Nei territori della Val di Non e di Sole, ad opera di una cooperativa sociale, una mappatura delle barriere architettoniche, che ha incontrato il favore delle amministrazioni locali, con la collaborazione di utenti, educatori e volontari che, nel caso di alcune iniziative, hanno percorso tutte le vie del paese, accedendo anche ai locali pubblici e verificandone l’effettiva accessibilità.
Hanno ricordato i promotori delle iniziative che quello in cui si sono svolte le indagini è un territorio montano, e quindi di per sé non facilmente accessibile. Tuttavia, esso può essere reso ugualmente visitabile anche da parte delle persone con deficit motorio o semplicemente delle famiglie con bambini piccoli che necessitano di una carrozzella.
Oltre al monitoraggio, una cooperativa sociale, con la scuola primaria di Terlago dell’Istituto Comprensivo Vallelaghi-Dro, ha dato vita al progetto Diversamente abile per un’ora, per far vivere ai ragazzi l’esperienza di vedere il paese seduti in carrozzina, verificando direttamente le effettive difficoltà vissute ogni giorno a una persona con disabilità motoria.
Gli stessi Amministratori Comunali di Vallelaghi, con il sindaco Gianni Bressan in prima fila, insieme agli assessori Verena Depaoli e Patrizia Ruaben, si sono prestati all’iniziativa salendo a bordo delle carrozzine messe a disposizione, provando a muoversi per le vie di Terlago.
A Ravenna è un alista civica che si è intestata l’iniziativa di presentare una mozione per approvare il Peba, il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
L’assenza di un piano per l’eliminazione delle barriere, infatti, provoca un grave vulnus a un primario diritto soggettivo, quello alla mobilità, e costituisce una situazione discriminatoria nei confronti delle persone diversamente abili, censurabili anche giurisdizionalmente in base alla legge 67 del 2006 “Misure per la tutela giudiziaria delle persone disabili vittime di discriminazioni”.
A questo proposito sono numerose le sentenze dei Tribunali Civili che hanno condannato i Comuni inadempienti per non avere rimosso le barriere architettoniche proprio perché non avevano adottato il Peba. L’eliminazione delle barriere architettoniche valorizza anche il patrimonio comunale: rendendo accessibile la città, i lidi e il territorio si produce un effetto positivo anche per il turismo”.
Si tratta di eliminare tutte le barriere architettoniche ed evitare di crearne delle nuove.
Ottemperare a un preciso obbligo di legge di 32 anni fa, costituirebbe davvero una svolta epocale nell’affrontare il problema della disabilità. L’obiettivo è quello di elaborare e approvare un piano strategico per l’accessibilità degli spazi pubblici e del patrimonio immobiliare comunale e favorire, così, l’integrazione sociale, la sicurezza, la qualità della vita e la mobilità.
L’obiettivo unico dell’eliminazione delle barriere deve trasformarsi in temi specifici che devono costituire gli assi portanti del Peba e precisamente: analisi del quadro normativo di riferimento; metodo di costruzione del Piano; inquadramento e verifica della compatibilità tra le azioni e gli strumenti individuati nel Peba con gli strumenti di pianificazione; analisi dello stato di fatto di edifici e spazi comunali; anagrafe delle barriere architettoniche esistenti; mappatura delle criticità; linee di intervento del Piano; determinazione dei costi standard; pianificazione finanziaria degli interventi con integrazione del piano triennale degli investimenti; adozione di un manuale, quale allegato al Peba, per l’eliminazione delle barriere architettoniche e per evitare su nuovi progetti di crearne delle nuove: monitoraggio e valutazione del Piano; aggiornamento del Piano.
In Emilia Romagna, da Modena a Comacchio, dall’Appennino a Reggio Emilia, il turismo è sempre più senza barriere, per permettere alle persone con disabilità di godere a pieno di arte, cultura e natura della regione. Prima meta accessibile Modena, dove il Duomo, la Ghirlandina e Piazza Grande sono “a portata di mano” per i non vedenti e gli ipovedenti. Al piano terra del Municipio è infatti stato allestito un grande plastico tattile raffigurante i tre beni del centro storico della città dichiarati Patrimonio dell’Umanità Unesco. Per consentire ai diversamente abili di cogliere con gli altri sensi l’unicità del sito romanico. Il percorso, accompagnato da didascalie in nero e in braille, si compone di due sculture in scala 1:1 del Duomo e due della Ghirlandina, realizzate in 3D, con un campione della stessa pietra con cui sono state scolpite.
A fianco è collocato un modello in scala 1:200 dell’intero Sito Unesco, con i profili degli edifici che si affacciano sulla piazza, ispezionabile all’interno e scomponibile in più parti, realizzato in resina sempre con stampa 3D. Completano il percorso tattile le riproduzioni realizzate in scala 1:1 di alcuni elementi scultorei: due mensole, una formella figurata e un semicapitello.
