La campagna elettorale è ormai nel vivo, siamo ad un passo dalla pubblicazione dei programmi dei singoli candidati e delle coalizioni e ciò determinerà, si spera, una cesura netta, con la prima parte, dove ci sono state, e continuano ad esserci, solo schermaglie sterili, come nel confronto a quattro, di oggi, sabato 15 aprile, al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla.
Una grossa pecca di questa parte della campagna elettorale è stata quella di soffermarsi troppo su quello che è stato fatto, o non è stato fatto, nei cinque anni precedenti.
Una diatriba che ha solo portato confusione e deluso l’elettore che ha avuto una occasione in più per dire che è stanco della politica.
In attesa di conoscere, finalmente, cosa proporranno i candidati per i prossimi cinque anni, facciamo un excursus degli interventi che riteniamo più producenti per tracciare un bilancio di questa prima parte della campagna elettorale.
Partiremo dagli ultimi interventi del sindaco in carica, Cassì, sui social, in televisione, nel confronto con uno degli antagonisti, Giovanni Cultrera.
Analizzeremo, poi, quello che ha detto, l’ex assessore Ciccio Barone nel salotto buono della comunicazione elettorale, la televisione del Direttore Mario Papa, la stessa dove si è esibito Cassì e dove è passato anche Maurizio Tumino, leader di INSIEME, principale alleato di Giovanni Cultrera.
Abbiamo scelto questi interventi perché forieri, secondo noi, di spunti interessanti, che potranno essere, di certo ripresi una volta conosciuto l’esito delle elezioni, spunti che attengono a questioni, argomenti, temi che, di certo, possono influire, non poco sull’esito del voto.
Il sindaco uscente, Cassì, è partito con il confronto a due, con Giovanni Cultrera, difendendo la sua posizione civica, apprezzata dalla gente che è stanca della politica.
Cultrera ribatteva che i collegamenti con il governo centrale e regionale servono per la città, Cassì vantava i suoi buoni rapporti con il Presidente della Regione Musumeci e con l’assessore Falcone.
Cultrera vede una città decadente, diversa dal passato, ancorché le colpe non siano esclusive di Cassì, di certo il centro storico ha subito una involuzione pesantissima, via Roma preda della desertificazione residenziale e commerciale, povera, spoglia, non vissuta.
Per la via principale della città una descrizione su cui nulla si sarebbe potuto eccepire, Cassì ha invece detto che il rivale guarda sicuramente un’altra città.
Cultrera ha sollevato il ritardo nella consegna dei lavori per il teatro della Concordia, che doveva essere completato, almeno per il primo stralcio, ad agosto 2022.
E ancora ha sollevato la questione Teknè, la sentenza del TAR che ha annullato le misure del Comune per il Parco Urbano, le conseguenze per la sconfitta su tutto il fronte, che vede il comune soccombere nella controversia, trovandosi obbligato all’approvazione del progetto per un nuovo parco commerciale, al risarcimento per le opere di urbanizzazione e per i terreni ceduti in perequazione, senza la convenuta contropartita.
Argomento che ha innervosito non poco il sindaco in carica che, sulla questione, poco può ribattere se non il naufragio assoluto delle politiche urbanistiche relative.
Cultrera ha assicurato un attività, nei prossimi 5 anni, ove eletto, ispirata dalla richieste, dalle esigenze, dai bisogni della collettività, Cassì punta, invece, sulla continuità del programma di opere pubbliche, che considera acquisito, come cose fatte, e ha tirato fuori la priorità di un eventuale nuovo mandato, la stessa tirata fuori nel confronto a quattro, al Teatro Donnafugata: la sicurezza del pedone, la risistemazione di marciapiedi, l’ottimizzazione di una mobilità dolce per favorire gli spostamenti a piedi, per una mobilità agile.
Priorità che ha sollevato qualche perplessità, considerato anche la conformazione del territorio cittadino non sempre favorisce spostamenti a piedi.
Cassì ha, intanto, incentivato la comunicazione sui social, un’altra pagina facebook Peppe Cassì Candidato Sindaco, anche se i contenuti sono quasi gli stessi della sua pagina istituzionale Peppe Cassì Sindaco, pagine costantemente aggiornate con le ultime opere in itinere, una consegna dei lavori, un decreto di finanziamento, uno stato di avanzamento, di definito e di consegnato quasi nulla, ad oggi.
Il tutto riunito in un sito, direzioneragusa.it, un’opera enciclopedica dove sono raccolti tutti i progetti e le azioni dei 5 anni.
Per Cassì credenziali sufficienti per meritare la rielezione, per meritare il rinnovo del mandato, anche in nome di una continuità amministrativa che dovrebbe permettere di seguire l’iter delle opere intraprese, fino alla consegna.
Di ciò da fare per i prossimi 5 anni, se ne parlerà nel programma, presumibilmente, concordato, condiviso e presentato con gli alleati dove serpeggia qualche malumore perché, finora, la comunicazione del sindaco in carica nemmeno li considera. Ma se si parla solo delle cose fatte, o presunte tali, forse è anche un riguardo nei confronti di quanti, ora alleati, hanno fatto, per 5 anni opposizione, almeno di facciata.
Cassì è andato anche in televisione, da Mario Papa, e ha modificato, in parte, la sua linea comunicativa, convinto, forse, che, finora, non era stata intrapresa una strada esaltante.
Sarebbe bello poter verificare, sapere se la linea la decide Cassì o il comunicatore, comunicatore al quale, oggi, sui social, molti hanno addebitato una performance del candidato alquanto deludente, seguiti da un buon numero di commenti altrettanto negativi.
Cassì è partito dalle sue esperienze sportive, anche giovanili, ha proseguito con la sua importante esperienza sindacale come rappresentante dei migliori giocatori nazionali di basket delle massime serie, ha fatto emergere di ritenere fondamentali queste esperienze per il suo lavoro di amministratore, per la predisposizione all’ascolto acquisita e aver acquisito l’abitudine a stare in mezzo alla gente.
Per la prima volta, udite, udite, ha ammesso che nei cinque anni qualche errore è stato fatto, che non si è riusciti a risolvere qualche problema, per esempio quello del randagismo o quello del parcheggio interrato di Ibla, ma si è subito ripreso la sua scena consueta: qualche cosa avrebbe meritato più attenzione, ma oggi ha un quadro più completo delle situazioni, la macchina è pronta a ripartire, la gente, come con un giocatore di basket, alla fine, sa se hai giocato bene, e Cassì è sicuro di averlo fatto.
Sa che, nel contesto attuale, le elezioni sono un referendum: porta, come curriculum, come credenziali, 120 opere pubbliche, per 150 milioni di euro, con molte opere completate.
I conti in ordine permetterebbero anche cospicue anticipazioni di cassa, anche l’ultima osservazione sulla possibile acquisizione di Palazzo Tumino da parte del Ministero di Grazia e Giustizia, come ipotizzato dal sottosegretario venuto a Ragusa, presupporrebbe un progetto da 150 milioni per l’erogazione dei 15 milioni occorrenti. Cosa ne sanno il sottosegretario e tutti gli avvocati al tavolo della conferenza stampa di Fratelli d’Italia!
La prossima volta, vi elencheremo le 120 opere pubbliche, realizzate, in cantiere o da realizzare.
In altra parte del giornale gli interventi di Ciccio Barone e di Maurizio Tumino, poi il commento sul confronto a quattro.
