Giornate di ordinaria follia (politica)

Scorrendo le notizie riguardanti la politica locale, in questi giorni, si rimane basiti di fronte all’accavallarsi di annunci, di appuntamenti, di considerazioni e di inevitabili rilievi.
Non ci può essere un ordine preciso, ma, più o meno tutti gli accadimenti sono strettamente connessi.
Dominava, quasi incontrastata, la visita di Cancelleri a Ragusa, come viceministro alle infrastrutture, per il tavolo tecnico sulla Ragusa – Catania: appuntamento di rilievo, con l’assessore regionale e i sindaci del territorio, unitamente al comitato delle organizzazioni datoriali.
Ragusa viene posta sempre ad un livello inferiore, lo stesso incontro perde di trasparenza perché, a differenza dell’ultimo di Catania, avverrà a porte chiuse, con una comunicazione finale circa l’esito, come recita una nota del Ministero che annuncia il tavolo tecnico a Ragusa.
Perché all’incontro di Catania c’erano le televisioni presenti e i giornalisti potevano registrare gli interventi, mentre gli esiti del tavolo tecnico saranno affidati ad una comunicazione ufficiale successiva?
Comprensibile che, considerato il numero degli attori presenti, non saranno poche le fughe di notizie, ma tutto ruota attorno ad un solo particolare: o c’è l’annuncio dell’inserimento della Ragusa – Catania nel decreto Sblocca Cantieri, con tanto di nomina immediata del Commissario oppure anche l’incontro di sabato mattina sarà l’ennesimo interlocutorio, per prendere tempo, per prendere in giro il territorio, con tutto il rispetto per la figura istituzionale del viceministro.
Nel pomeriggio, alle 15, quasi sicuramente alla Camera di Commercio, tappa del tour di fine settimana, in Sicilia, del Ministro degli Esteri Di Maio, in visita a Licata e Ispica per i danni del maltempo.
Cosa ci azzecca un Ministro degli Esteri per i danni del maltempo è tutto da scoprire oppure ci considerano veramente stranieri: l’incontro di Ragusa non ha un tema specifico, ci saranno attivisti e cittadini, anche questo un appuntamento tutto da scoprire. Solletica di più l’incontro che di Maio avrà prima con i grillini di Ragusa, che servirà anche per capire chi sono, quanti sono e in quante correnti sono divisi.
Di livello politico inferiore, alle 12, al Mediterraneo di Ragusa, un incontro di Fratelli d’Italia, ospite il Sindaco di Catania, Pogliese, per parlare delle esperienze di amministratore in una città che non ha amministratori di Fratelli d’Italia.
Ma, forse, il motivo dell’appuntamento è proprio quello di smuovere le acque per una presenza in Giunta, a Ragusa, di Fratelli d’Italia, le cui reali possibilità di entrare a far parte della compagine di governo del capoluogo dovrebbero essere affidate all’ennesimo vertice con il Sindaco, come annunciato dal coordinatore cittadino per la prossima settimana.
Su tutto aleggia l’ufficialità per il passaggio di Nino Minardo alla Lega di Salvini, un trasferimento da ascrivere nel contesto di accordi più vasti a livello regionale, con riflessi tutti da verificare sul territorio e nel capoluogo in particolare, dove la Lega non ha appoggiato Cassì, dove sono pochi i voti della Lega e di Nino Minardo, per un futuro tutto da delineare e da realizzare.
Attività politica ferma al Comune di Ragusa, il Sindaco è alla assemblea dell’ANCI, ad Arezzo, anche l’assessore Iacono è fuori sede, lo scenario è dominato dalle considerazioni di un post del consigliere Antonio Tringali per un editoriale del quotidiano La Sicilia che sferza in maniera elegante ma drastica l’amministrazione Cassì:
bilancio dell’attività politica con livelli prossimi allo zero, risorse dedicate prioritariamente ai residenti del Palazzo piuttosto che ai bisogni della gente, una stoccata per l’ennesima nomina annunciata di un dirigente, tagliente dipinto della realtà cittadina che apre un antico palazzo barocco di proprietà comunale, chiuso da anni, sfruttando e per sfruttare la vendita di qualche caciotta.
