Pomeriggio di lunedì 18 gennaio dedicato ai lavori della III Commissione ambiente, lavori ottimamente diretti dal Presidente Sergio Schininà, componenti quasi al completo, mancava quella femminile, assenti le consigliere Malfa e Federico, ha partecipato ai lavori, come da regolamento, anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli.
Due gli argomenti all’ordine del giorno della seduta, lo schema di concessione e il capitolato di servizi per i servizi sperimentali di parcheggio e navetta veloce, i cosiddetti parcheggi scambio che l’assessorato ha il vezzo di chiamare in inglese, park & ride, non si sa per qual motivo, oggetto di deliberazione della Giunta che li sottopone all’approvazione del civico consesso.
Ancora all’esame della commissione l’approvazione dei modelli per la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili in attuazione del programma di interventi per l’incremento dell’autoconsumo energetico mediante gli incentivi di cui all’art. 42bis della legge 8/20.
Due argomenti futuribili, tipici di questa amministrazione, quello di carattere energetico che affonda le sue radici anche nell’amministrazione precedente.
Perplessità desta leggere che dopo tre stagioni estive di questa sindacatura si parli ancora di servizi sperimentali, segnale che non c’è ancora una idea precisa su quello da fare per i parcheggi, a Ibla e soprattutto a Marina di Ragusa.
Partiamo dal secondo punto per rilevare come, da anni, si parli di efficientamento energetico, di PAES, di PAESC, di smart city, ma il comune cittadino ha scarsa contezza dei benefici che ne derivano per la tasca e per l’ambiente.
Non si tocca con mano il cambiamento in materia ambientale se non per questioni marginali, l’attivismo nel settore si deve solo alla professionalità dell’energy manager, che segue con competenza e passione innate il settore, ma sembrano tutte azioni teoriche quelle dell’amministrazione e di quella che l’ha preceduta.
Abbiamo sostituito i corpi illuminanti, abbiamo fatto un egregio lavoro nelle scuole e negli edifici pubblici, ma non c’è l’immagine della smart city, quando non esiste nemmeno un wifi degno di questo nome.
Questo tipo di intervento, oggetto di discussione in commissione, parte dal mese di marzo, con una delibera di giunta per l’attuazione di un programma di interventi per l’incremento dell’autoconsumo energetico da fonti rinnovabili mediante la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili.
Appunto l’ing. Licitra ha curato tutti gli atti propedeutici per l’iniziativa che hanno trovato sbocco alla luce delle ultime normative nazionali sulla materia specifica, una sorta di piano attuativo che, come sempre, arriva dopo mesi dall’uscita della normativa generale.
Specifichiamo i tempi perché in commissione c’è stata anche la polemica fra l’amministrazione rappresentata dall’assessore Giuffrida e il capogruppo 5 Stelle Firricincieli che ha vantato l’inoltro di una mozione, in data novembre 2020, appunto per la creazione delle comunità energetiche.
Non stiamo qui a disquisire sulla primogenitura della iniziativa, la mozione dei 5 Stelle è, di certo, genuina, arrivata dai componenti della competente commissione del Senato, Firrincieli, assieme ai colleghi del PD, è l’unico che può vantare alle spalle un partito nazionale e di governo, è doveroso ammettere che l’amministrazione, grazie all’ing. Licitra, era già sul pezzo, con atti formali.
Va comunque stigmatizzato l’approccio dell’amministrazione e del capogruppo 5 Stelle che si trastullano con polemiche spesso inutili, con comunicati stampa su banalità, passerelle per consegne lavori e azioni di normale amministrazione, mentre di questa materia delle comunità energetiche nessuno si è premurato di dare opportune informazioni.
Surreale, invece, la trattazione del primo punto all’ordine del giorno, quello dei parcheggi di scambio, sul quale la discussione è trascesa su argomenti di certo attinenti ma non opportuni per la discussione dell’oggetto della seduta
Come spesso accade, l’amministrazione si vuole dare un tono ed enfatizza problematiche che sarebbero semplici. Come già sperimentato con le navette per Ibla, sarebbe abbastanza semplice identificare un vettore che effettua servizio di navetta.
