Idrico Integrato a Ragusa, sempre più nebuloso, secondo il consigliere di maggioranza Bennardo, il rapporto finanziario fra Iblea Acque e Comune

Nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri, lunedì 5 febbraio 2024, il consigliere Bennardo ha chiesto chiarimenti sul rapporto finanziario tra l’ente di Palazzo dell’Aquila e la società Iblea Acque

Un rapporto che Bennardo segue sin dal mese di ottobre, allorquando, da una richiesta di accesso agli atti, assume contezza di somme anticipate dal Comune a Iblea Acque per circa 3 milioni e mezzo di euro, somme anticipate ma, finora, mai restituite.

In sede di approvazione del bilancio previsionale si prendeva atto che, per l’annualità 2024, fossero stanziati oltre 7 milioni per il servizio idrico integrato.
Finora, non è stato spiegato chiaramente perché, ancora, il Comune deve stanziare somme in bilancio se la gestione è passata a Iblea Acque, quali garanzie ci sono per il recupero di queste somme, erogate e da erogare, se anche altri Comuni anticipano somme a Iblea Acque, in che misura e secondo quali criteri fra i vari comuni.

Il consigliere Bennardo riceve, in data 1° febbraio, dal dirigente Basile, e per conto dell’amministrazione, come narra in una sua nota stampa, risposta ad una sua ennesima richiesta di accesso agli atti, circa le somme anticipate, aggiornate alla data della richiesta, apprende, così, che con il nuovo anno, il credito che può vantare il Comune ammonta a 4 milioni e mezzo, in pratica, in tre mesi è lievitato di un milione di euro, senza che si sia incassato un euro. E senza nessuna apparente giustificazione.
Nella nota del dirigente, si specifica che le somme in questione “potranno essere rimborsate in relazione all’andamento delle riscossioni la cui bollettazione è iniziata a fine anno”.
Ma non si specifica quando le somme inizieranno a essere rimborsate e, ancora una volta, non si specificano i criteri di restituzione delle somme, in quale percentuale e se la restituzione avviene sulla base delle riscossioni nel comune interessato al credito, oppure sul globale incassato da Iblea Acque.
Questo è importante per capire se, per esempio, con gli incassi della bollettazione di Ragusa si potrebbero andare a saldare esposizioni nei confronti altri comuni.
Al consigliere, che, ricordiamo, è stato eletto nella lista del sindaco, il terzo degli eletti al civico consesso, e che dichiara di appartenere sempre alla maggioranza, non sembra ragionevole che il rimborso delle somme dovute sia condizionato all’andamento delle riscossioni, peraltro senza nessuna garanzia.
Inoltre, lo stesso consigliere ha chiesto al sindaco perché non siano stati volturati i contratti, segnatamente quelli dell’energia elettrica, ma non ha ricevuto risposta: del tutto comprensibile, dal momento che il Comune cerca di tutelarsi contro possibili interruzioni della fornitura ove Iblea Acque non fosse in condizione di pagare le bollette.
In pratica, secondo la risposta parziale dell’amministrazione, affidata alle capacità politiche e tecniche dell’assessore al bilancio, si comprende che tutto è regolare, si tratta di scelte politiche, discutibili ma nella piena legalità, buone fino a quando Iblea Acque, come paventa qualche consigliere di opposizione, non potrebbe saltare in area, e con questo tipo di società, meglio dire di carrozzoni, ne abbiamo visto di tutti i colori.
In consiglieri di opposizione dovrebbero essere più pressanti, prima di tutto dovrebbero esigere risposte chiare e tempestive, dovrebbero richiedere chiarezza sui rapporti di Iblea Acque con i singoli comuni e dovrebbe essere chiarita la parità di trattamento per tutti gli utenti di tutti i comuni, ancorché sembra assurdo che un utente di Acate o di Pozzallo debba pagare una tariffa uguale agli utenti di Ragusa, per il quali c‘è un costo energetico, per il sollevamento dell’acqua, di oltre 7 milioni annui di euro.

Giuste, legittime e doverose le richieste che pongono i consiglieri di opposizione, che poi si riducono solo ai consiglieri Mauro e Bennardo, gli unici a fare vera opposizione e con risultati del tutto positivi, come ammesso anche dal primo cittadino.
Ma occorre pretendere maggiore trasparenza e chiarezza per i criteri di gestione della società che, è bene ricordarlo, è di tutti i Comuni della provincia.
Finora si è sentito parlare solo si città senza contatori, di allacciamenti abusivi in alcuni paesi, di Comuni che anticipano somme senza criteri precisi, con zone che non vengono servite, come Gatto Corvino, per la cui contrada l’assessore Giuffrida, a buon diritto, se ne è lavato le mani dicendo giustamente : “Dobbiamo chieder a Iblea Acque perché non c’è ancora l’acqua a Gatto Corvino.”
E, per concludere, sarebbe opportuno capire una cosa: il cittadino, l’utente, i consiglieri comunali, per sapere, per capire, per comprendere, per vederci chiaro, a chi si debbono rivolgere ? Ai propri amministratori o a Iblea Acque ?

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