Ennesimo moderno temporale, oggi chiamato bomba d’acqua e relativo allagamento della via Archimede, nel tratto Ambassador – Sacra Famiglia.
Emergenza grave anche al Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II e al reparto di Medicina Nucleare del Maria Paternò Arezzo, allagati con compromissione delle attività terapeutiche.
Per l’allagamento di via Archimede gli amministratori allargano le mani, destino ineluttabile, in attesa dei già finanziati lavori su via Di Vittorio per la deviazione delle acque meteoriche verso la vecchia industriale di Ragusa, a mezzo di due collettori adeguati in piazza Croce e in via Diodoro Siculo.
Nessuno ha mai considerato urgenti e indifferibili i lavori per eliminare la possibilità, nessuno ha pensato a trovare soluzioni tampone, la presenza di solo due attività commerciali ha reso la problematica poco sentita.
Nemmeno le opposizioni hanno preteso interventi urgenti di fronte all’indifferenza dell’amministrazione, né hanno mai segnalato in tempo la necessità di provvedere alla pulizia dei tombini, per arginare, almeno gli effetti delle bombe d’acqua che provocano emergenze anche in altre zone della città.
Come al solito, quando c’è il morto in casa, si piange.
E’ il caso del capogruppo 5 Stelle che parla di lavori avviati nei mesi scorsi, contro il dissesto idrogeologico, lavori che secondo l’esponente grillino avrebbero dovuto eliminare gli inconvenienti.
In verità, non abbiamo notizie di emergenze nelle zone dove sono stati fatti degli interventi, in zona caserma dei vigili del fuoco, in zona Archimede.
In ogni caso rilievi sui mancati interventi che andrebbero fatti a tempo debito, in estate, prima della stagione delle piogge, ma questa è l’opposizione che abbiamo.
Ben diverse le responsabilità per l’allagamento al pronto soccorso del Giovanni Paolo II, pur comprendendo l’eccezionalità dell’evento, inammissibile che si possano verificare eventi di questo genere in zone altamente sensibili, come un pronto soccorso e una terapia intensiva.
Ci è capitato di vedere personalmente uno degli ingressi del Pronto Soccorso, quelli che immettono a quella che era la camera calda per la fermata dei mezzi di soccorso, allagati anche in presenza di piogge di minore entità.
Come abbiamo avuto modo di constatare noi, anche il personale dell’ospedale ha avuto modo di constatare il disagio ma, evidentemente nessuno ha posto attenzione alla cosa.
Fatti di enorme gravità e di grosse carenze progettuali, trattandosi di struttura del nosocomio di recente costruzione, come il bunker della Medicina Nucleare al Maria Paternò Arezzo.
Resistono al tempo e alle intemperie le costruzioni di un tempo, del ventennio, il Civile, la vecchia struttura del Maria Paternò Arezzo, il G.B. Odierna.
Il giorno dopo l’infausto evento la Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero ha diffuso la seguente nota:
Ragusa, 26 settembre 2022 – Sono state esperite tutte le verifiche impiantistiche elettriche, con esito positivo, a seguito dell’allegamento del Pronto Soccorso P.O. “Giovanni Paolo II” – Ragusa.
Il PS ha ripreso la sua attività, mai interrotta, nei locali istituzionali.
La Direzione medica di P.O. ha comunicato la ripresa di questa attività anche alla Centrale Operativa del 118.
Purtroppo, ieri sera, a causa del forte temporale che si è abbattuto su Ragusa, e non solo, si sono determinate difficoltà nelle attività di emergenza all’interno dell’ospedale ragusano.
«Il Pronto Soccorso non è mai stato chiuso. – precisa il dottore Giovanni Noto – direttore dell’UOC di Medicina e Chirurgia di Accettazione e d’Urgenza. – Su indicazione delle autorità preposte, Vigili del Fuoco, si sono dovuti evacuare tutti i locali del Pronto Soccorso dove insistevano pazienti per garantire la loro incolumità, oltre quella del personale, dai pericoli che l’allagamento poteva determinare.
Inoltre, per rallentare il numero degli accessi, in un momento così critico, la Direzione medica di P.O. ha chiesto alla Centrale Operativa del Sistema di emergenza 118 di dirottare le eventuali ambulanze, che normalmente portano i pazienti a Ragusa dal suo bacino naturale – Chiaramonte, Giarratana, Monterosso, Santacroce, Marina di Ragusa – nei Pronto Soccorso di Vittoria e Modica.
Da una prima verifica sembra che il numero di questi dirottamenti sia stato veramente esiguo.
Il Pronto Soccorso di Ragusa – precisa, altresì il dott. Noto – ha continuato a lavorare per i pazienti che afferivano con mezzo proprio. Infatti, è stata attivata una sala di emergenza – in un locale della Radiologia – e attivato il piano di Emergenza intraospedaliera con l’arrivo in PS della squadra di emergenza che, insieme al personale in servizio e ai VV.FF., ha lavorato per rimuovere l’acqua che copriva tutti i locali ed evacuare i pazienti – che si trovavano tra l’area di emergenza e i locali dell’OBI/Area indistinta – dando seguito immediato alle prescrizioni dell’Autorità preposta.»
