Esternalizzazione dei servizi, forse si sta esagerando

Quello della esternalizzazione dei servizi è una trovata tipica della vecchia politica, non potendo assumere il personale necessario, i Comuni hanno trovato questo sbocco, peraltro, per molti, più conveniente per le assunzioni, per la gestione dei servizi, dalle linee blu, un teatrino, da sempre, soprattutto quando erano coinvolte le cooperative sociali, per passare al servizio idrico, ai servizi cimiteriali, alla piscina comunale
In questi ultimi anni il sistema sembra raccolga il consenso degli amministratori, nonostante i contenziosi si sprecano.
Contenziosi perché c’è una anomalia di fondo, dettata dalla cosiddetta clausola sociale, la tutela dei livelli occupazionali quando c’è un nuovo appalto: chi conquista il posto di lavoro in una cooperativa o impresa appaltante un servizio del Comune, con la clausola sociale, avrebbe il posto assicurato, nessuno lo può toccare, ma il contenzioso non si sviluppa fra datore di lavoro e dipendenti ma direttamente con il Comune, la cui componente politica si guarda bene dall’andare contro i lavoratori che, poi, sono, potenziali elettori.
A Ragusa, da tempo, i contenziosi con i gestori dei servizi non contano, questioni per l’idrico, per i servizi cimiteriali, per la piscina comunale, in passato anche con i dipendenti della ditta che si occupa della raccolata dei rifiuti.
L’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Cassì, l’amministrazione che doveva essere quella del cambiamento, sembra gradire la stessa linea e, anzi, sembra voler incentivare questo sistema.
Dai settori classici si vuole passare alla esternalizzazione dei servizi per la gestione del Museo del Costume e, verosimilmente, per altri musei, si vogliono esternalizzare i servizi per il Castello di Donnafugata, addirittura si parla di dare in gestione il sistema di accesso e visita alla Vallata Santa Domenica.
L’ultimo avviso dell’amministrazione Cassì è per la manifestazione d’interesse finalizzata alla stipula di convenzione con organizzazioni di volontariato e associazioni per attività di ausilio al personale dell’Ente relativamente alla gestione e custodia di strutture comunali.
In particolare, l’amministrazione comunale intende assicurare la fruizione, gestione e custodia degli impianti sportivi e delle strutture culturali di proprietà comunale anche tramite la collaborazione delle organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, non potendo fare fronte per tali incombenze interamente con risorse proprie per l’oggettiva carenza di organico.
Già c’era stato l’avviso per ricercare chi volesse gestire le manifestazioni espositive all’interno dei siti culturali, Centro Servizi Culturali e Auditorium San Vincenzo Ferreri, non si vuole assumere personale nemmeno per la guardiania delle ville, è tutto demandato all’esterno.
Ma, all’esterno, non si ricercano cooperative e imprese strutturate, con esperienza, con personale qualificato, con adeguati curriculum di attività, spesso, addirittura, pare siano già nati i destinatari degli affidamenti, e di questo il tempo ci darà ragione.
A tutto si aggiunge che dei criteri di valutazione sulle candidature, della rosa degli aspiranti ai vari servizi, poco si sa, perché il Comune è prodigo di comunicati quando lancia gli avvisi, ma poi tutto cade nel silenzio più assoluto.
Si presume che, in futuro, i contenziosi con i gestori dei servizi aumenteranno, forse, anche per questi, sarà d’uopo integrare il servizio dell’avvocatura comunale con il ricorso ad un pool di professionisti esterni, se la mole di lavoro non permetterà di far fronte con le risorse umane del Comune.

Ultimi Articoli