Il “ 3° sogno di San Giuseppe ”, di Michele Digrandi

Iniziamo una rassegna di opere dell’artista ragusano Michele Digrandi.

Michele Digrandi è nato a Ragusa il 21/04/ ’51.
Ha insegnato Disegno e Storia dell’Arte negli istituti superiori ed è stato ordinario di Arte e Immagine  presso la Scuola Media. “Vann’Antò” di Ragusa, dal 1990 al 2017. Dal 1972 al 1981, oltre ad una ricerca personale nel campo pittorico, alterna l’attività di musicista (molti lo ricorderanno per quasi un decennio come chitarrista del noto complesso musicale Performance).
Dall’82 decide di dedicarsi principalmente all’attività pittorica, anche se spesso, in vari recitals, ha accompagnato alla chitarra alcuni fra i maggiori poeti contemporanei siciliani.
Dal 1985 inizia ad esporre e a partecipare con maggiore frequenza a varie manifestazioni d’arte sia in Italia che all’estero riscuotendo consensi di critica, di pubblico e importanti riconoscimenti. Sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche d’Italia e in molte collezioni private sia in Italia che all’Estero.
Dell’artista hanno scritto, fra gli altri

Mario Luzi
“… la sua pittura è matura ed equilibrata per la capacità di fondere insieme una verve fantastica ad un sottile lavorìo sulla realtà e inoltre riscontro una rara musicalità del segno e del colore”.
e Danilo Dolci
“ … Michele Digrandi è un pittore non di chiasso ma di sostanza e in diverse opere si nota un segno iperbolico e un cromatismo dinamico.

Oggi presentiamo Il “ 3° sogno di San Giuseppe ” ( Olio su tela cm 120×80 ) attraverso la recensione di Maria Annaloro, da Palermo, Esperta del gruppo ProPost’Art… “io mi ricordo”…

Gli Antichi attribuivano al sogno, poteri divinatori, attraverso i quali, Dio manifestava i suoi pensieri.
Giuseppe, attraverso i suoi sogni, viene a conoscenza di quello che sarà il suo destino da quel momento.
Gli viene detto che Maria avrà un figlio di cui lui sarà il padre putativo, e in quel momento, la decisione di sposare ugualmente Maria, dà una svolta incredibile alla sua vita, e nello stesso tempo ci rivela la grandezza del suo animo. Padri non si nasce. Si impara crescendo i figli, a volte sbagliando. E Lui accetta tutto questo, dopo aver accettato Maria, accetta il suo bimbo che gli viene affidato da Dio.
È una grande lezione che riceviamo da Giuseppe.
Perché attraverso il suo comportamento, Dio ci insegna che chi vive accettando la sua parola, non sarà mai abbandonato. La Vita non è un percorso facile. Ma se lo ascolti, Dio sarà sempre con te, e darà gioia alla tua vita, così come pieno di gioia è il quadro di Michele, che raffigura la Famiglia che vive al Sole della parola Divina.
Sembra che il mondo sia in mano ai potenti, ma il Vangelo narra come, nonostante la violenza e la prepotenza, Dio trova sempre il modo per la salvezza.
Anche la nostra vita sembra in mano di chi adopera la violenza, ma se abbiamo lo stesso coraggio del falegname di Nazareth, il quale sa trasformare una difficoltà in opportunità, fiducioso nella Divina Provvidenza, forse la nostra vita prenderà la svolta giusta. Il quarto sogno dice “Torna, ma non a Betlemme, ma a Nazareth”.
Questo sogno ci insegna il coraggio di cambiare, senza chiuderci in schemi passati.
Nel quadro di Michele, c’è una storia, quella di Giuseppe, Maria e Gesù, Palestinesi perseguitati, in fuga da Erode, che oggi più che mai, ripropone la violenza di chi vuole sterminare un popolo.
C’ è un muro, che potrebbe essere il muro del Pianto, che accoglie gente di ogni religione, ma potrebbe essere un confine che al di là mostra un Angelo luminoso, portatore della Parola di Dio, (dal greco: messaggero) che apre le sue ali, collegamento tra l’umano e il Divino, mentre una colomba, porta l’ulivo della pace, e un volo di rondini simboleggiano la Primavera di un mondo senza guerra, senza confini, che ci auguriamo di vivere presto.

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