Fondi della Legge su Ibla: avanti piano

di Cesare Pluchino
Eccessiva enfasi per un ennesimo tentativo di fare luce sulle destinazioni dei fondi vincolati non spesi secondo le indicazioni della legge 61/81

Dopo ventotto mesi di amministrazione del Movimento 5 Stelle si può affermare, con certezza, e con espressione cara a Beppe Grillo, che il Comune di Ragusa non sarà aperto come una scatola di tonno o di sardine.
A seguito della presentazione di un Ordine del Giorno per il Consiglio Comunale, si chiede la costituzione di una Commissione di Indagine sul corretto vincolo di destinazione dei trasferimenti regionali ex lege 61/81 (Legge su Ibla). L’Amministrazione fa intravedere un ennesimo veicolo per arrivare a fare luce sull’ammanco, fino ad oggi chiaramente ammesso, di oltre 16 milioni di euro, (oltre 30 miliardi delle vecchie lire per gli ultrasessantenni), dai conti della Legge sui Centri Storici, la 61/81 chiamata anche Legge su Ibla.
Iniziativa dell’Ordine del Giorno che viene subito condivisa dall’amministrazione e da consiglieri della maggioranza: alla conferenza stampa, appositamente convocata, l’assessore al Bilancio, Stefano Martorana, i consiglieri del Movimento 5 Stelle Stevanato e Porsenna, il presentatore dell’Ordine del Giorno, il consigliere Ialacqua.
Su questo giornaletto, come definito da qualche micronotabile di partito, non ci possiamo esimere dal rilevare la sollecita attenzione per questo Ordine del Giorno che si scontra con la colpevole disattenzione nei confronti della prima vera iniziativa che ha cercato di fare luce sulla incresciosa vicenda.
Sono stati i consiglieri Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro, molti mesi addietro a trovare la cacca sotto le coperte, sono stati loro a denunciare l’ammanco provocando l’intervento dell’assessore che, sorridendo, in conferenza stampa, nei primi giorni del mese di aprile 2014, annunciava che i due solerti consiglieri si sbagliavano, in quanto l’ammanco non era di 8 milioni, come evidenziato, bensì di 16 e cocci, come fino ad ora acclarato.
Dopo vari tira e molla, un Ordine del Giorno del giorno 11 dicembre 2014 arrivava in aula e gli stessi consiglieri ne rinviavano l’esame, nelle more di una serie di accertamenti che l’amministrazione si impegnava ad effettuare per dare definizione alla questione.
Senza dubbio, non esente da gravi colpe dei due consiglieri di opposizione il disinteresse e le mancate sollecitazioni ufficiali per il mancato rispetto dei termini che venivano richiesti dagli uffici per la verifica dei conti.
In tema di trasparenza e di buona politica, ineludibili spiegazioni da parte dei due consiglieri per aver allentato le redini su così importante questione, nonché azioni forti e concrete per avere spiegazioni sulle mancate attenzioni per la loro iniziativa che, senza commissioni, esperti e altri marchingegni che usciranno, ora, strada facendo, chiedeva l’impegno dell’amministrazione per arrivare, nel più breve tempo possibile, alla definizione della questione.
Da parte sua, l’amministrazione, più che l’assessore che del Movimento 5 Stelle, pare, non abbia mai fatto parte come iscritto, dovrebbe chiarire, in nome della trasparenza tanto celebrata, quando è venuta a conoscenza dell’ammanco, perché non ha ufficializzato la notizia fino alla iniziativa di Tumino e Lo Destro, perché non ha inteso togliere il velo di omertà su vicenda tanto scabrosa che avrebbe potuto delineare i caratteri della vecchia politica, la mancata osservanza della Legge, lo spregio verso la città tenuta all’oscuro di opinabili manovre sulla gestione della cosa pubblica.
Secondo i contenuti della politica del Movimento 5 Stelle, sarebbe stata l’occasione per dimostrare che quanto veniva gridato nelle piazze trovava riscontro negli armadi dell’amministrazione.
Chiarimenti dovrebbero arrivare anche sulle strategie che hanno permesso di giungere al pareggio dei bilanci 2013, 2014 e 2015, con tanto di pareri positivi dei revisori dei conti che pure hanno sempre evidenziato la necessità di provvedere risolvere la questione, con i classici artifici sintattici che, applicati alla finanza, esprimono, meglio che in altri casi, le grandi potenzialità espressive della lingua italiana.
Fra tutte queste latitanze, il consigliere Ialacqua ha presentato il suo Ordine del Giorno per il Consiglio Comunale, approfittando, come è stato evidenziato, del nuovo regolamento dei lavori d’aula, più funzionale e più bilanciato, che permetterà, fra l’altro, alla Commissione di inchiesta che si insedierà, di nominare degli esperti.
Una delegittimazione bella e buona e per la Commissione Trasparenza che, bisogna rilevarlo, non ha ritenuto di intervenire su così grave questione che proprio di trasparenza aveva bisogno, un segno chiaro della inutilità di determinati organismi che sembrano buoni solo per assegnare cariche, dal momento che non adempiono ai compiti d’istituto.
In conferenza stampa regnava un’atmosfera surreale, nessuna risposta alla precisa domanda sul perché il Movimento 5 Stelle non si fosse intestata l’iniziativa, invece di appoggiare una proposta delle opposizioni, e scegliendone una in particolare.
Eccessive preoccupazioni perché l’iniziativa non diventi bandiera di una parte politica, chi si tenta di difendere?
Insistenza, ostentata, per evidenziare una proposta che non è isolata, ma condivisa, tale da “non poter infastidire nessuno”
Preoccupazioni per evitare speculazioni politiche che saranno evitate da una commissione che potrà garantire trasparenza e imparzialità, attenzioni per quanti potrebbero trovare disagio nell’affrontare un problema che potrebbe risultare mezzo per evidenziare manchevolezze e lacune delle precedenti amministrazioni.
In pratica, difficoltà a chiamare le cose con il loro nome, artifici linguistici spropositati, terminologie clericali, per una operazione che si porterà avanti per mesi, nella segreta speranza di trovare sulla via il lampo divino che faccia dimenticare tutto a tutti.
Nessun accenno alle voci circolanti sui possibili utilizzi dei fondi vincolati, nessuno ha parlato di sentenze onorate o acquisto di mezzi per la nettezza urbana, che vanno per la maggiore.
Un dato nuovo e significativo, però, l’assessore lo ha dato: è stato fra il 1994 e il 1998 il periodo nel quale “alcune operazioni sembrano aver violato il vincolo”.
Ancora Martorana ha voluto evidenziare che “successivamente al 2005, quando c’era un avanzo, nessuno ha mai pensato a rifondere l’ammanco”, aggiungendo “avrei tanto da dire, nessuno ha mai sollevato il problema” e ancora “sulla Legge su Ibla c’è chi ha fatto retorica”, mal celando una conoscenza dei fatti, della quale nessuno dubita, ma che solleva interrogativi sul silenzio che, a questo punto, sembra imposto: ma, da chi e perché?

