Un lungo periodo di sostanziale silenzio, qualche post, qualche video, ma nulla di quanto annunciato nella famosa conferenza stampa alla villa di Ibla, quando preannunciò rivelazioni, anche imbarazzanti su quello che avveniva all’interno della giunta Cassì.
Abbiamo atteso invano, pensavamo che tutto fosse riservato al finale di campagna elettorale, sul modello temporale di quanto avvenne per Maurizio Tumino, nel 2018.
Per ora, ci dobbiamo accontentare, ancora, di qualche altro sfogo di Ciccio Barone, come quello, nei giorni scorsi, nel salotto buono della comunicazione elettorale del momento, nella televisione di Mario Papa, salotto, frequentatissimo, tribuna elettiva per comunicare alla città.
Nel particolare momento che stiamo attraversando, il tenore e la qualità delle rivelazioni di Ciccio Barone potrebbe assumere contorni interessanti, il sindaco uscente, finora, ha vantato solo quello che stato fatto in tema di opere pubbliche, che ritiene credenziali sufficienti per accedere al secondo mandato.
Sulla materia Ciccio Barone spaziava con una certa disinvoltura, costi dei lavori, incarichi diretti a professionisti, scelte urbanistiche non condivise, per non parlare dell’uso disinvolto della tassa di soggiorno, salvadanaio di molti assessori.
Se sono rivelazioni degne di approfondimento, nel particolare momento in cui la comunicazione di Cassì mostra il fiato, incalzata dalle osservazioni dei rivali, con il sindaco che pretende il rinnovo del mandato per completare le opere pubbliche in itinere e fissa come priorità di un eventuale nuovo mandato la “sicurezza del pedone”, per la Ragusa prossima, in un frangente in cui gli alleati si mostrano indispettiti perché il sindaco uscente li ignora nella sua comunicazione, rivelazioni imbarazzanti di Ciccio Barone potrebbero assumere contorni tutti da godere.
Cosa ha detto Ciccio barone a Mario Papa?
Ha ribadito la sua rinnovata convinzione che ha fatto bene a farsi buttare fuori da Cassì, sa che avrebbe potuto vendersi per una poltrona, si percepisce che, alleato ancora con Ciccio Barone, Cassì avrebbe la rielezione in tasca. Come nel 2018, il suo assessore allo spettacolo e al turismo avrebbe trasformato la campagna elettorale in uno spettacolo, in una crociera da sogno, lo avrebbe preso per mano, come nel 2018 e lo avrebbe innalzato al piano nobile di Palazzo dell’Aquila senza soverchie difficoltà.
Poteva tapparsi il naso, tollerare scelte che non gli andavano giù, sopportare operazioni che, per ora, Ciccio Barone non vuole rispolverare. Quando lo farà?
Dice solo che la stima è caduta, a vicenda, tutti e due lo sanno e sanno i motivi. Ma perché non li dice?
Per ora Barone chiede, e si chiede, come mai chi lo doveva sostituire non ha dimostrato nulla di eclatante, come mai gli incarichi diretti si sono bloccati, perché Cassì non porta in Consiglio il PRG ora che ha una nuova maggioranza?
Oggi Cassì è alleato con i soggetti che hanno scritto, contro di lui, nei cinque anni, almeno 880 comunicati, Barone è un fiume in piena e aggiunge: “Scelte che non mi sono piaciute mi spingevano, da due anni, ad andarmene, solo l’imbarazzo per averlo creato mi rendeva difficile il passo, non volevo fare io il sindaco.
Erano tante le cose che non condividevo: su Ibla, su Marina, sullo sviluppo economico, sui contributi, sul destination manager, sulla mancata programmazione. Ho risolto tanti problemi in Consiglio comunale, non ho approfittato di particolari condizioni in aula che avrei potuto gestire a mio favore, creando una maggioranza diversa”.
Ma Barone ribadisce la stima per Cassì come amico, gli manca per il politico. Ma, allora, escono queste rivelazioni o il rispetto per l’amico lo impedisce?”
Dopo, Barone passa a parlare della sua coalizione, un progetto fra quattro forze civiche a cui si aggrega anche il PD, una coalizione trasparente, non un minestrone freddo, come viene chiamato da qualcuno, ma una formazione lucida, a differenza di quella opaca di Cassì, dove ci sono movimenti ed esponenti di sinistra, partiti sotto le mentite spoglie di liste civiche, partiti che non si nono nemmeno preoccupati di fare una lista civica e hanno infiltrato candidati dappertutto.
“E che dire – continua Ciccio Barone – della sua avversione verso soggetti come gli ex sindaci Abbate e De Luca, ora suoi alleati dichiarati, che lo sostengono ufficialmente dietro il paravento del civismo?”
Poi la rivelazione ad effetto, che non poteva mancare per un personaggio come Ciccio Barone: “Io sono di centro destra, uomo di centro destra”
Ma non si ferma Barone: “Il progetto, mio, di via Roma bloccato, perché? Perché tutto è bloccato per la vallata Santa Domenica? Cosa dire di incarichi fino a tre tecnici nella stessa famiglia? Volevo assumere 35 vigili, sono stato bloccato per scelte diverse di assunzioni di dirigenti extradotazionali, volevo dare una svolta per la vigilanza privata, per agevolazioni alla ricettività, per i dehors, per le contrade e le periferie, aiuti per le famiglie bisognose, sgravi fiscali per gli over 50, tutte iniziative che adotterà il nuovo sindaco con la sua coalizione”
Leggere il programma della coalizione sarà coinvolgente, Barone ha dato qualche indiscrezione per una serie di iniziative che ha proposto e che unite alle altri iniziative degli altri componenti, lo renderanno quanto mai interessante e da mettere a confronto con gli altri programmi.
