di redazione
Rilevata la grande disattenzione della giunta Piccitto per quelle stesse iniziative esaltate nel blog di Grillo
È risaputo che numerose sono le iniziative di giovani imprenditori dedicate al ciclo dei rifiuti e all’economia verde. Anche nella nostra città, di recente, una società di giovani ragusani, Riciclia Ragusa, ha investito nel settore, installando, previo accordo con i proprietari dell’area privata, due ecompattatori presso il supermercato Le Dune di Ragusa e presso l’Eurospar di Marina di Ragusa.
Si tratta di impianti per la raccolta selettiva della plastica, vale a dire per la raccolta di un solo tipo di imballaggio, in questo caso la bottiglia in PET.
Intercettare più plastica significa valorizzare la relativa raccolta con effetti benefici sulla diminuzione delle emissioni di CO2. Un principio che a Ragusa, forse in maniera inaspettata, è stato subito recepito dalla gente, anche grazie alle incentivazioni previste. Incentivare le persone a raccogliere più bottiglie di plastica significa intercettare materiale riciclabile al 100 % e riutilizzabile sottraendolo alle discariche. La raccolta selettiva valorizza quantità doppie rispetto alla differenziata e riduce di oltre ¼ le emissioni di CO2.
Sembrava che il Comune, meglio l’amministrazione comunale avesse sposato positivamente l’iniziativa, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Ragusa, Antonio Zanotto, era intervenuto all’inaugurazione dell’impianto di Ragusa. In quella sede, alla presenza dei giornalisti, chi curò gli ‘aspetti tecnici degli ecopoint’ disse che potevano essere ‘utilizzati sia attraverso la tessera sanitaria, per ottenere lo sconto in bolletta TARI, che senza alcuna tessera, ottenendo così lo sconto da presentare alle casse durante la spesa.’
L’assessore rimarcò positivamente la scelta operata.
A conferma che, se opportunamente compulsato, il cittadino viene educato facilmente a pratiche ecoambientali positive, l’iniziativa ha riscosso grande successo, basti pensare che ha ottenuto,, in poco più di un mese, risultati straordinari (6,5 tonnellate di plastica), tali da prefigurare, in tempi rapidissimi, il superamento delle 15 tonnellate che è la soglia che permetterebbe di ‘aprire il flusso C’ per Corepla con un aumento, nel pagamento, che risulterebbe, per tonnellata, 395 euro anziché 304.
Sembrerebbe che tutto sia a posto, invece non è così: Giorgio Massari, consigliere comunale del Partito Democratico, parla di un approccio dell’amministrazione sbagliato e contraddittorio, più severo Giovanni Iacono che ha parlato, in conferenza stampa, nella sala commissioni di Palazzo dell’Aquila, di una vicenda di elevata gravità.
In pratica, l’amministrazione ostacola, in mancanza di precisi accordi scritti, il normale ciclo di raccolta selettiva: la plastica accumulata negli ecocompattatori viene ritirata dall’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti (è un obbligo di legge per il Comune effettuare la raccolta), si spera sempre ‘selettivamente’ e non con la raccolta differenziata, la stessa azienda ne ottiene i relativi ricavi.
Nonostante i richiami alle leggi e alle normative sulla materia, che Massari e Iacono hanno riportato nella interrogazione consiliare, che riportiamo alla fine dell’articolo, si assiste ad una posizione del Comune apparentemente inspiegabile, pare dovuta alle condizioni del capitolato per la raccolta dei rifiuti che assegnerebbero alla ditta la titolarità del rifiuto, forse in contrasto con le disposizioni di legge.
Ma l’assessorato non vuole sentire ragioni e impedisce ai proprietari degli ecocompattatori di sfruttare la plastica selettivamente raccolta.
Una evidente superficialità dell’azienda che doveva puntualizzare e formalizzare i termini dell’accordo con il Comune, non comprendendo bene, purtroppo, come ha sottolineato Giorgio Massari, cosa significa avere a che fare con la pubblica amministrazione.