Se il Comune potesse mantenere il servizio a costo zero per l’utenza, sarebbe, di certo una evenienza ottimale, ma non è del tutto fuori luogo pretendere il pagamento di un biglietto.
Tutto potrebbe finire qui, invece questa amministrazione sembra fatta per complicare le cose, tant’è che a due anni dall’insediamento siamo ancora ai progetti sperimentali e il trasporto pubblico, in particolare, è all’anno zero, un comparto che per sua natura dovrebbe essere dinamico ma si ritrova nella totale immobilità.
Soggetto gestore che deve concorrere all’allestimento del parcheggio scambio, sbarre elettroniche all’entrata, sistemi di pagamento elettronici, personale, allestimento dell’area, recinzioni, tutto incorniciato nella solita burocrazia e il tutto per un solo mese a Marina di Ragusa, con qualche weekend di contorno, e solo per i week end a Ibla.
Ma per parlare di queste iniziative, ci dovrebbero essere idee chiare su Marina di Ragusa e su Ibla.
Dirottare l’enorme traffico in entrata nella frazione marinara, in estate, dovrebbe essere abbastanza semplice, nell’emergenza estiva. Ma l’amministrazione deve considerare cosa fare di Marina di Ragusa: trasformarla, per un mese e qualche week end in località balneare di grido, culla della movida di questa parte della Sicilia, incurante delle esigenze di residenti, domiciliati e villeggianti, oppure considerare che si tratta della frazione marinara del capoluogo, da sempre località di vacanza dei ragusani che, con tanti sacrifici, hanno costruito la loro casetta di villeggiatura e ne fanno la località per le loro modeste vacanze sul territorio?
Stesso discorso, in generale, per Ragusa Ibla, dove si parla di navette ma sono sempre presenti i discorsi, contraddittori, per trovare parcheggi disponibili per residenti e commercianti che, però, non vengono preclusi, a priori per il traffico esterno.
Sono scelte difficili, occorre, e lo sanno in molti, a cominciare dal Sindaco, eliminare le auto dai due centri, lasciando solo quelle dei residenti e degli operatori commerciali.
Solo così si potranno rendere veramente vivibili Marina di Ragusa e Ibla nei momenti cruciali delle rispettive stagioni turistiche.
E’ tutto sperimentale, le ZTL, i parcheggi, le strategie commerciali e di viabilità.
In commissione si sono aggiunti gli interventi degli esponenti di opposizione che, come abbiamo accennato, erano, di certo, meritevoli di grande attenzione ma non pertinenti allo schema di concessione e al capitolato dei servizi all’ordine del giorno, dei quali non si è parlato minimamente.
Giorgio Mirabella ha focalizzato l’attenzione sulle esigenze di collegamento con Marina di Ragusa dei residenti di Santa Barbara, Mario Chiavola ha richiamato l’esigenza di un servizio di trasporto pubblico con le contrade limitrofe a Marina di Ragusa, Sergio Firrincieli ha evidenziato le esigenze dei contradaioli che non possono essere messe sullo stesso piano di quelle dei turisti e di quanti arrivano con l’auto a Marina di Ragusa.
Il minimo comune denominatore di tutti questi interventi, non messo in risalto in maniera opportuna, è quello della esigenza indifferibile di un efficiente servizio di trasporto pubblico su Marina di Ragusa e sulle contrade limitrofe.
Trasporto pubblico locale sul quale questa amministrazione ha mostrato la totale inesistenza di programmi e di strategie, a Ragusa come a Marina e come per le periferie e le contrade.
Senza un servizio di trasporto pubblico che funzioni Marina di Ragusa sarà sempre dominio delle auto che vediamo colpevolizzate e causa di inquinamento visivo, sonoro e ambientale, ma con le favole non si risolve nulla: addirittura, in questa seduta, abbiamo sentito l’assessore parlare, oltre che dei tanto utilizzati Piani di Mobilità Sostenibili, dei quali abbiano ascoltato tanto ma visto nulla, addirittura di programmi per la micromobilità elettrica.
Le favole potevano andare bene nella fase dell’infanzia di questa amministrazione, ora il rampollo e cresciuto e servono libri per studiare e dare gli esami.
