Il bello delle sedute ispettive

Occorre ammetterlo, le sedute ispettive erano solo, nel corso della passata amministrazione, il contentino per le opposizioni, l’occasione, ricercata dalle minoranze, come da più parti affermato, per raggranellare qualche gettone di presenza e per fare sfoggio di attività consiliare.
Nelle ultime fasi della passata consiliatura, non c’erano nemmeno interrogazioni e interpellanze, le comunicazioni quasi tutte senza riscontri, anche per la presenza in aula di un solo assessore.
Con l’amministrazione Cassì le cose sono cambiate perché, almeno fino ad ora, tutta la Giunta è schierata al suo tavolo e, per ogni comunicazione, oltre che per le interrogazioni e interpellanze, è presente l’assessore di competenza che risponde, puntualmente, e subito, a tutte le istanze.
La seduta diventa così interessante e piacevole, perché oltre ad assistere alle esibizioni retoriche di qualche consigliere, a metà fra lo sfoggio di erudizione e la dimostrazione dell’impegno per una città del futuro, c’è la replica dell’assessore competente che, con un garbo che ricorda i bambini impomatati degli anni 50 del secolo scorso, con pantaloncini all’inglese e calzettoni lunghi, danno corda a farneticanti istanze, a deliranti vedute di città, a irrispettose visioni della realtà.
Basti per tutto il passaggio nel quale il consigliere D’Asta rimproverava all’amministrazione la lentezza degli uffici per predisporre il nuovo piano spiagge, dopo che la regione, a guida PD, il suo partito, nella precedente legislatura, dopo che ogni volta il Comune di Ragusa aveva esitato tutte le procedure, con una circolare imponeva la modifica delle stesse, obbligando l’assessorato a rivedere quanto fatto.
E la circolare della regione, in tal senso, non fu solo una, vedere l’assessore Giuffrida ribattere delicatamente alle bacchettate, sempre educate, di D’Asta, è stato un momento da libro Cuore.
Come pure le risposte dell’assessore Licitra, sempre sulla stessa linea di bon ton istituzionale, sulle problematiche della mobilità sostenibile, sollevate sempre da D’Asta, ponevano delle serie riflessioni sulle effettive emergenze e necessità della città, delle quali, forse, a questo punto, i cittadini hanno una contezza alquanto distorta.
Le strade, la cui manutenzione è stata prima rimandata dai grillini per una loro strategia di completamento degli impianti sotterranei, utilizzando le risorse previste per la ripavimentazione, ora rimandate alle calende greche per l’altra strategia di Cassì di interventi radicali di ripavimentazione, sono in condizioni pietose, chi si avventura a piedi sui marciapiedi della città deve fare attenzione a non inciampare sui tanti dislivelli e irregolarità della sede pedonale, quando e ove si può passare se non ci sono pali, contenitori della differenziata e verde pubblico debordante sul marciapiede.
Una delle tante attese, con la nuova amministrazione, era quella di un radicale cambiamento per il trasporto pubblico, si attendeva di sapere quando scade il contratto con l’AST per dare alla città un piano funzionale di trasporto pubblico che, si auspicava, coprisse la quasi totalità del centro abitato.
Dalle parole del vicesindaco, fluide nelle intenzioni ma titubanti nel dire la verità, si è parlato, in maniera indefinita di un programma che possa coprire buona parte della città e sopperire alle criticità, per alcune zone, con un servizio a chiamata sul modello di quello sperimentato a Ragusa con quei furgoni neri che sapevano tanto di pompe funebri.
Per chiarezza, sogniamoci 20 linee urbane con bus che meritino tale nome e di dimensioni adatte alle nostre strade e alla consistenza della nostra utenza.
I cittadini non vogliono la luna, ma se uno esce dal Comune, in tarda serata, deve trovare un bus che lo possa accompagnare a casa, così come chi vuole cenare a Ibla deve poter risalire, cittadino o turista che sia.
Continuiamo, allora, a parlare di mobilità sostenibile, di piano del traffico, quando non possiamo avere nemmeno un bus urbano per raggiungere Marina di Ragusa e preferiamo mantenere intasata la frazione marinara.
Oltre a conoscere la realtà che ci aspetta per il trasporto urbano, la seduta ispettiva è stata prodiga di particolari e di momenti esilaranti.
Abbiamo appreso, grazie alla domanda di chiarimenti della consigliera Federico, e alla conferma dell’assessore Rabito, che, alla data della seduta, 6 novembre, 14 giorni dopo l’inaugurazione del nuovo ospedale, mancava ancora l’accreditamento della struttura che, di fatto, ha impedito l’avvio del trasferimento.
