I problemi della sanità a Ragusa, salotto con foto

Enorme delusione per l’ennesimo intervento del duo Bennardo – Caruso, consiglieri di maggioranza che mettono a nudo le falle del sistema di governo cittadino.
Questa volta orfani del collega Zagami, secondo noi poco incline a salotti e passerelle, i consiglieri comunali Federico Bennardo e Rossana Caruso hanno voluto incontrare il Commissario Straordinario dell’ASP, il dr Pino Drago.
Tante le tematiche sul tappeto, molte che si trascinano da tempo. Bene, benissimo, hanno fatto finora Bennardo e Caruso, il primo in particolare è stato un abile archeologo che ha portato alla luce reperti delicati, ma non vorremmo che si volessero trasformare i giornali in album delle figurine Panini, dove attaccare, di stagione in stagione, le figurine, ieri la foto con Russo, oggi la foto con Drago.
Ma cosa è cambiato, rispetto alle assicurazioni di Russo e cosa ci anticipa di buono il buon, anzi buonissimo, Drago?
Come dicono bene, in una nota, i due consiglieri, la collaborazione e il confronto aperto con l’Asp sono fondamentali per affrontare efficacemente le sfide sanitarie della nostra comunità, ma occorre svincolare i rapporti personali e politici, di bon ton istituzionale e del ruolo di controllo del consigliere comunale.
Ci può stare che due consiglieri della stessa area politica del commissario di turno vanno a fare passerella per parlare di punto ristoro al Giovanni Paolo II, ora la stessa sceneggiata con il nuovo Commissario, peraltro prima del suo insediamento come Direttore Generale, non dimenticando che Drago fa parte della stessa maggioranza regionale dei due consiglieri, ma di famiglia diversa che, con malcelata azione, avrebbe avocato a sé la sanità in provincia in contrapposizione al precedente ‘padrino’.

Fra i primi temi affrontati quello del punto ristoro: il Commissario Russo aveva assicurato, alla fine di ottobre, che il bando sarebbe stato pronto per la fine dell’anno, cosa che aveva ribadito nel corso della conferenza stampa di fine anno, quando riferiva che, con la delibera 2890 era stato avviato l’iter della gara.
Oggi il nuovo Commissario afferma che “si sta lavorando alla definizione del capitolato e alla base d’asta. Vista l’importanza del servizio, è stato garantito che si sta procedendo con la massima celerità”
E siamo a due mesi e 20 giorni dopo la fine dell’anno.
Ma i consiglieri non fanno una piega, solo riferiscono.
Per fortuna che conosciamo Drago come persona seria, ma certe affermazioni che riportano i due consiglieri ci rimandano alle magie di comunicazione di Palazzo dell’Aquila: “In merito all’ospedale di comunità che sorgerà presso il Maria Paternò Arezzo, il dott. Drago ha chiarito che è stata istituita una cabina di regia che si riunisce ogni 15 giorni per monitorare l’avanzamento dei lavori, per far sì che la struttura intermediaria sia pronta nei termini previsti per legge.”
Ma di dove siamo arrivati e cosa ci deve venire, non si parla, non vorremmo che tutto è pronto e poi, come avviene, per ora, di solito, non si trova il personale medico e infermieristico, cosa che, considerato l’andamento della sanità nazionale e regionale, non sarebbe desueto pensare.

Per la casa di comunità viene confermato il tentativo del Comune di affibbiare la Casa Protetta all’ASP per attivare la nuova struttura, il Commissario accetta a condizione di poter verificare gli spazi concessi e le condizioni di cessione.
Ma i consiglieri comunali evidentemente non sono stati informati delle intenzioni del sindaco che è andato a fare un sopralluogo, con il commissario, e con una squadra di fedelissimi, senza condividere, prima le scelte, almeno, con i consiglieri comunali. Chi ha deciso di abiurare alla casa protetta, anche in parte? C’è contezza di dove andranno a finire le somme del PNRR che saranno inutilizzate per creare la Casa di Comunità?

E’ stato fatto cenno all’esempio virtuoso della casa di comunità di Modica, concessa in comodato d’uso gratuito per 30 anni dal Comune di Modica, ma i due non accennano alla grande opportunità dell’ex Civile che i consiglieri dovrebbero guardare con somma attenzione perché la Casa di Comunità rivitalizzerebbe un intera zona della città, di quelle dimenticate dall’amministrazione comunale.

Affrontati insieme, nella nota, piccoli e grandi problemi: la questione dell’illuminazione del tratto stradale che conduce dall’ingresso del pronto soccorso ai parcheggi, sulla quale Drago afferma che interverrà con sollecitudine, ma anche quella del completamento del ‘Giovani Paolo II’.
Su questo, si conviene candidamente, che i fondi destinati non sono più sufficienti, ma nessuno richiama i grandi stanziamenti per nuovi ospedali a Siracusa, Gela, Palermo, senza dire che i due consiglieri nemmeno sfiorano, a proposito di ‘Giovanni Paolo II’ l’avanzamento dei lavori per l’ampliamento della terapia intensiva,
l’allocazione completa di neurologia e stroke unit prevista da due sentenze del TAR, la messa a regime di pediatria, ancora a mezzo servizio con Vittoria.
Lasciano il tempo che trovano le discussioni sulla carenza di personale, vista la situazione nazionale.

L’incontro si conclude e si conclude la nota con i soliti convenevoli, “desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine per l’opportunità di dialogo e per l’apertura dimostrata. Abbiamo avuto modo di affrontare insieme questioni cruciali per il futuro della nostra comunità. Siamo fiduciosi che gli impegni presi e le soluzioni proposte porteranno a miglioramenti significativi nei servizi offerti agli utenti. La collaborazione e il confronto aperto con l’Asp sono fondamentali per affrontare efficacemente le sfide sanitarie della nostra comunità e questo incontro ha rappresentato un passo importante in tale direzione. Un ringraziamento speciale al dott. Drago per il suo ruolo attivo e la sua visione nell’indirizzare positivamente le iniziative sanitarie locali”.
Come sempre, conclusioni da libro “Cuore”

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