Il secondo mandato del sindaco Cassì vede una giunta profondamente rinnovata, segnatamente per i comparti dell’amministrazione che, nel quinquennio precedente, hanno sofferto particolarmente le inefficienze e l’inadeguatezza al ruolo degli assessori preposti.
Quello dello sviluppo economico è stato il settore che, più di tutti, non ha portato risultati tangibili, per il quale nemmeno il sindaco è riuscito a porre rimedi, vedendolo assistere, inspiegabilmente, al vuoto pneumatico che non ha portato nulla alla città e agli operatori economici.
Non a caso, la scelta del nuovo assessore è caduta su uno dei componenti la Giunta fra i più esperienti e capaci, Giorgio Massari, con le qualità indispensabili per far fronte alle emergenze e alle criticità di un settore che, anche per motivazioni diverse, ha sofferto e soffre la crisi.
Fra le procedure per incarichi fiduciari e per aumentare gli emolumenti della giunta, il sindaco Cassì ha trovato il tempo di partecipare ad un incontro con i ristoratori di Confimprese che hanno voluto prendere contatto con il nuovo assessore, per consegnare un documento con le istanze che considerano prioritarie.
Un ventaglio di richieste per le quali l’assessore Massari dovrà trovare il giusto compendio con i colleghi di giunta che, saranno, inevitabilmente, coinvolti, prestando la doverosa attenzione alle istanze degli operatori economici, badando, però, a limitare pretese eccessive, spesso avanzate senza pudore.
Spesso, come è avvenuto in tempo di pandemia, i ristoratori, in particolare, ritengono, nonostante la ricchezza fondamentale del settore, di essere i soli a soffrire le crisi e pretendono misure senza tenere conto delle esigenze di altre categorie commerciali.
Quanto mai opportuna, quindi, la presenza di un uomo equilibrato come Giorgio Massari che sarà rispondere alle istanze mantenendo i principi di una comunità dove sono tanti a chiedere tutele e agevolazioni.
Nel documento c’è di tutto, sicurezza, decoro urbano, pianificazione e rigenerazione urbana, sostegno alle attività commerciali e distretto del commercio, oltre alla richiesta specifica di una adeguata politica fiscale per agevolare l’insediamento di nuove attività commerciali in centro.
Ma, in contraddizione, chiedono anche di limitare le attività dedite alla somministrazione di bevande e alimenti nei due centri storici, una sorta di protezionismo inconcepibile in epoca di liberalizzazioni.
In un clima auspicato di collaborazione e di azioni sinergiche, si chiedono adeguati controlli, in centro storico, per il rispetto delle ordinanze antibivacco, aree di sosta con tariffe promozionali per incentivare l’afflusso in centro, si chiede l’esenzione di somme dovute per i dehors, agevolazioni tributarie per il ripopolamento residenziale e commerciale del centro storico.
Del tutto discutibile la pretesa di indicare fra le priorità quella per una riqualificazione di palazzo INA, le cui implicazioni, di carattere urbanistico e per l’utilizzo della struttura, non dovrebbero essere di pertinenza di una singola categoria, peraltro non direttamente interessata alla questione, se non per i bassi che dovrebbero ospitare una attività di ristorazione e somministrazione aperta dalla mattina, in grado di movimentare il centro.
L’ideale sarebbe un fast food di un marchio internazionale, in grado di attirare avventori a tutte le ore del giorno, mentre tutte le istanze citate sono avanzate, per lo più, solo da attività commerciali che aprono dalle ore 19 in poi, lasciando il centro deserto, dominato da accatastamenti di sedie e tavoli incatenati, ombrelloni chiusi e dehors desolatamente vuoti.
Di tutto questo il nuovo assessore dovrà tenere conto, per riportare ordine, decoro e vivibilità in centro.
