Polvere di stelle

di Cesare Pluchino
La débâcle sulla variante all’articolo 48 delle N.T.A. del PRG potrebbe provocare la necessaria selezione all’interno dei 5 Stelle di Ragusa

Il resoconto della seduta del Consiglio Comunale di martedì 28 giugno 2016, nella quale si doveva esaminare la proposta di variante all’articolo 48 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, segnatamente per quelle parti che riguardano le costruzioni in verde agricolo e i permessi per le perforazioni del sottosuolo a fini esplorativi per ricerche di idrocarburi, attiene alla cronaca politica, della quale di occupiamo in altra parte del giornale.
L’analisi di quanto avvenuto in aula, dei riflessi sull’attività amministrativa e le conseguenze sui rapporti all’interno del civico consesso e su quelli dello stesso con l’amministrazione, può essere considerata frutto di considerazioni personali, al limite del chiacchiericcio e del gossip politico, perché è difficile che le parti ammettano, senza riserve e senza infingimenti, realtà difficili da metabolizzare.
A riprova di ciò, la conferenza stampa del Sindaco Piccittto, convocata con inusitata tempestività, appena poche ore dopo la conclusione della seduta del civico consesso, per dire la sua sull’esito della proposta di giunta.
In appena 2 minuti e 4 secondi il primo cittadino, ha liquidato la questione mettendo la polvere sotto il tappetto, strategia, forse, acquisita, dai leader regionali e nazionali del Movimento che, proprio a Ragusa, hanno preferito fare finta di nulla su fatti come quelli dei dissidenti di ragusattiva5stelle, del caso Stefania Campo, del caso Martorana. Poi ha fornito ulteriori elementi di valutazione solo per rispondere alle domande dei giornalisti.
Per Federico Piccitto, la variante all’art. 48, con il suo punto fondante del “non si spirtusa”, non era fondamentale per il Movimento 5 Stelle, bensì per la collettività. Una occasione persa soprattutto per quelle forze politiche che dei temi ambientali hanno fatto la loro bandiera, caratterizzando l’azione politica, segnatamente per Giovanni Iacono di Partecipiamo che maggiormente ha deluso il sindaco per il suo atteggiamento giudicato non coerente.
Della profonda e grave crisi che attanaglia il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e che paralizza i rapporti con dello stesso con l’amministrazione, nemmeno una parola, solo assenze per motivi personali, secondo il primo cittadino, che, inspiegabilmente, riesce ancora a parlare, nel corso dei suoi interventi in conferenza stampa, di ‘maggioranza’ del Movimento 5 Stelle.
Del tutto comprensibile come ogni valutazione sui fatti e sulle considerazioni del sindaco possa essere considerata chiacchiericcio, da quelle attinenti a Giovanni Iacono a quelle riguardanti diversi elementi del gruppo 5 Stelle, che sono state, accuratamente evitate nell’incontro con i giornalisti.
Il Sindaco ha derubricato a semplice mancanza di sensibilità di carattere ambientale la mancata condivisione dell’atto.
Nel caso di Giovanni Iacono, e del gruppo di Partecipiamo, al quale sembra contigua anche la consigliera Gianna Sigona, altra protagonista delle follie pentastellate, attualmente in ‘espulsione sospesa’, si voleva quasi turare le falle del gruppo 5 Stelle con quelle di Partecipiamo, dimenticando che, come alleato, era, ormai, un ex e, come tale doveva essere trattato.
Quindi non approcci volanti in corridoio ma pieno coinvolgimento per una totale condivisione degli atti che dovevano essere presentati, con il capo cosparso di cenere, da quei componenti il gruppo consiliare che avevano voluto la testa di Giovanni Iacono come Presidente del Consiglio Comunale.
Si è, invece scelta la strada del “andiamo avanti comunque”, affidata, peraltro, alla esuberante e provocatoria arroganza di un capogruppo di ormai provata inadeguatezza al ruolo, come più volte sottolineato, in aula, dallo stesso Giovanni Iacono.
Lo stesso capogruppo che, poche ore prima della seduta, si era fatto protagonista di quell’appello ai cittadini, ai partiti politici e alle associazioni ambientaliste, per venire in consiglio a sostenere l’atto, appello totalmente inascoltato che non poche battute sarcastiche ha raccolto in aula, unitamente alla incredibile constatazione dell’assenza dell’altro appellante, il consigliere Spadola.
Una conferenza stampa che è stata incentrata sulla delusione assoluta per il mancato sostegno da parte di Iacono e del suo gruppo, dimenticando anche le posizioni favorevoli all’atto, nel suo spirito, di Massari e Ialacqua, altri soggetti da cui, evidentemente, si pretendeva senza coinvolgimento e condivisione delle scelte, addirittura negando i suggerimenti proposti per una ottimale composizione della vicenda.
Una storia ha visto giganteggiare, ancora una volta, se ce n’era bisogno, Giovanni Iacono che ha saputo contenere, anche, lo sculettamento delle diverse opposizioni, impegnate nel boicottaggio dell’atto, per interessi edilizi e di categorie petrolifere, mascherati da tutela degli interessi comuni, e nel ritaglio di un minimo spazio di visibilità su materia del tutto ostica e sconosciuta.
Una strategia del tutto sbagliata nel non affidare a Iacono la gestione dell’atto che doveva fare i conti con una stesura approssimata, bisognevole di ben due aggiustamenti, chiamati, in gergo, emendamenti, mentre le opposizioni, come poi sono riuscite, tentavano di addentare famelicamente e senza ritegno, le carte per boicottare l’atto.
Ne esce ridotto in polvere il gruppo consiliare 5 Stelle, unico responsabile dello sfascio e dell’ esito nefasto della seduta, quello stesso gruppo consiliare, supponente, presuntuoso, diffidente, che ha voluto la testa di Iacono e, ancora prima, non ha risposto ai suoi appelli per una sana gestione della cosa pubblica.
Non è stata apprezzata la sensibilità di non ingerenza nei fatti interni del Movimento, che pure influenzavano la vita amministrativa.
Il gruppo 5 Stelle non ha voluto ascoltare le richieste di verifica, di valutazione degli elementi che sostenevano o rappresentavano la maggioranza, della necessità di una ‘strategia coalizionale’ per una maggioranza che non aveva visione strategica politica.
In una nota, a suo tempo inoltrata, Partecipiamo evidenziava le criticità di una alleanza che i grillini sembravano voler celare come per nascondere il parente povero, loro… aristocratici di rango, politicamente parlando.
In molti atti, determinante il peso del sostegno di Partecipiamo, cosa mai apertamente dichiarata.
Ad una naturale dovuta esigenza di spazi amministrativi maggiori per l’alleato si è preferito opporre la silente accettazione dell’allontanamento, per cui sembrano, ora, incomprensibili, le recriminazioni sulle posizioni assunte, peraltro articolate e oggetto di puntuale disamina in aula.
Parimenti non viene per nulla presa in esame la perdita della maggioranza in consiglio, né si vuole porre l’attenzione sulle persistenti fibrillazioni che, ancora, scuotono all’interno il Movimento 5 Stelle di Ragusa.
Polvere sotto il tappeto, naso chiuso e occhi socchiusi, per una situazione che non potrà essere a lungo procrastinata, anzi sarebbe l’occasione per una verifica interna al Movimento, per una selezione opportuna dei vari componenti, per una verifica anche delle capacità dei suggeritori che, secondo noi, sono la vera causa di tutti i mali, perché siamo fermamente convinti che molte delle discrasie che si rilevano all’interno dei 5 Stelle non possono essere addebitate a Federico Piccitto né a lui ascrivibili.

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