di Vilnius Nastavnic
Un comunicato del meetup ragusattiva 5 stelle che offre numerosi spunti per una analisi che vede, comunque, i grillini protagonisti indisturbati della scena politica locale
In tutta sincerità non si aspettava, a Ragusa, un inizio di anno così vivace, quasi scoppiettante: ritmi azzeccati, dalla notte di san Silvestro alle note dei Jampin’up, fra presepi, spettacoli per bambini e musica classica che inonda chiese e teatri.
Facile pensare che il tutto avrebbe favorito un’anestesia temporanea delle fibrillazioni politiche emergenti, invece la musica ha dato vigore per una partenza in grande stile.
A dare fuoco alle polveri il meetup ragusattiva 5 stelle, quello dei dissidenti, per intenderci, che imbandisce una tavola degna del più elegante pranzo del Gattopardo, con tutte le sue eleganti raffinatezze, i limiti e le contraddizioni tipiche di un’epoca.
Qualche grillino osservante si era inalberato, sia pure in maniera composta e contenuta, perché questo giornale si occupava dei fatti di Gela che hanno portato all’espulsione del sindaco Messinese dal Movimento 5 Stelle. Mentre ancora chiedevamo perdono per l’incauto interessamento per fatti che oltrepassavano, addirittura, i limiti provinciali, ci viene in soccorso il meetup dissidente a dirci che non solo esiste un parallelo fra le vicende gelesi e quelle ragusane, ma che è opportuno sospendere Piccitto dal Movimento ed esaminarne la situazione.
Ragusalibera.it ha sempre accolto con piacere le note del meetup dissidente, non preoccupandosi della legittimità dello stesso a parlare in nome dei pentastellati ragusani, o almeno di parte di essi.
Come anche questa volta, è stato dato ampio spazio alla pubblicazione integrale del comunicato, spesso senza scalfitture che avrebbero potuto inficiare i contenuti o risultare poco condivisi.
Questo comunicato che si occupa delle vicende gelesi e ne vuole prolungare gli effetti fino a Ragusa costituisce, nell’attuale momento politico locale, caratterizzato dal silenzio totale delle opposizioni, forse, ormai, a corto di argomenti consistenti, come l’insalatiera colma di spaghetti su cui si tuffava Alberto Sordi, in una delle sue più famose scene, o, se vogliamo essere più eleganti, il sempre famoso timballo di maccheroni in crosta del pranzo del Gattopardo.
Risalta, negli ultimi interventi dei grillini dissidenti, una tendenza alla polemica strumentale che, in ogni caso, più che colpire gli obiettivi nel mirino, primo fra tutti Federico Piccitto, fa male al Movimento, soprattutto a livello locale, come incalcolabile danno hanno provocato strategie di altro tipo mirate a far fuori qualche assessore.
Dispiace rilevare che taluni soggetti, di quelli ritenuti ‘pensanti’ del Movimento e del meetup in particolare, si lascino trascinare in polemiche di così scarso livello.
Soprattutto si rilevano eccezioni su aspetti della conduzione politica che non erano sollevate quando il Movimento era unito.
Per esempio, dall’inizio della sindacatura abbiamo contestato l’approccio discutibile del Sindaco, della Giunta, dei consiglieri e degli attivisti alla comunicazione pubblica: i pentastellati hanno vissuto in una bolla vitrea, isolata dal mondo, che permetteva solo di guardare con disgusto i ‘diversi’ all’esterno.
Ora che qualche bolla si è rotta, e la diversità è svanita, per molti accadimenti, non si può muovere critica al primo cittadino per non aver convocato una conferenza stampa di fine anno.
D’altra parte la comunicazione dell’amministrazione, e del sindaco in particolare, è stata, da sempre, inadeguata, anche quando a ‘consigliare’ gli esperti erano figure ora dissidenti
Fra l’altro non si intravedono possibili sospetti perché Piccitto, in più di una occasione, in quelle poche volte che ha tirato fuori le unghie (e magari lo avesse fatto più spesso) in conferenza stampa, ha dimostrato di saper tenere testa, sempre, a possibili domande scomode.
