Consiglio comunale di Ragusa: l’apoteosi del nulla … ma non del tutto !!!

Seduta del Consiglio Comunale di Ragusa di lunedì 5 febbraio 2024, l’apoteosi del nulla.
Ormai da tempo le sedute del consiglio comunale sono deludenti per contenuti e per assenza della politica, più assimilabili alla riunione di condominio, dove troviamo accanto il professionista che occupa l’attico e l’applicato dell’ufficio statale, il chirurgo e il santone che aggiusta le ossa.
Tutti diligenti a trastullarsi con questo gioco di ruolo, stranamente ancora non commercializzato.
La seduta di ieri ha raggiunto l’apice dell’inutilità.
Numero legale appena raggiunto, ormai nemmeno le opposizioni si preoccupano della presenza, dei tre punti all’Ordine del Giorno esitato solo il sorteggio per designare i tre nuovi Revisori dei Conti, una pura formalità che ha visto i consiglieri votare solo come presa d’atto del risultato del sorteggio elettronico mediante apposito programma.
Per la cronaca i tre nominativi sono quelli dei revisori Angelo Ferrante Bannera, Annunziata Cirelli e Giulia Monastero.
Per gli altri due punti, uno riguardante la CER, la Comunità energetica di Ibla, l’altro il nuovo regolamento della pubblicità e delle affissioni, i Presidenti delle competenti Commissioni hanno chiesto il rinvio del rispettivo punto perché, dopo le riunioni, sempre all’ultimo momento, degli organi consultivi, la 3ª Commissione addirittura convocata la stessa mattina, sono emerse esigenze di “ulteriori studi”, e di approfondimenti.
In pratica, una convocazione inutile, non abbiamo potuto approfondire i motivi che hanno portato alla richiesta di rinvio del punto per l’audio disastroso delle registrazioni delle sedute di commissione, più volte inutilmente segnalato agli uffici…evidentemente meno si ascolta e meno si vede, meglio è.
Della seduta restava l’angolo dedicato alle comunicazioni, ma anche questo è in decadenza.
Ascoltare un grande dell’opposizione come Angelo la Porta, appartenente peraltro ad una formazione politica piccola ma dalla grandi tradizioni, evidentemente ormai al tramonto, almeno nel capoluogo, piagnucolare, ancora una volta, alle orecchie sorde degli amministratori, per la sede dell’ufficio anagrafe, per la sede della delegazione comunale di Marina, per il servizio autobotte, mentre il sindaco acquisisce ville da un milione e mezzo e il suo entourage fa il bagno in piscina approfittando dell’inverno mite, la dice lunga sulla distanza che separa le minoranze da chi governa, distanza anche superiore al 63% decretato dagli elettori.
Anche il consigliere Bennardo cerca di tenere a galla l’argomento ‘Iblea Acque’ senza rendersi conto che, ormai, la barca è bucata come un colapasta.
Anche il capogruppo Calabrese delude, inizialmente, reiterando le critiche per il mancato funzionamento del semaforo di Ettore Fieramosca, cosa vuoi dire ad un assessore come Giuffrida che, serafico, ti dice che è guasta la centralina, occorre un mese per sapere se si può aggiustare, dopodiché, se la riparazione non è possibile, ci vogliono altri due mesi prima che arrivi il semaforo nuovo: vorrei vedere la fine che farebbe l’omologo di Milano o di Roma se rispondesse così a Palazzo Marino o in Campidoglio.
Ve lo immaginate un incrocio importante di Milano senza semaforo per tre mesi ? Purtroppo, anche il PD è oggi moderato, elegante, teso al dialogo e il capogruppo, seppure anche lui dalle grandi tradizioni, tace, le direttive sono, per ora … di stare in porto, al riparo.
Però i grandi possono perdere la voce ma non perdono lo smalto, Calabrese ricorda che è vicino Carnevale e riporta il teatrino in aula consiliare.
Vedendo gli anticuffariani in coma indotto, in coma farmaceutico, li solletica ricordando che i cuffariani ci sono (e ce ne saranno di più NdR) in maggioranza, in coalizione, forse anche in giunta, e non può non ricordare il grande evento del giorno prima, a Modica, il Congresso della Democrazia Cristiana, apoteosi di Ignazio Abbate, evento che ha visto il grande Totò Cuffaro protagonista accompagnato dai suoi assessori regionali, con i Direttori Generali dei rispettivi assessorati, dal capogruppo DC all’ARS, dall’amico Ignazio che faceva gli onori di casa, dalla parlamentare europea Donato, una platea di circa mille persone dove, mirabilmente, ha avuto modo di intervenire la consigliera Caruso con una incisiva e penetrante riflessione sulla parità di genere, successivamente citata e apprezzata dalla parlamentare europea.
Calabrese, che con il suo onorevole Dipasquale di adunate oceaniche se ne intende, ha compreso come la Caruso non parla solo ad un manipolo di yes man e di opposizioni in disarmo, ma si impone anche e piuttosto al cospetto di più qualificato uditorio, dove, peraltro, c’erano colleghi consiglieri, cognati di sindaci e genitori di assessori.
E, con la signorilità che lo contraddistingue, non infierisce, non cita che la suocera della consigliera Caruso è il nuovo segretario provinciale della Democrazia Cristiana.
E bene chiarire che Calabrese non ha voluto infierire, ma non sulla Caruso, ci sarebbe stato poco da infierire, solo da complimentarsi, ha voluto infierire su quelli in coma indotto, su quanti hanno gridato :”Mai con i cuffariani”, aspettando atti di coerenza.
Momenti che hanno risollevato il tenore di una seduta che era destinata a passare come una delle peggiori della storia.
Finirà come in Lombardia, da noi il carnevale continuerà, come per quello ambrosiano, si attendono … con trepidazione, le mosse degli anticuffariani, mentre il sindaco, precedentemente, e l’assessore Iacono in aula, ribadiscono di avere stretto, prima delle elezioni, un accordo fra forze civiche che hanno sottoscritto un programma, programma che stanno tutti osservando, nessuno si è tirato indietro, né pensa di farlo, le scelte personali di qualcuno, peraltro successive e senza riflessi diretti sulla giunta, non possono inficiare il progetto politico che ha avuto un riscontro plebiscitario.
Del resto, sono con le mani legate, la questione Caruso è solo l’aspetto marginale, la punta di un iceberg, tutti sapevano e tutti sapevamo che in coalizione, con possibili emanazioni in giunta, i partiti c’erano e ci sarebbero stati.
I problemi ci saranno al momento delle nuove alleanze per le provinciali, a quel punto sì che una espressione politica non potrà stare con Cassì al Comune e con i suoi avversari alla provincia.
E là ci sarà la serata degli Oscar della comicità e del cabaret-

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