  

Questo il testo integrale dell’Ordine del Giorno:

Ragusa, 7 ottobre 2015

Al Presidente del Consiglio comunale di Ragusa

Al Segretario generale

Oggetto: ordine del giorno per il Consiglio comunale, riguardante l’istituzione di una commissione d’indagine, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento consiliare, in merito al corretto vincolo di destinazione dei trasferimenti regionali ex lege 61/81 (Legge su Ibla).

IL CONSIGLIO COMUNALE DI RAGUSA

A seguito dell’esplicito invito operato dal Collegio dei revisori in data 3 ottobre 2015, in sede di Relazione al Bilancio di previsione 2015, in merito a “somme con vincolo di destinazione”;

-lì dove in particolare si “suggerisce di rivedere le somme acquisite dall’ente negli anni scorsi come trasferimenti regionali, ai sensi della legge 61/81 (Legge su Ibla), al fine di garantirne il ripristino della liquidità eventualmente utilizzata, per il rispetto dell’originario vincolo di destinazione”;

-in considerazione delle dichiarazioni pubbliche, rese in più occasioni, sul medesimo tema in oggetto, dallo stesso assessore al bilancio Stefano Martorana, il quale ha peraltro rassegnato all’opinione pubblica sintesi di tale tenore: “Relativamente agli anni precedenti il 2005 abbiamo riscontrato delle discordanze tra quello che è l’insieme degli impegni assunti dal Comune per la realizzazione di opere in centro storico ed il dato effettivo della cassa a disposizione. Un disallineamento che ammonta ad oggi a 16.301.921 euro, fatto che già dal 1997, quando il Comune si dotò di un software per la gestione contabile, sarebbe dovuto essere evidente a chi ha operato all’interno di Palazzo dell’Aquila» (vd.: www.ragusah24.it – 3/4/2014);

-tenuto conto che più volte, in precisi e pubblici interventi in Consiglio comunale sul tema in oggetto, taluni consiglieri hanno voluto rappresentare pesanti dubbi sul rispetto dei vincoli di destinazione dei fondi ex lege 61/81, paventando responsabilità di precedenti amministrazioni, senza tuttavia poter suffragare con prove evidenti e circostanziate quanto affermato;

-valutato che a questo punto della consiliatura e del dibattito politico, al fine di evitare ogni intento speculativo, risulta prioritario un intervento chiarificatore, che dirima una volta per tutte dubbi e insinuazioni, accertando eventuali “aggiramenti” dei vincoli di destinazione o “disallineamenti” nell’appostare in bilancio cospicue somme relative ai fondi ex lege 61/81;

-riconoscendo soprattutto come fondamentale, per le stesse finalità previste dalla legge 61/81, il corretto e totale impiego dei trasferimenti regionali, ripristinandone in bilancio l’effettiva liquidità in tempi rapidi;

ricordato il ruolo primario del Consiglio comunale in materia di bilanci;

DELIBERA

la costituzione di una Commissione d’indagine in merito al corretto vincolo di destinazione dei trasferimenti regionali ex lege 61/81, affidando al Presidente del Consiglio, sentita la Conferenza dei capigruppo, la determinazione di quanto previsto, per tale tipologia di commissione, dall’art. 23 del Regolamento del Consiglio comunale di Ragusa, in termini di: composizione numerica e rappresentanza proporzionale, tempi

d’indagine, presenza di eventuali esperti esterni all’apparato comunale, rendicontazione finale dei lavori.

Il consigliere proponente: Carmelo Ialacqua  –  Movimento Città – Gruppo misto

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