“Fare Università al Sud”

di redazione
Giorgio Massari artefice di un importante appuntamento per discutere della presenza universitaria a Ragusa

Continua un costante impegno nell’organizzazione di importanti appuntamenti di carattere politico-culturale.
L’ultima fatica, con la collaborazione del prof. Francesco Raniolo, è il Convegno che avrà luogo a Ragusa, nei giorni 16 e 17 ottobre, dal titolo “Fare Università al Sud”, per creare le opportune riflessioni sul mantenimento della presenza universitaria in città.
L’appuntamento, sostenuto dall’Università Telematica ‘Pegaso’, gode della collaborazione della Camera di Commerco, della Banca Agricola Popolare, dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Centro Studi ‘Feliciano Rossitto, del Rotary Interenational, Distretti locali, della Scuola per Assistenti Sociali ‘Stagno D’Alcontres’, delle Associazioni ‘Itinerari’ e ‘Genius Loci’.
Nel corso di una conferenza stampa,  nella sede del Centro Studi ‘Feliciano Rossitto’, il Convegno è stato presentato, con la partecipazione della dott.sa Stefania Carpino, Dirigente di Ricerca del Corfilac, del Prof. Santo Burgio, Docente dell’Università di Catania, del dott. Giorgio Veninata, in rappresentanza del Rotary Club, del dott. Giambattista Veninata in rappresentanza del Centro Studi ‘Feliciano Rossitto.
Massari ha voluto sottolineare la genesi del progetto che prende spunto da una ricerca del prof. Carlo Trigilia, della Fondazione Res, portata avanti dal prof. Viesti, Docente di Economia Internazionale all’Università di Bari, autore di numerosi riflessioni e studi sul meridione e sull’Università nel meridione.
Fare Università è difficile, farla al sud è ancora più complicato, con i giovani che si trasferiscono al nord, con comprensibili implicanze di carattere economico per il territorio, con i laureati che diminuiscono in percentuale maggiore che in altre parti d’Italia.
Gli organizzatori hanno voluto porre le basi per un progetto che possa tenere conto della storia universitaria locale, dei rapporti sul territorio con enti locali e imprese private, per un investimento di tipo culturale che riveste, innegabilmente, connotati economici.
Convegno che si articolerà in due giorni, su tre sessioni, con illustri ospiti, per un approfondita riflessione che non lasci spazio a valutazioni di scarso respiro.
Il progetto che si vuole elaborare si fonda su diversi ambiti, facoltà, ricerca, didattica, (quali corsi ?), organizzazione, (la sorte del Consorzio), la terza missione,  ambito quest’ultimo che, se valorizzato, porterebbe grossi vantaggi.
Presenze di spicco, oltre ai numerosi relatori, quelle dei Rettori delle Università Siciliane, della Senatrice Francesca Puglisi,  componente della Commissione Cultura del Senato, della vicePresidente della Regione Siciliana, Mariella Lo Bello, dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali, Antonio Purpura.
La dott.sa Carpino, Dirigente di Ricerca del Corfilac ha sottoposto la personale esperienza nell’Ente di ricerca che si muove sul territorio,  perseguendo appunto la terza missione, come  vision molto ampia, da tempo attenzionata,  ormai diventata una struttura mentale degli appartenenti alla struttura che mira a formare giovani del territorio per il territorio, esperienza che potrebbe servire come base per un nuovo progetto di Università.
Il prof. Santo Burgio, Docente dell’Università di Catania presso la Facoltà di Lingue a Ragusa Ibla, ha rimarcato l’attuale situazione universitaria a Ragusa, nel contesto di un panorama generale che vede un diffuso trend negativo del decentramento.
Con il prof. Raniolo, Burgio ha voluto mettere sotto la lente di ingrandimento le condizioni della presenza universitaria a Ragusa, nella qualità di attore protagonista e fra i superstiti di una grande vicenda che ha suscitato grandi sogni ed entusiasmi che non si sono concretizzati, sottoponendo ipotesi di rilancio nel contesto della realtà locale.
Giorgio Veninata, ha portato il saluto del Rotary Club e ha sollecitato un impegno comune per mantenere vivo un dibattito sempre più ampio su una questione che deve vedere unito tutto il territorio, senza limiti di campanile.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al prof. Raniolo, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria, che ha fatto un excursus sulle criticità che hanno visto il lento ma inesorabile declino della presenza universitaria nella nostra città, messa a confronto con la realtà calabrese di Cosenza – Rende.
Grande sintonia del docente ragusano per un progetto di rilancio che non deve passare solo dalla didattica, ma può sfruttare le possibilità di istituire dottorati, master, corsi di perfezionamento, centri di ricerca, in un contesto di Università moderna e qualificata che metta al primo posto l’attenzione verso gli allievi e i rapporti con il territorio.

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