I grandi giocatori mostrano il meglio quando sono in difficoltà

di redazione
L’imbarazzo per l’assenza in aula di qualche pentastellato, che ha provocato il rinvio della seduta per mancanza del numero legale, si trasforma in una mossa che sa di cinque stelle

Anche nel pomeriggio di martedì 13 settembre, manca il numero legale per la seduta del consiglio comunale rinviata il giorno prima per lo stesso motivo.
Questa volta è il gruppo del Movimento 5 Stelle che attua una forma di protesta e diserta unanimemente l’aula, con la sola eccezione della consigliera Sigona, che, platealmente, va ad occupare i banchi delle opposizioni.
Un colpo d’ala del gruppo pentastellato che, in pratica, si addossa apertamente le assenze che determinano l’annullamento della seduta, ma mette a nudo le inutili strategie delle opposizioni, incapaci di presentarsi in aula forte di 14 consiglieri che sarebbero maggioranza e, facilmente, potrebbero approvare gli atti a proprio piacimento.
I pentastellati, fra assenze, contestazioni e dissidenze, si potevano trovare benissimo in difficoltà, ma così non è stato: il gruppo ha mostrato unità, anche il consigliere Gulino non ha fatto il suo ingresso in aula, ma soprattutto la neo consigliera Marabita che ha dimostrato serietà di comportamento e spirito di appartenenza, aderendo alla scelta del gruppo consiliare.
Gruppo consiliare che non ha mancato di far emergere, con un comunicato, la realtà di una maggioranza che mostra difficoltà a materializzarsi nella sua interezza, vuoi per assenze, vuoi per momentanea indifferenza, vuoi per qualche insofferenza.
Ma per la seduta di martedì 12 settembre, in verità non c’erano motivi per esternare indifferenza e insofferenza, quattro ordini del giorno e un atto di indirizzo che si possono definire di ordinaria amministrazione che, sommata alla natura fluida di questi atti, per come vengono tenuti in considerazione dall’amministrazione, sono solo dei riempitivi per dare vita a sedute del consiglio comunale.
Le opposizioni non riescono a nascondere i propri limiti, devono sempre esagerare, una volta dimostrato, con la prima chiamata, che non c’era il numero legale garantito dalla maggioranza, dopo un’ora si poteva procedere. Invece si deve dare conto ai maligni che pensano che qualcuno, in quell’ora di pausa, accarezza anche il secondo gettone di presenza e preferisce tornare l’indomani, con relativo altro permesso di lavoro.
I pentastellati, alla protesta con l’assenza, hanno aggiunto un colpo d’ala, di quelli grillini, che pone un punto fermo nella gestione dei lavori d’aula.
Con la sola eccezione della consigliera Sigona, non considerando, naturalmente, i due assenti nella seduta del giorno precedente, i consiglieri hanno deciso di rinunciare al gettone di presenza per la seduta di martedì 12, che ha visto solo l’insediamento della collega Marabita e alcune brevi comunicazioni dei consiglieri comunali, alcune delle quali, fra l’altro, dedicate ai saluti di benvenuto per la collega.
Come si può leggere nel comunicato che riportiamo, appresso, integralmente, il gruppo consiliare si riserva di approfondire la questione e fissare delle regole interne circa la rinuncia al gettone di presenza nel caso del riproporsi di identiche situazioni di seduta, nelle quali i punti all’ordine del giorno non vengono trattati.

Questo il testo del comunicato diffuso:

I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle,
a seguito dell’esito della seduta di Consiglio Comunale del 12 settembre, si sono riuniti per esaminare la situazione persistente per i lavori d’aula.
Nulla da eccepire sui numeri risicati della maggioranza che, fino a questo momento, ha appoggiato l’amministrazione del Sindaco Federico Piccitto. Nessuno può negare che, in assenza anche di un solo consigliere pentastellato, viene a mancare la maggioranza; con meno di sedici consiglieri, la metà + uno dei trenta componenti il civico consesso, non c’è nemmeno il numero legale per consentire il regolare svolgimento della seduta.
Questa condizione, ancorché teoricamente ineccepibile, secondo le consuetudini della politica, non può essere utilizzata in maniera strumentale dalle opposizioni, puntualmente, per dimostrare che il Movimento 5 Stelle non ha la maggioranza in consiglio, se i consiglieri delle minoranze abbandonano l’aula.
Adottare la strategia di chiedere il numero legale, abbandonando contemporaneamente la seduta, può essere accettata come strategia di una volta, come strumento per evitare, temporaneamente, l’approvazione di atti non condivisi o graditi. Ma non consentire il regolare svolgimento di una seduta che all’Ordine del Giorno prevede l’esame di 4 ordini del giorno e un atto di indirizzo, dei quali cinque atti quattro sono a firma di componenti le opposizioni, sembra un’azione plateale e del tutto pretestuosa, in linea con le dissennate strategie che hanno contraddistinto l’azione delle minoranze in questi tre anni di sindacatura.
Ribadiamo, con convinzione, l’assoluta legittimità regolamentare dell’atteggiamento delle opposizioni, ma comprendiamo anche che la gente avverte una sensazione di fastidio di fronte a comportamenti che, in ogni caso, nulla hanno a che fare con l’interesse della collettività e con il bene comune tanto sbandierato dalle forze di minoranza.
In particolare, come è stato anche rilevato da alcuni organi di stampa, ne viene fuori che una semplice seduta di consiglio comunale, dedicata a ordini del giorno e atti di indirizzo, salta per le esibizioni politiche orchestrate da abili regie per trovare momentanei spazi di visibilità.
Ma provocare il rinvio della seduta, prima di un’ora e poi di 24 ore, ha dei costi per l’ente comunale, ma, soprattutto, il rinvio si traduce in un doppio gettone di presenza, senza che sia nemmeno certo l’esame di tutti gli atti all’ordine del giorno. Un escamotage per moltiplicare il numero delle sedute, con la scusa di dimostrare che non c’è la maggioranza, una comoda strategia per fare cassa.
In tal senso, i sottoscritti consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno deciso, intanto di rinunciare al gettone di presenza della seduta di lunedì 12 settembre, riservandosi di analizzare meglio la problematica per cercare di trovare rimedio ai giochi delle opposizioni, ripetiamo pur sempre legittimi.
L’intendimento, scaturito dal sentire comune di tutti i consiglieri del Movimento 5 Stelle, è quello di fissare una regola, secondo la quale, per tutte quelle sedute aperte e chiuse per mancanza del numero legale, anche successivamente alle comunicazioni, prima di avere iniziato la trattazione dei punti all’ordine del giorno, i consiglieri del Movimento 5 Stelle rinunciano al gettone di presenza.
Maggiori particolari sulle decisioni che saranno definite per il futuro, saranno comunicate tempestivamente agli organi di stampa, fermo restando la rinuncia al gettone per la seduta di ieri lunedì 12 settembre.
Ragusa 13 settembre 2016

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Agosta, Antoci, Brugaletta, Federico, Fornaro, Leggio, Liberatore, Marabita, Porsenna, La Terra Rosa, Spadola, Stevanato

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