di Vilnius Nastavnic
Autorevoli dichiarazioni acclarano ciò che già si sapeva da tempo: c’è chi lavora in funzione delle prossime candidature a Sindaco della città
Uno scontro epico, a suon di comunicati stampa, ravviva una scena politica viva come le acque di un lago: due consiglieri se li mandano a dire, senza esclusione di colpi, per la paternità di un Atto d’indirizzo riguardante opere su Ragusa Ibla.
Sarebbe rimasto annoverato tra le consuete schermaglie fra maggioranza e opposizione se uno dei due protagonisti non fosse il Presidente del Consiglio Giovanni Iacono, le cui doti di equilibrio e moderazione sono state ampiamente dimostrate in questi diciotto mesi di consiliatura.
L’altro contendente, il consigliere del PD Mario D’Asta, è rimasto vittima dell’esuberanza giovanile e della febbre da comunicato che, invero, è patologia di diversi componenti il civico consesso.
Chi era dentro l’aula consiliare e ha vissuto la genesi della presentazione e dell’atto di indirizzo, come anche è stato asserito da consiglieri comunali sui social network, non può esimersi dal considerare l’atto di indirizzo una iniziativa isolata di Giovanni Iacono, nella sua qualità di consigliere comunale, della quale, come spesso è prassi, sono stati cofirmatari altri consiglieri.
Legittima, quindi, la reazione di Iacono all’incomprensibile assunzione di paternità dichiarata in un comunicato di chiara matrice propagandistica che, mi pare di non sbagliare, questo giornale, in prima battuta, aveva omesso di pubblicare, evidentemente rilevandone difformità rispetto alla realtà dei fatti.
Iacono ha tacciato di scorrettezza il consigliere D’Asta, che non avrebbe avuto nessuna parte nella stesura dell’atto, per un piano di spesa che nemmeno avrebbe votato, aggiungendo particolari sui lavori d’aula relativi e concludendo, dopo aver ricordato Vitaliano Brancati, con una amara constatazione sulla contrapposizione fra l’essere e l’apparire in politica.
In un comunicato dai toni assai decisi, e senza mezzi termini, sono state quattro parole, apparentemente marginali, a scatenare il putiferio, anche presso l’opinione pubblica: “Candidature sono ancora lontane”, un chiaro richiamo ad una situazione esistente da tempo, della quale tanti sussurrano, nella consapevolezza che più di un soggetto politico, anche all’interno del civico consesso, pensa, si muove, si agita e agisce politicamente in funzione di malcelate aspirazione a future candidature per la carica di primo cittadino.
Non si può essere accusati di esagerare, nella valutazione, se un post sulla pagina facebook, del consigliere D’Asta, raccoglie come provocazione le parole che, altrimenti, sarebbero passate senza farsi troppo notare.
Poche righe, destinate ad acuire la tensione, dal momento che dalla polemica si passa all’offesa, nel momento in cui si attribuisce “farneticazione” al Presidente del Consiglio, incentrando sulla questione ‘candidature’ la replica, senza entrare nel merito della diatriba.
Si era detto che il prossimo giro di boa, il traguardo dei primi 30 mesi, metà della consiliatura, avrebbe costituito all’inizio del 2016, l’inizio della contesa per le prossime amministrative.
Ma le ambizioni sono venute fuori in anticipo, si sono fatte notare all’occhio di chi mastica politica, mezzo passo in avanti, mezza fuga in avanti, non hanno avuto interpretazioni di sorta e sono state chiave di lettura, per qualcuno, inequivocabile.
Si ritiene doveroso parlarne, non per fare gossip o fantapolitica, ma perché sembra prematuro dimenarsi senza un progetto chiaro per la città. Sembra che l’esperienza delle ultime amministrative, dove i politici di razza, di tutte le colorazioni, furono lasciati al palo da un giovane sconosciuto alla politica, non sia servita a nulla.
Non ci riferiamo, di certo ai soggetti che hanno aperto il contenitore delle ambizioni: il Presidente Iacono è fuori dalla contesa, perché candidato naturale ad ogni prossima elezione, per esperienza, capacità politiche e competenze, attuale ruolo nel Consiglio comunale e appartenenza politica ad un Movimento che sta dimostrando di avere le idee chiare, quasi indispensabile per un percorso politico di qualsiasi natura.
Se per Iacono il riferimento ad una possibile candidatura non stupisce più di tanto e ogni eventuale ambizione politica in tal senso è solamente scontata, per il consigliere D’Asta la questione diventa più delicata. Una ambizione malcelata, emersa nel tentativo, anche ammesso, di far terra bruciata ai possibili concorrenti del futuro all’interno del partito, alle ultime amministrative, è, senza dubbio, complicata dalle lotte interne al Partito Democratico e resa ancor più ingarbugliata dal recente ingresso fra i democratici dell’on. Dipasquale con il uale, inevitabilmente, dovranno fare i conti vecchi e nuovi adepti del partito.
Viene da sorridere ai movimenti sotto traccia di altri aspiranti sindaci che guardano le vetrine di un negozio di mobili per una casa che ancora devono costruire.
La colpa è, senza dubbio, dei grillini che, ancora, non riescono a far intravedere rivoluzione e cambiamento, innescando negli avversari speranze anticipate di rivalsa. Se, poi, è qualche consigliere del Movimento 5 Stelle a nutrire dubbi su una possibile ricandidatura del Sindaco, se sono anche gli assessori ad ammettere un calo nel gradimento presso i cittadini, i consiglieri con ambizioni sono legittimati a fare castelli in aria.
Al momento, i più sereni sembrano i consiglieri del blocco di opposizione di centro destra, quelli che sono all’opposizione a Ragusa, a Palermo, a Roma, apparentemente disuniti, senza partiti alle spalle, figli di movimenti e liste civiche in attesa del grande progetto unitario di centro destra che, inevitabilmente e naturalmente, si costituirà come argine alla sinistra e al centro sinistra, baluardo dei moderati che, comunque, esistono e aspettano tempi migliori, al pari di altre fasce della popolazione.
Sono i meno coinvolti nella corsa alla sindacatura perché detengono ciascuno un pacchetto di voti personali che, se opportunamente amalgamato, può costituire il nocciolo duro di qualsiasi candidatura. Una serenità politica che non va cercando posizioni di leadership, che non è distratta da questioni e tensioni interne, che guarda alle reali esigenze della città e della collettività come si evince dalla gran parte dei comunicati che rifuggono dalla polemica, non cercano la caduta dell’avversario ma perseguono solo trasparenza, legittimità degli atti e politica per il bene comune.
