Eliminata la Camera di Commercio di Ragusa: finisce lo spasso per le organizzazioni datoriali locali

Come, del resto, era stato previsto dai programmi governativi, cessa le su funzioni la Camera di Commercio di Ragusa.
Sarà istituita la supercamera di commercio del Sud Est che riunisce gli Enti di Catania, Siracusa e Ragusa.
Il nuovo ente avrà sede a Catania. Lo ha stabilito la Conferenza Stato Regioni.
Il ministero dello Sviluppo economico ha riformulato il piano di riparto in 60 Camere di Commercio in tutta Italia che diventerà decreto martedì prossimo.
E’ stata respinta la proposta di revoca dell’accorpamento delle Camere di commercio di Catania, Siracusa e Ragusa i cui consiglieri erano stati già nominati lo scorso 30 dicembre.
Si attende l’ufficializzazione degli atti.
La mancanza di autorevolezza del Presidente della Regione Crocetta, le spinte che sono derivate dai preponderanti interessi per la gestione dell’aeroporto di Catania, le ataviche contrapposizioni fra le organizzazioni datoriali di commercio, industria, artigianato e agricoltura, la mancanza di una classe dirigente autorevole e di una classe politica attenta alle esigenze del territorio, sono stati i fattori determinanti per le scelte che, in ogni caso, fanno parte di un più ampio programma di riforme dell’attuale governo nazionale.
Sulla carta, l’accorpamento delle tre Camere di Catania, Siracusa e Ragusa potrebbe significare un importante momento di nuova programmazione e sviluppo per l’intero territorio del sud-est, più verosimilmente si tradurrà in uno spostamento, dalla periferia, delle politiche egemonizzartici delle organizzazioni datoriali che hanno sempre condizionato la vita degli enti camerali.
Occorrerà verificare, dopo che la nuova struttura entrerà a regime, il peso delle singole province nella cabina di comando, per ora c’è la fine del carosello locale, almeno per quanto riguarda Ragusa, caratterizzato dalle contrapposizioni mai risolte fra industriali, commercianti, artigiani e agricoltori, che, per lunghi periodi, di fatto, hanno boccato l’attività dell’ente e, spesso, hanno proposto, per le cariche, nominativi che non si sono rivelati all’altezza del ruolo che dovevano rivestire.

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