Federico Piccitto conduce sempre le danze (!?!)

di Cesare Pluchino
Dopo il giro di boa della sindacatura, il Sindaco di Ragusa sembra non voler avvertire le contestazioni e i possibili riflessi dei fatti di Gela

Finora erano state solo le teatrali esibizioni di qualche esponente delle opposizioni a chiedere le dimissioni del Sindaco di Ragusa, replicate, con il copia e incolla ma senza alcuna incisività, da altri elementi della minoranza, in una sorta di eco che diventava emblema del vuoto argomentativo della maggior parte degli interventi contro l’amministrazione.
Ma alla ripresa dell’attività dopo le festività natalizie, che hanno coinciso con la metà della sindacatura, con lo scadere dei primi 30 mesi del mandato, viene fuori una richiesta che non è di dimissioni ma di sospensione dal Movimento 5 Stelle per una verifica dell’attività svolta e dell’adesione ai principi del Movimento e del programma elettorale.
La richiesta proviene dal meetup dei dissidenti grillini che, secondo gli eletti del Movimento, non avrebbe titolo per parlare in nome di presunti pentastellati ragusani, ma, poiché siamo nella patria dove l’arte di arrangiarsi la fa da padrone, gli attivisti di ragusattiva 5 stelle sfornano comunicati e nessuno dei presunti leader regionali né dei parlamentari esce fuori con una dichiarazione netta di sconfessione.
I dissidenti danno forza alle critiche sbandierando i vessilli ripiegati di ben 4 assessori in qualche modo defenestrati da Piccitto, chi per lentezza, chi per necessità, chi per mantenere alto il prestigio del Movimento e argomentano le proprie istanze, che si spera siano inviate, prima che alla stampa, ai vertici del Movimento 5 Stelle, con precisi rilievi sull’attività amministrativa e sulla poca aderenza ai dettami del Movimento e del programma elettorale.
La nota critica è abbastanza puntuale nei rilievi, anche se risulta facile eccepire il notevole e forse tattico ritardo nell’evidenziare omissioni che non sono di ora, mancate osservanze al programma elettorale che da tempo avrebbero dovuto costituire spina nel fianco dell’amministrazione, spinta da attivisti che avessero avuto a cuore, prima di tutto, le sorti del Movimento.
Quando tutto andava liscio e non c’erano fratture, il meetup unico, in tempi non sospetti, si riuniva per discettare su come riconsegnare agli affetti familiari l’assessore alla Cultura, si sapeva che anche qualcuno di quelli oggi difesi era in predicato di tornare alle consuete attività lavorative, c’era chi assumeva incarichi e chi favoriva la dazione di incarichi fiduciari.
Anche la nomina del Presidente del Consiglio veniva considerata scontata nell’ottica degli accordi pre ballottaggio, oggi è tutto disconosciuto
Resterebbe, poi, da verificare il numero degli attivisti, osservanti e dissidenti, dal momento che alla certezza dei consiglieri, sedici, non si hanno conferme sul numero degli attivisti: quelli osservanti sarebbero ridotti a sei/sette praticanti ma piuttosto sfiduciati, altrettanti, a voler essere generosi, sarebbero i dissidenti che non avrebbero bisogno di un tavolo riunioni per prendere decisioni.
In questo clima da disarmo, che contrasta con le tendenze al rialzo, a livello regionale e nazionale, dei consensi per il Movimento 5 Stelle, Federico Piccitto conserva, nonostante le tante contestazioni, il suo carisma di primo cittadino con un consistente seguito di consensi.
Le illazioni su una sfiducia montante dei ragusani nei confronti dell’amministrazione e del suo capo sono state smontante dall’ultima indagine del Sole 24 ore che consegna al primo cittadino un consistente 55% di consenso, più basso di 14 punti rispetto all’elezione ma pur sempre abbondantemente al di sopra del 50,1.
Le contestazioni interne non sembrano impensierire più di tanto il Piccitto che nemmeno considera i dissidenti e si fa forte di una compagine assessoriale di provata fiducia e di un rapporto ottimale con il vertice di Partecipiamo del quale, senza eccessiva enfasi, riconosce l’insostituibile e qualificato sostegno, assai parco nell’esigere adeguati riscontri al ruolo di colonna portante dell’alleanza.
Si aggiunga un rapporto che si può considerare ottimale con i presunti leader del Movimento, a livello regionale l’ex Presidente dei Deputati regionali Cancelleri e l’astro nascente nazionale DiMaio, entrambi visitatori abituali della nostra città.
Piccitto sembra aver recuperato il rapporto con i vertici del Movimento che, nei primi mesi della sindacatura, sembrava non esistere, anche se le visite dei parlamentari, regionali e nazionali sono limitate a parate piene di buone intenzioni per collaborazioni costruttive ma restano isolate all’interno di qualche ristorante di periferia dove avvengono, di preferenza gli incontri.
Piccitto sembra condurre le danze e nulla lo impensierisce, come nulla sembra impensierire i parlamentari che qualcosa da spremere al territorio e agli elettori avranno pure da esigere, prima o dopo.
Sicuramente l’onda lunga, di craxiana memoria, favorisce la convinzione di un futuro senza difficoltà, l’immobilismo conclamato delle forze di opposizione non lascia intravedere ostacoli insormontabili per il mantenimento del governo della città.
D’altra parte è comprensibile che ci sono stati poteri forti locali che hanno avallato, se non favorito, l’ascesa di Piccitto, non può essere stata solo la protezione fondante di San Giovanni Battista a sostenere il 69% di consensi, il futuro potrebbe riservare positive sorprese al di là di ogni più cauta previsione in nome delle comuni logiche politiche.
In definitiva un Sindaco che mostra di avere ben saldo il timone dopo la virata alla boa di mezzo, esitante di fronte ad istanze precise ma consapevole dei danni che potrebbero provocare pericolose quanto inaspettate fibrillazioni interne.
Alcuni sussurrano di possibili strategie cattocomuniste per portare allo sfascio controllato, ma non si intravedono, a conti fatti, maggioranze plausibili per progetti di questo genere.
Il gran ballo è destinato a continuare, c’è da risolvere il problema della dama, che è indispensabile come genere, e occorre trovare le risposte per quelli che avevano chiesto, rispettivamente, il congelamento delle dimissioni di Stefania Campo e il suo reintegro.
Risolto il problema Campo, dal suo esito dipenderà la complessità della contestazione a Martorana, assessore al bilancio inviso ai quindici sedicesimi del gruppo consiliare, misurazione risalente all’incontro con Cancelleri al Comune.
Verosimilmente dopo l’Epifania ci sarà un incontro fra consiglieri e Sindaco per dirimere una questione sulla quale il Sindaco sembra non voler cedere ma per la quale non si intravedono spiragli che si allontanino da rotture definitive che mal deporrebbero per il futuro pentastellato a Ragusa
Forse qualche pezzo grosso grillino ritornerà a fare colazione sul territorio, anche per dare risposte ai dissidenti senza titolo che, comunque, hanno inondato le pagine di facebook, mentre Federico Piccitto ostenta la sicurezza, la superiorità e la ilare serenità del Marchese del Grillo.

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