Elezioni: Dipasquale il vero vincitore, conferme per Assenza e Campo, successo personale di Abbate, Sallemi e Minardo ‘nominati’

Nella nottata la conferma definitiva degli eletti al parlamento siciliano ha chiuso la lunga parentesi elettorale, dopo l’affermazione all’uninominale di Nino Minardo, modicano della Lega, alla Camera dei Deputati, e di Salvo Sallemi, vittoriese di Fratelli d’Italia, al Senato.
Riconfermati Nello Dipasquale per il Partito Democratico, Giorgio Assenza per Fratelli d’Italia, e Stefania Campo per i 5 Stelle. Il quarto seggio, solo al fotofinish, dopo la mezzanotte, assegnato al modicano Abbate, forte di un assoluto consenso personale che gli ha permesso di avere la meglio su un candidato ispicese, Monaca, della lista del messinese De Luca.
Tutti questi candidati che si sono affermati hanno una storia alle spalle, in particolare in questa breve e improvvisa campagna elettorale, caratterizzata dall’affermazione nazionale di Fratelli d’Italia, dalla risalita del Movimento 5 Stelle, meno avvertita che quella su base nazionale e del meridione, e dalla debacle, nazionale e regionale, del Partito Democratico.
Ed è questo particolare che rende l’on.le Nello Dipasquale il vero e doppio vincitore della competizione elettorale, perché ha dovuto lottare non solo contro i concorrenti ma anche contro il calo di consenso generalizzato del suo partito, per gli errori e le scelte dei vertici dem, a Roma e a Palermo, errori e decisioni che il deputato ibleo, da intelligente e vissuto politico, ha affrontato senza timore, nella massima fedeltà al partito e alla causa comune.
Atteggiamento che ha premiato Dipasquale, e i suoi fedelissimi, a cominciare dal segretario cittadino Peppe Calabrese, perché, per le regionali, il PD si conferma primo partito in città.
Un PD che vede nella nostra città e nella nostra provincia un faro luminoso nelle nebbie di gestioni del partito assai discutibili e che dovrebbero indurre la classe dirigente a valutare un maggiore coinvolgimento di Dipasquale e dei dirigenti locali, cittadini e provinciali, per un maggiore coinvolgimento, almeno per la gestione regionale del partito.
Ottima affermazione anche dell’on.le Giorgio Assenza, personaggio di indiscutibile prestigio personale e politico, che doveva fare i conti con le ombre del precedente governo di centro destra, guidato dal Presidente Musumeci, del quale è stato un fedelissimo, che ritorna a Palermo con le credenziali per cariche importanti all’Assemblea Regionale Siciliana e per possibili incarichi di governo che non sarebbero inaspettati.
Al di sotto della prestazione del 2017, non ha risentito dell’attuale risalita del Movimento 5 Stelle l’uscente Stefania Campo che ha dovuto lottare fino all’ultimo, per la conquista del seggio, contro il candidato di Vittoria, l’avv. Gurrieri al quale è mancato, alla fine, un concreto appoggio del capoluogo che qualcuno aveva fatto intravedere.
Sorprendente per la storia politica del personaggio, l’uscita di scena dell’on.le Orazio Ragusa, non certo quella della Lega, oggetto di tutte le possibili trasformazioni, da Lega a Lega Sicilia, a Prima l’Italia, per renderla minimamente digeribile all’elettorato, sullo scenario delle evidenti difficoltà, confermate dai risultati, del partito in Sicilia, difficolta che sono emerse, fortemente, anche a livello nazionale.
Inesistente Forza Italia, il quarto seggio è stato conteso, come detto fino all’ultimo, dal modicano Abbate che ha fatto valere il suo consistente consenso personale sulla sorpresa del candidato di De Luca.
Per La Camera e il Senato i ‘nominati’, i candidati scelti dai partiti per un seggio sicuro all’uninominale: Nino Minardo si è accaparrato il seggio del collegio di Ragusa, come centrodestra, Sallemi è stato collocato per il seggio senatoriale per lasciare campo libero alle regionali per Assenza, anche se, forse, si è tentato di giocare sporco buttando nella mischia Vinciguerra, un fedelissimo di Sallemi, con malcelate ambizioni di conquista del seggio a Palermo, nel tentativo, avventato, di un en plein.
La nuova stagione politica vedrà i quattro maggiori centri della provincia tutelati da propri esponenti, 2 a Ragusa, che saranno all’opposizione, 2 a Modica, rispettivamente nella maggioranza governativa nazionale e regionale, 1 a Vittoria del partito del quasi certo Presidente del Consiglio.

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