A Reggio Emilia, Palazzo Magnani si preoccupa di permettere a tutti di conoscere ed apprezzare l’arte informale. In occasione della mostra “Jean Dubuffet, l’arte in gioco. Materia e spirito 1943 – 1985”, il percorso espositivo sarà arricchito dalla tridimensionalizzazione di alcuni lavori del pittore e scultore francese e da soluzioni idonee ad una fruizione delle opere secondo modalità facilitate, nella convinzione che l’arte sia via di accesso privilegiata al benessere di tutte le persone.
L’iniziativa rientra nel Progetto Reggio Emilia città senza barriere, che entro il 2019 punta a superare le barriere architettoniche, ma anche mentali ed etiche, della città, per fare di Reggio un comune pilota in Italia e Europa in questa battaglia di civiltà.
Comacchio, conosciuta anche come la “piccola Venezia” emiliana ha messo a punto per i suoi visitatori con disabilità la guida Comacchio una destinazione per tutti.
Oltre a contenere una mappa dei percorsi accessibili per le persone con disabilità motorie (completa di indicazione dei parcheggi dedicati), che permettono di scoprire il fascino di canali e ponti in tutta tranquillità, propone un percorso culturale tra i monumenti della città e un itinerario naturalistico e ambientale, oltre all’elenco degli alberghi senza barriere.
Anche alcune delle barche utilizzate per la visita alle affascinanti Valli di Comacchio sono accessibili a chi utilizza carrozzine manuali, mentre l’approdo ai tipici Casoni per la pesca all’anguilla, che presenta qualche difficoltà, è agevolato grazie all’aiuto di personale specializzato.
Dalla laguna ai monti. All’insegna dello slogan “in montagna siamo tutti uguali”, Appennino Slow ha messo a punto un progetto che consente a non vedenti ed ipovedenti di vivere l’esperienza unica di un trekking di 8 giorni a piedi, lungo i 130 km tra Bologna e Firenze della Via degli Dei, percorso che ricalca gli antichi itinerari etruschi e romani tra l’Emilia e Toscana.
Si parte da piazza Maggiore a Bologna in gruppi composti da un minimo di 8 persone e da 1 guida professionista, affiancata da 4 accompagnatori adeguatamente formati, per garantire la massima sicurezza a tutti i partecipanti, e si arriva a Firenze, in piazza della Signoria passando attraverso l’Appennino Tosco Emiliano.
Anche nella vicina Palermo una iniziativa voluta con il principale obiettivo di rendere realmente accessibile il turismo nel capoluogo siciliano, presentata nel corso della tavola rotonda “Palermo a portata di clic”, iniziativa utile all’ARIS (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani) per presentare i risultati del progetto “Panormus KIT”, ove “KIT” sta per “Keep Inclusive Tourism” (più o meno “Rendere inclusivo il turismo”),
Dall’associazione dicono di aver portato avanti con impegno questo progetto all’insegna di un obiettivo cardine: rendere il turismo accessibile a tutti, un “tutti” che vuole includere anche chi non presenta disabilità alcuna, in quanto non si può pensare all’inclusione e all’accessibilità strutturando poi dei percorsi “esclusivi”, ghettizzanti.
E quindi riproduzioni tattili, pannelli tattili e retroilluminati dai materiali innovativi, riproduzioni in 3D, materiali informativi in sei diverse lingue e in Braille, e una app quale veicolo di informazioni in più formati (LIS-Lingua dei Segni Italiana, testi ingranditi, audio), e altri strumenti utili a pianificare anticipatamente un tour nella città».
All’incontro di Palermo, hanno partecipano esponenti delle Istituzioni, professionisti, aziende e start up del territorio, insieme con esperti e referenti del mondo del volontariato sociosanitario, tutti per confrontarsi sulle tematiche dell’accessibilità.
Questo è l’inizio di una rassegna su quanto dedicato, in altre città, dalle istituzioni e dalle associazioni al tema dell’accessibilità.
Si vede subito che da noi c’è molta strada da fare, c’è di buono che abbiamo un assessore al sociale, e un collaboratore del sindaco sulla materia, iperattivi ed efficienti, c’è da sperare il tema diventi centrale nelle politiche dell’amministrazione, non solo per il sociale ma anche nei settori della cultura e del turismo, quest’ultimo assai trascurato in tema di accessibilità.
Quanto sarebbe opportuno togliere qualcosa dall’effimero e indirizzarlo a favore dell’accessibilità per i diversamente abili, a cominciare dalle prossime manifestazioni natalizie.
