di redazione
Mancata pulizia del foro boario e abbandono delle latomie di Cava Gonfalone offrono spunti interessanti per la città
Gli strumenti mediatici hanno moltiplicato le possibilità e le occasioni per segnalare disservizi e inconvenienti sul territorio comunale. Una volta, la mia nonna telefonava ai vigili urbani per segnalare che uno dei lampioni della via era spento. Oggi sarebbe munita di uno smartphone per collegarsi tramite ‘messanger’ con l’ufficio o direttamente con il sito del Comune.
Spesso è necessario filtrare le segnalazioni che, possono (mal)celare altri obiettivi: sarebbe auspicabile effettuare una semplice segnalazione e, solo dopo averne verificato l’inefficacia, passarla alla stampa, non tanto per il disservizio in sé ma, piuttosto per le mancate risposte.
Ma dietro ci sono anche facili tentativi di acquisire visibilità, altre volte, addirittura, cosa verificata, si sfrutta la conoscenza di addetti agli uffici e ai servizi per sapere di interventi che sono programmati e che si fanno, furbescamente, precedere da tanto di comunicato che sollecita l’intervento che sarà eseguito poco dopo.
Comune denominatore rimane, comunque, l’opposizione politica, quasi sempre rivolta all’amministrazione e all’assessore in particolare: vero è che l’assessore è la punta dell’iceberg di un apparato che può mostrare delle falle e, vivendo nella nazione dove, se la squadra gioca male, si manda casa l’allenatore, tanto da fare degli assessori il capro espiatorio di ogni disservizio o disfunzione.
Ma dopo aver mandato l’allenatore a casa, ancor prima dell’arrivo del successore, si mandano i giocatori in ritiro e si controllano a vista, irrigidendo i controlli.
Impensabile che un assessore vada in giro a controllare loculi cimiteriali, verde pubblico, perdite d’acqua, strade dissestate, mini discariche abusive e quant’altro. Ogni servizio, ogni settore ha i suoi responsabili e i suoi addetti che dovrebbero dimostrare il lavoro giornaliero con dettagliate relazioni su quanto di loro competenza.
Questo, per chi non lo comprendesse, sarebbe efficienza alla quale potrebbero e dovrebbero contribuire anche i consiglieri comunali di maggioranza, i quali, addirittura, dovrebbero precedere i colleghi delle opposizioni, per il bene comune della città e della collettività.
Fatta questa premessa accogliamo con piacere una nota di FutureDem che ci offre spunti di riflessione.
Come accennavamo, una sbrigativa critica all’amministrazione comunale, in un consueto e noto stile ampolloso, per segnalare che l’area del Foro Boario, dopo la Fiera Agricola, non è stata ripulita.
Indipendentemente dall’eventuale ripulitura già avvenuta, le foto mostrano una situazione di degrado e di inciviltà notevole, non si sa quanti giorni dopo la fine della manifestazione.
Va detto che dalle foto si evince come ancora le strutture espositive (gazebi e tappeti) non siano stati rimossi, segnale di lavori ancora in corso per cui opere di pulizia potrebbero risultare premature.
Sacrosanto che l’amministrazione, dopo la segnalazione, debba intervenire, ove non lo avesse già fatto.
Qualche esagitato, mosso da furori elettorali, potrà anche chiedere la testa dell’assessore e, secondo i suoi criteri, è legittimato a farlo, ma è d’uopo una considerazione sulle procedure.
Gli attori, nella fattispecie, sono gli espositori, gli organizzatori, il Comune e l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Uffici efficienti sanno già di chi è la competenza: certo non si può permettere che l’area venga utilizzata come discarica di rifiuti ingombranti, gli espositori sarebbero tenuti a conferire tutto in appositi cassonetti che dovrebbero essere a disposizione sul sito, l’organizzazione della Fiera dovrebbe essere fuori causa, salvo particolari accordi sulla materia, ma non sarebbe stato fuori luogo un controllo attento nell’area come sarà stato fatto prima della manifestazione. Si pensa che se si fosse trovata immondizia, ci sarebbero state delle lamentele.
Restano la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, se nel capitolato l’area è prevista fra quelle da pulire periodicamente, o il Comune che, in ogni caso deve provvedere al decoro sul territorio.
Sherlock Holmes direbbe: “Elementare, Watson !”. Gli indiziati sono identificati. Sarebbe interessante non tanto sapere se hanno provveduto alle pulizie, quanto se I responsabili sono stati ripresi. E, possibilmente, sapere chi sono.
Grazie a Francesco Muccio di FutureDem, grazie anche Mario Chiavola, presidente dell’associazione “Ragusa in Movimento”, che ci ricorda dello stato di abbandono delle Latomie di Cava Gonfalone, oggetto di un articolato quanto discutibile progetto di recupero e riutilizzo, forse tanto costoso quanto inutile, considerato che non si intravede una definizione dello stesso.
Fra le alte disgrazie il progetto in questione è parto della Soprintendenza di Ragusa che ci ha abituato a ben altre incompiute in città, salvo essere sollecita nel concedere autorizzazioni in zona tutelata, ma sempre nel pieno rispetto della legge, almeno così pare.
Sarebbe auspicabile capire, innanzitutto, se tutto è definito e i lavori sono stati consegnati al Comune, per capire a chi rivolgersi.
Perché trattandosi di un fatto eminentemente culturale, si hanno concrete speranze che l’assessore Campo riuscirà a risolvere la questione, se si dovrà avere a che fare con la Soprintendenza, e quindi con la Regione, non ci sembra di poter dire che sarà facile ottenere anche solo una salvaguardia dei luoghi.
Quanto alle opere di artisti che sono stati coinvolti nel progetto, sarebbe opportuno che gli stessi le tutelassero, rivolgendosi ai committenti, per evitare ulteriori irreparabili danni, ove non fossero state pagate, se poi, per caso, la questione dovesse servire, nelle intenzioni, per sollevare polemiche di tipo già sperimentato, ammettiamo di aver perso tempo a recepire la segnalazione.
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