Per i consiglieri comunali del Partito Democratico, Chiavola e D’Asta, servono risposte politiche, da parte del Sindaco, su quello che è accaduto a Palazzo.
Palese e malcelata l’intenzione di riportare all’attenzione fatti che non hanno impressionato più di tanto l’opinione pubblica e le stesse opposizioni in Consiglio Comunale, tanto da fare scendere un silenzio che, contrariamente a quanto asserito dai due democratici, non è per nulla assordante.
Come è consueto fra i politici, si ostenta, naturalmente, un atteggiamento prudente e garantista, ma si muovono accuse di sottacere la delicata problematica, sul piano politico ed istituzionale.
Per questo, si chiede un intervento del Sindaco, in aula, sui particolari delle indagini in corso, sui motivi che le hanno determinate e sulle valutazioni del primo cittadino, nella sua qualità di capo dell’amministrazione.
Si ritiene legittimo e opportuno che il civico consesso sappia maggiori particolari su quanto accaduto a Palazzo, facendo una netta distinzione fra segreto istruttorio e risposte politiche che il sindaco è chiamato a dare all’intera città.
I consiglieri PD si soffermano sulla parte di indagine che riguarda i settori dell’ente dove registrano “strani movimenti di personale” che avrebbero già denunciato in Consiglio comunale, non ci vedono chiaro e vorrebbero sapere, dall’amministrazione, cosa sta succedendo.
In conclusione, del loro comunicato, i due Pd, nel ribadire l’esigenza di verità e trasparenza, affermano di ritenere legittime le istanze di quanti chiedono chiarezza su fatti così gravi, di quanti chiedono cosa si sta verificando nell’ambito del Palazzo di Città.
Già un anno e mezzo fa, avevano denunciato “vicende striscianti e poco chiare che riguardano gli uffici e che, secondo noi, meritano di essere approfondite, ma, secondo i consiglieri, rimane, da parte di questa amministrazione, un immobilismo complessivo che ci fa riflettere”.
Legittime le richieste di maggiori chiarimenti da parte del primo cittadino, compatibilmente alle esigenze del segreto istruttorio, ci permettiamo solo di chiedere, come mai il PD D’Asta, nella sua qualità di Presidente della Commissione Trasparenza, non abbia, anche per i fatti citati e denunciati oltre un anno fa, convocato la sua commissione, dal lavoro della quale, peraltro, si attendono ancora, da mesi, gli esiti delle sedute riguardanti l’appalto dei parcheggi a pagamento.