Per la giovane azienda verde non rimangono che i proventi dei pannelli pubblicitari sull’impianto, a meno che il Comune non trovi il cavillo per appropriarsi anche di questi.
Massari e Iacono si sono posti l’interrogativo sulle reali intenzioni degli amministratori di raggiungere una raccolta differenziata minima del 65 %, come impone una normativa già datata 2012.
Ritengono anche che il cittadino abbia diritto di conoscere qual è l’iter della plastica che raccoglie e l’eventuale riconoscimento in bolletta.
Secondo i due consiglieri, i giovani che hanno creduto nelle buone intenzioni degli amministratori, nelle “scelte strategiche” dei programmi elettorali ed hanno adesso 5 ecocompattatori, mentre ne utilizzano solo due perché il Comune letteralmente li ignora, ad oggi NON HANNO avuto alcun ricavo del lavoro svolto e vedono il loro futuro più nero del passato.
Giorgio Massari e Giovanni Iacono, oltre a presentare l’interrogazione si sono soffermati sulla riflessione per la condizione che vede i 5 Stelle, opposizione in molte parti d’Italia, proporre, nel blog di Grillo, gli ecocompattatori come soluzione ideale, mentre, laddove amministrano fanno passerella tramite inaugurazioni per giornali e televisioni, ma, nei fatti, IGNORANO e DISINCENTIVANO iniziative lodevoli e meritevoli.
In altra parte del giornale una replica del’assessore Zanotto ai contenuti della conferenza stampa.
Questo il testo dell’interrogazione presentata:
Interrogazione
I sottoscritti consiglieri, Massari Giorgio e Iacono Giovanni
preso atto che dal 21 luglio u.s. sono stati installati dalla società Ecoline s.r.l. concessionaria Ricicla, due Ecopoint, presso gli spazi privati della società consortile Ergon in due punti vendita (INTERSPAR RAGUSA ED EUROSPAR MARINA DI RAGUSA).
Preso atto che l’assessore al ramo non ha autorizzato l’installazione degli Ecopoint in spazi pubblici e che alla società Ecoline, concessionaria degli eco-conferitori, non viene riconosciuto alcun provento connesso alla plastica conferita nelle sue piattaforme, eccetto i proventi degli spazi pubblicitari che la stessa ricava dalle superfici dei raccoglitori;
Preso atto che la raccolta differenziata copre solo una parte della città di Ragusa e che la quota raccolta di differenziata è di appena il 17,2 % e quindi lontanissima dal 65% previsto dalla normativa regionale;
Considerato che al cittadino che conferisce presso gli Ecopoint viene riconosciuto un buono spesa di 2 centesimi a bottiglia che incentiva a conferire le bottiglie di plastica, ma più in generale contribuisce a fare crescere la consapevolezza che il rifiuto, adeguatamente raccolto, può produrre ricchezza per la comunità sotto diversi aspetti;
preso atto che la ditta Busso, raccogliendo le bottiglie e i flaconi conferiti all’interno degli eco-conferitori, non fa nessuna distinzione tra plastica di qualità diversa e riversa all’interno dei propri mezzi le frazioni raccolte in modo indifferenziato;
preso atto che l’assessore al ramo afferma che “Ragusa ha un flusso A urbano per COREPLA di plastica mista a 304 euro a tonnellata, e che per aprire un flusso C a 395 euro a tonnellata (solo plastica di qualità tipo PET e HDPE) è necessario conferire almeno 15 tonnellate”;
considerato che l’assessore al ramo considera tale quantità elevata per il singolo operatore privato (solo sulla base delle stime iniziali di raccolta), di tal che non reputerebbe giustificata l’entrata nel mercato (o l’agevolazione) di nuovi operatori economici, dato che ciò non apporterebbe miglioramenti significativi al servizio;
ritenuto, invero, che in poco più di un mese sono state raccolte presso gli Ecopoint, 6,3 tonnellate di plastica, segno che con incentivi giusti e comunicazione adeguata si può raggiungere quantità elevata di differenziata;
