Ibla, un problema perenne, irrisolvibile se non con decisioni forti

Il Sindaco Cassì, da due anni in carica, ha riservato, giustamente, le sue attenzioni al centro storico superiore, ma non ha voluto fare di Ibla il fulcro della cultura e del turismo della città, sfruttando il titolo UNESCO, accentrando, di contro, tutto sul Castello di Donnafugata, una semplice dimora di campagna, luna park rurale che è stato messo al centro dell’immagine Ragusa.
Nel tempo, Ibla ha avuto moltissimo, forse non potrebbe avere molto di più, di certo le potenzialità a disposizione non sono state sfruttate a dovere, dai residenti, dai commercianti e dagli operatori turistici.
In pratica, Ibla ha vissuto, quasi esclusivamente, sull’effetto Montalbano, anche questo sfruttato malissimo, come invece non hanno fatto comuni vicini che, su Montalbano, si sono fatti i bagni.
Il Sindaco, affiancato da cattivi consiglieri, assessori, consiglieri comunali, esperti e componenti vari dell’entourage, ha di fatto dimenticato Ibla che, alla fine, nella sua grande e indiscutibile progettualità di grande respiro, poteva essere piccolo problema da risolvere in quattro e quattro otto.
Ora, invece, e occorre dire le cose per come stanno, ci ritroviamo una bestia, che aveva il suo prestigio e la sua altezzosa austerità, sofferente, preda di politicanti e faccendieri politici da strapazzo che non hanno la priorità di far risollevare la bestia ma di coltivare i propri piccoli interessi di bottega, politici e commerciali.
Questo Sindaco indugia troppo con i tavoli, con i comitati, con le associazioni, a Ibla poi ci sono due comitati di residenti, associazioni varie di commercianti, e di imprenditori turistici, un consigliere comunale residente, un assessore residente, un altro assessore che voleva trovare a Ibla, le motivazioni del suo esistere in giunta, politicanti vari in cerca di nuova vita, troppa gente senza autorevolezza e carisma, tanto da generare solo caos, rivalità e contrasti.
Di Ibla se ne dovrebbero occupare quelli che, non da ora, ne rappresentano l’anima, anche all’estero, e lo fanno in maniera autorevole, prestigiosa e di livello.
Le sorelle Diquattro, Pinuccio La Rosa, Ciccio Sultano, tanti autorevoli esponenti culturali che potrebbero delineare i caratteri della Ibla da esportare, dove sono ? Perché non vengono interpellati ?
Perché non si ricorre a indiscusse competenze artistiche, culturali, economiche, commerciali e turistiche che godono di contatti nazionali e internazionali di alto livello e ci si trastulla, invece, con le linee gialle per il residente, con il senso unico per recuperare lo stallo di sosta per l’acquirente del cono con panna, con la navetta che inquina ?
C’è un assessore ai centri storici, che, peraltro gode di fiducia diffusa e fornisce sempre risultati positivi ? Che se ne occupi lui di Ibla, che non deve diventare terreno di lotta politica per aspiranti assessori e personaggi in cerca di consenso tardivo.
Per un quartiere barocco come Ibla non potranno mai esistere soluzioni ideali, le soluzioni vanno cercate per risultati certi in termini turistici, non per accontentare residenti e piccoli operatori turistici.
Ibla non può essere problema dei residenti o dei commercianti, è un problema della città, dei ragusani, dell’amministrazione, le soluzioni migliori non vanno cercate nell’interesse di pochi.
Fino a quando si ragionerà in termini di piccolo orticello, ci saranno solo beghe da condominio. In certi casi sembra di essere condizionati da piccoli proprietari che trasformano due stanze di difficile accesso in struttura ricettiva e si definiscono imprenditori. Così non si va avanti.

La stessa nota del Centro Commerciale Naturale Antica Ibla si presta a facili rilievi: parte da una citazione di Einstein, ma vorremmo capire, dopo tanti di attività, quali risultati può portare l’attuale presidente che, ci permetta, peraltro, sembra di quelli incollati alla carica.
Un Presidente autorevole non cerca padrini politici all’interno della giunta ma si pone, con autorevolezza al cospetto di Sindaco e Giunta tuta, se ci riesce, un Presidente autorevole non lavora per ottenere questo o quel contributo per l’associazione ma deve lavorare per Ibla tutta.
C’è già una contraddizione di principio, il CCN vorrebbe un quartiere barocco che deve guardare in maniera forte e decisa al concetto di Smart City, ma lavora per parcheggi, sensi unici e segnaletica. Invece di pensare a chiedere navette elettriche chiede di stringere i marciapiedi per recuperare stalli di sosta.
Questa è l’idea di smart city.
Si parla di politica attenta e determinata, capace anche di fare scelte, talvolta impopolari, ma le scelte impopolari non debbono essere quelle degli altri.
Lo stesso fatto che si ritrovi confusione e senso di smarrimento in chi propone ipotetici ‘modelli Taormina’ e valuterebbe ingressi contingentati, dimostra che, forse, non si è arrivati nemmeno a Taormina.

In ogni caso la delusione è per quelli che hanno votato il cambiamento e lo vedono ostaggio di questa o quella associazione, servono decisioni forti, i conti si fanno alle prossime elezioni, chi sbaglia pagherà.

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