Un quadro che l’autore del pezzo giudica ideale per la partenza senza ritorno dei giovani in cerca di un futuro.
Tringali si dice rattristato dal vedere come è dipinta la realtà ragusana ma non può esimersi dal vantare gli stessi rilievi in una sua nota di pochi giorni prima, chiedendosi, o meglio invitando a riflettere se i cittadini abbiano fatto una buona scelta, e ne sono ancora convinti, per aver eletto Cassì.
Intanto l’amministrazione mette in campo un timido tentativo di rianimare il centro storico annunciando un incontro con la stampa per presentare il progetto di incentivazioni economiche per l’apertura di esercizi commerciali lungo l’asse che da viale Ten. Lena arriva in via Roma.
C’è attesa per conoscere i termini dell’iniziativa sulla quale si addensano già tante riserve, considerato lo scenario di totale immobilismo per il centro storico, in termini di piano particolareggiato, di rivitalizzazione, di progetti culturali e di sviluppo economico in genere. La paura è che si tratti di un progetto calato dall’alto, anche questo senza preventiva condivisione con le categorie interessate, che si innesta sul nulla, quindi senza prospettive concrete e senza garanzia di ritorni efficaci per l’iniziativa.
Da ultimo, la conclusione dei lavori della commissione trasparenza dedicati all’appalto delle Linee Blu, lavori che andavano avanti da mesi, che, alla fine, hanno messo a nudo tante criticità e tanti limiti fra i componenti del consiglio comunale, di maggioranza e di opposizione.
Non si salva nessuno e, a stento, solo l’esperienza politica del Presidente D’Asta ha cercato di tenere la barra dritta, almeno per la forma.
Non c’è assolutamente una idea chiara sui compiti e sulle finalità della commissione trasparenza, vittima di un regolamento che troppo spesso viene interpretato.
Resta la conferma che c’erano forti criticità nell’osservanza del capitolato, da parte della ditta, criticità riscontrate appena dopo l’insediamento della Giunta Cassì, mancato idoneo trattamento del personale, mancato adeguamento delle colonnine per il ticket, mancato pagamento dei canoni, tutte criticità rilevate dal Presidente della Commissione Trasparenza ma subito risolte dopo l’insediamento dell’assessore Barone.
La maggioranza consiliare rappresentata in Commissione ha lamentato i tempi lunghi e anche nella sua relazione finale ha evidenziato come le criticità erano già risolte a gennaio 2019, ma non ha spiegato perché, allora, ha partecipato alle riunioni successive della Commissione.
Anche l’esito dei lavori è tutto un paradosso, il Presidente, alla ricerca della condivisione, non ha presentato la relazione finale, la maggioranza consiliare rappresentata in Commissione ha presentato la sua relazione, i due componenti superstiti delle minoranze consiliari hanno preferito astenersi, secondo una prassi che non è contemplata dal regolamento, perché la relazione o le relazioni finali non si votano.
Sull’esito di questo scenario, alquanto insolito per la conclusione dei lavori della commissione, pesano due elementi di particolare gravità: l’abbandono della seduta da parte dei componenti 5 Stelle che non hanno preso parte al finale del dibattito in commissione, non esprimendo quindi parere sulla conclusione dei lavori, e il fatto che risulta palese come, dopo mesi, le colonnine per i ticket non siano ancora adeguate ala pagamento con bancomat e carta di credito, il che costituisce grave inadempienza contrattuale che non è stata rilevata da nessuno dei componenti della commissione che, evidentemente, hanno parlato, per mesi, di aria fritta.
Se, all’inizio della prossima settimana non si avranno delucidazioni su tutti questi aspetti della politica locale, saranno stati veramente giorni di ordinaria follia (politica).

Ultimi Articoli