preso atto che l’assessore al ramo ritiene che la plastica o qualsiasi altra frazione raccolta è rifiuto urbano e deve rimanere proprietà del Comune di Ragusa e questa proprietà non può essere ceduta da alcuno
considerato che la direttiva 94/62/Ce del Parlamento europeo e del consiglio del 20/12/ 94, definisce i sistemi di restituzione, raccolta e recupero degli imballaggi, come Sistemi aperti alla partecipazione degli operatori economici e delle competenti autorità pubbliche;
considerato il principio di massima concorrenza enunciato al comma 5 dell’art. 181 del D.Lgs 152/2006 il quale recita che “Per le frazioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata destinati al riciclaggio ed al recupero è sempre ammessa la libera circolazione sul territorio nazionale tramite enti o imprese iscritti nelle apposite categorie dell’Albo nazionale gestori ambientali ai sensi dell’articolo 212, comma 5, al fine di favorire il più possibile il loro recupero privilegiando il principio di prossimità agli impianti di recupero”;
considerato che la comunicazione della Commissione del 9/5/2009 afferma che “in base all’art. 7 della direttiva 94/62/CE, gli stati membri devono concepire i sistemi di riconsegna, raccolta o recupero in modo da evitare qualsiasi distorsione della concorrenza. Se il compito dell’istituzione di tali sistemi è affidato ad organismi privati, le autorità nazionali devono fare in modo di evitare che tali sistemi siano utilizzati per impedire l’ingresso nel mercato di nuovi concorrenti”
considerato l’art. 184-ter (cessazione della qualifica di rifiuto) in vigore dal 25 /12/ 2010, Dlgs 152 del 2006 come modificato dal Dlgs 205/2010, “Il rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo”;
considerato che il consiglio di stato Sez. V 27/11/2012 e il Tar Puglia 12/11/2016, considerano che la gestione dei rifiuti è svolta in regime di privativa solo per quanto riguarda lo smaltimento che viene sottratto al regime del pubblico mercato;
considerato che come si evince dal d.lgs 05/02/1997 che all’art. 21 (competenze dei comuni) al punto 7 lettera G: “ la privativa di cui al comma1 non si applica alle attività di recupero dei rifiuti urbani o assimilati”.
Considerato che l’art. 31 del capitolato speciale del 28/4/2014 afferma che “le materie di rifiuto sono di proprietà esclusiva del Comune di Ragusa escluso le frazioni diversamente regolamentate dal presente Capitolato e cioè quelle avviate a recupero”.
Tutto ciò considerato si chiede all’assessore competente se:
Non considera in contrasto con la normativa europea e nazionale il trattamento indifferenziato delle attività di riutilizzo, recupero e riciclaggio dei rifiuti e quelle di smaltimento degli stessi, soggetti le prime alla massima partecipazione e a regime di concorrenza e le seconde a regime di privativa.
Se non considera in contraddizione con gli obiettivi programmatici dell’amministrazione e con gli interessi generali della comunità ragusana non sostenere progetti che aiutino la crescita anche quantitativa del riciclaggio dei rifiuti
Se non considera in contraddizione con il principio generale dei principi economici previsti nella costituzione italiana della libertà di intrapresa e di iniziativa in ambito economico e con i principi della comunità europea sulla concorrenza, impedire la crescita di attività economiche come quella in oggetto
Se non considera penalizzante per la cultura imprenditoriale dei giovani ragusani, non valorizzare attività innovative e a tutela del benessere ecologico della comunità ragusana come quella connessa al riutilizzo e riciclo dei rifiuti.
Se non considera vessatorio nei confronti dei cittadini ragusani non mettere in atto azioni amministrative che creando concorrenza sul riciclo dei rifiuti permettano ai cittadini ragusani di ricevere incentivi tali da ridurre il costo complessivo del ciclo del rifiuto e favorire una cultura del riutilizzo, riuso, ricliclo del rifiuto.
Firmato
Giorgio Massari
Giovanni Iacono
Ragusa 5/9/16