Dei particolari ci siamo occupati in altra parte del giornale, e, per ora, non ci torniamo perché questo tipo di notizie disturba i vertici dell’Azienda Sanitaria che lanciano, nel mucchio, accuse di inutili allarmismi e di notizie false, ancorché apprese nel corso di una seduta di Consiglio Comunale.
Non è mancato il momento esilarante, quando il sindaco, rispondendo alle insistenti punzecchiature del consigliere Chiavola sulla selezione dei dirigenti, ha criticato fortemente i contenuti della lettera data alla stampa dal segretario cittadino del PD e cofirmata dallo stesso Chiavola.
Il Sindaco ha espresso giudizi pesanti sul contenuto della missiva, giudicandolo ai limiti della volgarità ma insisteva nel ritenere che non fosse stata scritta da Chiavola, che non poteva essere farina del suo sacco.
Il consigliere del PD, invece di replicare affermando che, se c’era la sua firma, i contenuti rappresentavano il suo sentire, anche per non scaricare tutta la responsabilità sul segretario cittadino, si beava delle parole del sindaco con un silenzio assenso che ridicolizzava la situazione e rendeva poco autorevole la sua firma sul documento.
La seduta ispettiva ha avuto il suo momento migliore nella risposta del Sindaco ad una interrogazione del consigliere D’Asta sulla gestione del Museo della Civiltà Contadina, della Civica Raccolta Cappello e sul Museo Italia in Africa.
Si è appreso di una strategia di gestione, e di una gestione stessa, del tutto fallimentari, affidata ad una associazione artistico-culturale che ha avuto modo di far capire alla città la valenza di certe scelte.
Il Sindaco, basandosi su una relazione degli Uffici, è risalito al tempo in cui si pagava un biglietto di due euro per usufruire dei tre bacini museali. Eliminati i biglietti per l’esiguità degli incassi, si pensò ad un patto di collaborazione con una associazione, accordo che, fortunatamente, scade entro la fine del corrente mese di novembre. Anche con la gestione affidata gratuitamente a questa associazione, non c’è stato aumento di visitatori, dato rilevato da informazioni informali tramite il personale comunale, dal momento che nessuno si è preoccupato di censire il pubblico che ha avuto accesso ai locali dove venivano organizzate, dall’associazione, prevalentemente, mostre e rassegne di pittura.
Nell’occasione, il Sindaco, accanto a questa descrizione sconfortante ma abbastanza nota della situazione in atto, ha delineato quelle che saranno le linee ispiratrici del suo progetto per la cultura, inteso come sfruttamento positivo dell’enorme patrimonio artistico architettonico e museale della città.
Pur rilevando qualità personali e di competenze artistico culturali per quanti hanno gestito la cultura a Ragusa, con una attività improntata all’entusiasmo e all’impegno per la città, riferendosi allo stesso responsabile dell’associazione citata, ma anche personaggi come Nuccio Iacono che si è occupato della collezione di abiti d’epoca a Donnafugata, il sindaco ha confortato con i suoi progetti che non prevedono, come avvenuto finora, protagonisti singoli delle scelte culturali.
Sempre ispirato alla sua fondamentale disposizione all’ascolto e alla condivisione delle scelte, Peppe Cassì ha in mente di mettere insieme un pool di persone con elevate capacità e competenze sulle diverse materie, personaggi in grado di valorizzare le strutture, di elaborare le giuste strategie di marketing culturale che devono, necessariamente, interagire con il turismo.
In pratica, non si tratta di organizzare eventi, alla stregua di uno spettacolo in piazza, non occorrono impresari ed esperti, ma un gruppo di lavoro responsabile, colto, qualificato, titolato,un gruppo di veri consulenti che devono offrire un contributo per valorizzare i musei e i siti culturali in genere, possibilmente coordinati da un vero manager della cultura che deve mettere in rete tutti i siti e renderli produttivi, per dare slancio al territorio.
Come ha detto D’Asta, giovane professionista che, quando non fa politica ed esprime la spontaneità del meglio che lo caratterizza, è tutto da ascoltare, il dato più confortante emerso nel corso della seduta e, particolarmente, in questo intervento del Sindaco, è che il primo cittadino sa quali sono le sue intenzioni, ha contezza di quello che vuole fare, ha le idee chiare sulle strategie che vuole attuare, e lo ha dimostrato con poche semplici parole, segnatamente quando ha fatto capire che non ci saranno superesperti e gestori unici, ma una gestione collegiale di un organismo composito che dovrà sovraintendere a quello che può risultare il settore portante della nostra economia, che potrà, anzi dovrà, anche occuparsi, aggiungiamo noi, in forma manageriale, del turismo, altro comparto dell’amministrazione, da tempo e fino ad ora, in totale letargo per l’immobilismo di quanti sono stati chiamati ad occuparsene.

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