di redazione
I grillini dovevano essere portatori del cambiamento, al momento si comprende solo che anche le cose più semplici sono diventate difficili, fonte di sprechi, per commissioni inutili, e di lungaggini amministrative.
Le parole di Maurizio Tumino sintetizzano l’esito della seduta di commissione per discutere dell’affidamento del servizio di tesoreria comunale.
Il consigliere, ancora una volta protagonista finale della seduta, pone, semplicemente, senza strafare, il Presidente della Commissione, il Dirigente, l’Assessore e quindi l’amministrazione di fronte ad un bivio: “o mi dite quale è la normativa di riferimento, o chiamiamo il Segretario Generale”.
E chiamarono il Segretario Generale !
Un aut aut moderato ma deciso, a cui i sunnominati si sono inchinati, bloccando prima la seduta, contattando il Segretario che, giustamente, non è un juke box e si riserva di fornire un parere esaustivo appena disponibile, per poi chiudere i lavori, non prima di aver indicato la data per una nuova convocazione. Altri costi per il Comune, ma nel turbinio di sedute di consiglio e di commissione, una convocazione in più o in meno non sposta molto. E ricordiamo che, nella maggior parte dei casi, i pareri della commissione sono solo consultivi, cioè servono a ben poco.
Ma se il cittadino vuole deliziarsi con le meraviglie e le magie di Palazzo dell’Aquila c’è dell’altro: le convocazioni per i prossimi consigli comunali sono state fissate alle ore 17.30, su precisa richiesta, pare degli stessi grillini che volevano spostare l’orario ancora alle ore 18.
La proposta, che ha dell’assurdo e del paradossale, viene da quanti, lavoratori non dipendenti o liberi professionisti, non intendono lasciare anticipatamente il lavoro per partecipare ai lavori di consiglio.
Se, già prima, gli Ordini del Giorno non erano esitati tutti, limitandosi il Consiglio ad uno o due punti e rinviando puntualmente ad ogni seduta, lo spostamento d’orario e il rituale e canonico ritardo nell’inizio dei lavori saranno, da soli, tutto un programma.
Alle prossime elezioni occorrerà tenere conto anche della professione dei candidati !
Ma torniamo a quella che, eufemisticamente, abbiamo chiamato seduta di commissione che aveva per argomento la proposta per il consiglio attinente le procedure per la designazione della nuova tesoreria comunale. Apparentemente una semplice formalità che il gioco, legittimo, delle opposizioni e una amministrazione e una maggioranza consiliare sprovvedute trasformano nell’ennesimo caso di presunto o possibile provvedimento irregolare, fuori dalle normative vigenti.
Eccezioni delle opposizioni alle quali non solo non si riesce a dare risposte precise, ma si oppone uno smarrimento di fondo che denota assoluta impreparazione: gli estensori degli atti o sono sicuri di quello che fanno e ribattono, in maniera esaustiva, alle contestazioni, oppure è meglio, come dice sempre Maurizio Tumino, che siano ‘restituiti agli affetti familiari’.
E’ il consigliere Migliore a chiedere, ad inizio di seduta, secondo quale criterio è il Dirigente a proporre al Consiglio il provvedimento in esame.
C’è il tentativo dell’assessore al bilancio, Stefano Martorana, di far comprendere come siano procedure consentite dalla legge, in nome della semplificazione, per atti che non hanno bisogno di indirizzo politico e competono, esclusivamente al Consiglio. C’è anche un intervento del Dirigente che cerca di supportare l’assessore ma appare evidente che, chi fosse sicuro dei fatti suoi e certo delle normative di riferimento, manderebbe, elegantemente a quel paese il consigliere di turno, tacciandolo di incompetenza e accusandolo di opposizione strumentale finalizzata solo a far perdere tempo.
Invece è un altro consigliere, Giorgio Massari, a sfoderare la spada del verbo per accusare la giunta di scarsa competenza. Un coup de théâtre quando cita la legge ‘La Loggia’ e semina il panico, anche fra alcuni dei colleghi consiglieri atterriti dall’ ‘alieno’ che cita le leggi non con il numero ma con il nome del relatore.
Per rincarare la dose, all’accusa iniziale di incompetenza, Giorgio Massari aggiunge i dubbi sulla capacità di comprensione delle cose lineari.
Non poteva mancare il consigliere Lo Destro che, serafico, con calma, loda la condivisione di Martorana per la linearità del discorso di Massari, invitando tutti, assessore, dirigente, amministrazione e presidente della commissione, a non andare avanti su una linea che potrebbe obbligare a marce indietro, come, di recente, capitato per altri atti che si sono dovuti ritirare o modificare
Conclude Tumino, con le dichiarazioni già citate e con l’auspicio che non arrivi in Consiglio un altro atto che debba essere preventivamente emendato per renderlo adeguato all’approvazione anche della stessa maggioranza.