Strumentale è stabilire similitudini e analogie con Gela, le scelte del primo cittadino, eventualmente non condivise, fanno emergere solo i limiti di comandamenti del movimento che, in più parti, si sono rivelati anacronistici, dalla questione dell’inceneritore di Parma al veglione di Bagheria nell’antica dimora patrizia del Comune. Vicende che vanno contestualizzate e, soprattutto, non possono esautorare, da sole un Sindaco, se non mettendo in gioco le posizioni faticosamente, e spesso fortunosamente, conquistate.
Se si eccepiscono le competenze degli assessori sostituti, perché nulla si diceva quando gli stessi operavano da esperti?
Strumentale è eccepire riserve, ora, sulle alleanze con altre forze politiche che, forse, sono l’elemento che mantiene in vita l’amministrazione grillina, per capacità politiche e sapiente attenzione alle emergenze della città. Senza dire che leggere che si disponeva e si dispone di adeguata e schiacciante maggioranza in consiglio fa dubitare, seriamente, sulla qualità delle bollicine ingerite a Capodanno. a meno che non si voglia deliberatamente sfottere il lettore.
Eventuali riserve su possibili alleanze dovevano essere sollevate prima del ballottaggio, dovendo ammettere, inoltre, che in quei frangenti emersero, con tutta la loro forza, le scarse capacità politiche, come Movimento, di chi andava a governare la città.
Sacrosante le eccezioni sulle decurtazioni delle indennità e dei gettoni di presenza, su cui si sono spese troppe parole con pochi fatti, anche a livello nazionale, con una deliberata confusione che serve, tuttora, per mantenere una impenetrabile cortina di fumo attorno a questioni che sarebbero di una semplicità enorme.
Questo attiene alla trasparenza tanto declamata ma fortemente evitata da tutti gli appartenenti al Movimento: restano, comunque, i numerosi e consistenti acquisti operati con i proventi delle decurtazioni, imbrigliati pur sempre nelle maglie di una inconsistente comunicazione di palazzo che ne vanifica, talvolta, gli effetti positivi.
Ma queste questioni si sollevano in tempi di bonaccia, non quando servono ad elevare l’altezza delle onde solo per far temere il peggio.
Anche sulla questione Stefania Campo si entra in ritardo e ancora troppo delicatamente, perché non si comprende che, o si tratta di una colossale macchinazione, ordita ad arte, e allora occorre salire sul tetto del Comune, occuparne le stanze e protestare ad oltranza, oppure va riconosciuto e dimostrato che un assessore pentastellato ha sfruttato la carica assessoriale per fini personali, ammettendo che i grillini non sono poi così diversi dagli altri componenti la specie, a Ragusa come a Quarto o a Bologna.
Discutibile anche la tesi che i consiglieri della maggioranza in disaccordo con il Sindaco ‘reggano il moccolo’, questione della quale è poco opportuno disquisire a pochi giorni da una inevitabile definitiva soluzione della delicata vicenda, piuttosto si faccia trasparenza ‘sugli interessi pregressi e consolidati nel settore dei rifiuti’, si mettano fuori le carte sulle presunte inadempienze della ditta per la differenziata e si spieghino i motivi dei mancati provvedimenti previsti dal capitolato.
Come trasparenza ci vorrebbe sulle questioni riguardanti le trivellazioni petrolifere o sui temi trattati in altre riunioni con quelli che vengono considerati, attualmente, i leader del Movimento 5 Stelle, a livello regionale e nazionale, ormai troppo spesso organizzate in puro stile da guerra fredda, con sedi mantenute ignote agli stessi attivisti e riservate a pochi eletti, nel senso letterale della parola.
Quando sarà fatta chiarezza su tutte queste eccezioni, sarà allora tempo di verificare la posizione del Sindaco Piccitto nel contesto del Movimento 5 Stelle, fino ad allora si tratterà di tattiche da vecchia politica.
