I post-fascisti ritengono di destra l’amministrazione Cassì e rispolverano la storia irrisolta della statua di Filippo Pennavaria

Un comitato cittadino, in costituzione, vuole riportare d’attualità la questione della inutilizzata statua di Filippo Pennavaria, a suo tempo commissionata e fatta realizzare, e pagata, dal Comune di Ragusa, ma mai installata per la feroce opposizione di quanti ritengono solo un fascista quello che fu il vero padre della nostra città, colui che, grazie alle cariche di governo, riuscì a farla elevare a capoluogo di provincia, determinando lo sviluppo di tutto un territorio.
Ma, nell’animo della sinistra, dei comunisti, prevale solo il fatto che Pennavaria era un esponente politico fascista e non deve avere nessun riconoscimento o celebrazione dalla sua città.
Poi, si sa come sono i comunisti, se c’è una strada intestata ad Almirante o a vittime della violenza comunista, storcono il naso, se, poi, abbiamo la città inondata da vie intestate a personaggi di sinistra, di tutte le epoche, e anche non tanto meritevoli dell’intestazione di una via, tutto è normale.
Siamo già fortunati se a Filippo Pennavaria è stato intestato il simbolo della città, il Ponte Nuovo.

Comunque, in democrazia, si devono rispettare tutte le posizioni politiche, anche se la polemica sembra sollevata solo per acquisire visibilità, perché è un sacrilegio, e una ingenuità, considerare di destra l’amministrazione Cassì e temere che possa prendere decisioni così da drastiche, da imporre il posizionamento della statua in città.

Il segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, Peppe Calabrese, prende posizione netta contro ogni possibile utilizzo della statua, auspica che anche l’attuale sindaco si dichiari contrario all’evenienza, il tutto in maniera del tutto avventata, inopportuna e senza acume politico e onestà intellettuale, in quanto il suo leader, l’on.le Dipasquale, al tempo in cui l’allora sindaco Mimmo Arezzo decise di far realizzare la statua, faceva parte della giunta dell’epoca.

Questa la nota di Calabrese:

Filippo Pennavaria, Calabrese (PD): “Figura condannata dalla Storia. La statua? Venga fusa e riciclata”

“Filippo Pennavaria fu un fascista convinto, con incarichi di governo, e la sua figura non può trovare spazio nella città di Ragusa. Non dovrei dirlo io, né gli esponenti di altri partiti politici o associazioni della città, ma avrebbe dovuto dirlo il sindaco un secondo dopo la pubblicazione sugli organi di informazione locali della notizia in merito alla nascita di un comitato che intende riabilitarne l’immagine. Attendiamo una sua forte posizione sull’argomento”.

“Qualsiasi tentativo di riabilitazione, di revisionismo, nei confronti di Pennavaria – aggiunge – non è altro che l’azione di qualche nostalgico che non si arrende ad accettare il giudizio nei suoi confronti consegnatoci dalla Storia.
Certo, rimane il ‘problema’ della statua in bronzo, alta tre metri, raffigurante il gerarca fascista, che il Comune di Ragusa ha commissionato, pagato e mai ritirato.
Dato che è impensabile che trovi spazio in città, mi permetto di lanciare provocatoriamente una proposta: che sia portata a Ragusa, fusa e trasformata in qualcos’altro di utile o simbolico… Un lampione che illumini sempre la targa apposta in piazza San Giovanni in memoria dei braccianti uccisi dalla violenza fascista, per esempio”.
“È il sindaco, tuttavia – dichiara ancora Calabrese – che deve mettere la parola fine a questa storia, a meno che non voglia farsi trascinare dalle sue più intime e recondite convinzioni politiche.
Già abbiamo visto l’assurdità di un neoassessore che sulla stampa ha dichiarato che della questione deve parlarne l’intera giunta, senza esprimere personalmente la propria contrarietà.
Poi, abbiamo letto di un gruppo teatrale che ha chiesto al primo cittadino il permesso (accordato) di rappresentare sul palco un’opera su Pennavaria.
Non è possibile si possa fare sul serio su questo tema – conclude il segretario PD – qualcuno ha perso la misura delle cose”.

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