che ha rilevato non poche eccezioni e irregolarità negli atti della giunta PIccitto..
Un quadro ben delineato, dove i preliminari succitati sono normalmente propedeutici alla campagna elettorale vera che, come sarebbe auspicabile ma non sicuro, dovrebbe vedere un candidato unico, espressione del Partito e degli eventuali alleati.
La soprese potrebbero derivare da uno scenario politico all’insegna delle divisioni che porterebbe al proliferare di candidature, al fiorire di alleanze strane e alla definitiva confusione, come quella delle ultime elezioni, mentre i grillini locali se la vedrebbero al balcone di palazzo, a meno che le fibrillazioni, all’interno del gruppo attuale in consiglio comunale, non determinino sconvolgimenti anche in casa dei cinque stelle.
Con queste premesse sembrano eccessive, comunque, le preoccupazioni che manifesta, in una nota, l’on.le Dipasquale, circa paventati ‘commissariamenti’ del primo cittadino ragusano da parte dei vertici del Movimento 5 Stelle.
Dal blog di Grillo è venuta fuori la novità di una struttura interna al movimento stesso che sia di supporto agli amministratori locali.
Una struttura, di fatto, già esistente ma, come quella per la comunicazione degli eletti, mai entrata a regime.
Per la nostra zona nulla di particolare, perché il referente sarebbe l’onorevole Cancelleri, già volto noto sul nostro territorio, più volte operativo sulle questioni interne del Movimento a Ragusa con risultati non certo esaltanti, soprattutto in termini di affidabilità per le garanzie date e non mantenute agli iscritti ragusani che, in parte, hanno rimesso la fiducia nel leader regionale.
Anche la trovata dei referenti territoriali sembra una boutade, se si considera che nemmeno il leader è riuscito a risolvere questioni importanti che hanno determinato le fratture all’interno del Movimento a Ragusa e che la base ragusana è fra le meno indicate per subire decisioni dall’alto.
Per Dipasquale le ultime strategie grilline hanno un solo significato: il partito Movimento 5 Stelle, temendo che i sindaci possano realizzare di godere di una certa autonomia, come ha già dimostrato Pizzarotti, ha colto l’occasione della tornata elettorale appena conclusa per “commissariare” le amministrazioni da poco conquistate e quelle dove già governavano. A Ragusa, quindi, presto, non governerà più il sindaco Piccitto, ma un “referente territoriale” che rappresenti Cancellieri che opera in nome di Di Maio che, in verità, porta il verbo di Grillo.
Alla luce delle veementi critiche all’indirizzo di Piccitto e della sua giunta, sembra esagerato il timore di un controllo sull’operato dell’amministrazione che potrebbe risultare, invece, foriero di miglioramenti.
O, forse, è questo quello che si teme, in funzione di future competizioni elettorali?
