Il caos è totale, il politichese si mette in mezzo, la gente ha ragione di agitarsi

La crisi è sanitaria ma, più ancora, economica e, soprattutto, sociale.
C’è una iperproduzione di comunicazione, favorita dalle moderne tecnologie, dalle conferenze stampa del Presidente del Consiglio e dei vari esperti governativi, a cascata, attraverso gli sponenti regionali, per arrivare a quelli locali, dove si aggiunge la comunicazione spicciola anche delle mamme che vogliono chiudere le scuole e di quelle che vogliono che restino aperte, con il condimento delle note delle associazioni di categoria e con il dessert finale dei commenti della gente.
Per restare in tema di scuola, lascia basiti l’intreccio di dichiarazioni e di dati che vanno dalla scuola come uno dei luoghi attualmente più sicuri a quelli che dipingono le aule scolastiche come giacimento di positivi.
Occorre ammettere che lo smarrimento della gente, che può trasformarsi in sindromi di vario genere, è del tutto comprensibile, né le autorità contribuiscono a chiarire come stanno le cose.
Prendiamo l’esempio di Ragusa, c’è chi responsabilmente chiede precauzioni senza sì e senza ma, con la richiesta esplicita di zona rossa, come l’on. Dipasquale, c’è chi chiede che si deve fare di tutto per interrompere la catena del contagio, con la competenza di assessore alla sanità del Comune capoluogo e di primario della rianimazione dell’ospedale della stessa città, il dr. Rabito, c’è chi, come il Sindaco, vuole rifuggire da isterismi e decisioni passionali, peggio se condizionate dalla ricerca di visibilità e di protagonismo. e si affida alle sue linee guida per contrastare il virus, che sono quelle “delle evidenze scientifiche, dei dati secondo principi di ragionevolezza e proporzionalità, senza lasciarsi tentare da decisioni precipitose che alla lunga rischierebbero di essere controproducenti.”, unite alla stretta osservanza delle decisioni delle gerarchie superiori.
Ineccepibili tutte le scelte, ma il nostro grande capitano sa che, ai bei tempi, pur con tutte le elucubrazioni mentali di allenatori, dirigenti e tifosi scienziati, se non c’era lui a tirare da te e fare ciuff, la storia sarebbe stata diversa.
Ecco perché molti vorrebbero che invece di girare la palla attorno al pitturato, si alzasse e tirasse, anche da molto lontano, anche rischiando di sbagliare.
Sulla possibile chiusura delle scuole, Cassì oppone dati incontestabili all’accorato appello di alcune mamme, almeno da noi le scuole rimangono come i luoghi più sicuri, il problema è quello degli assembramenti dei giovani, fuori dalle scuole e nei pomeriggi, senza dire che anche le mamme non scherzano all’entrata, per la colazione mattutina bei bar, almeno fino a quando erano aperti per la somministrazione, all’uscita.
Senza dire, precisa il Sindaco di Ragusa, che non ha i poteri per chiudere le scuole.
Ma, a Monterosso Almo, a Palermo, nell’ennese, i Sindaci chiudono le scuole: normale che la gente resti sfiduciata.
Ci vorrebbe l’autorevolezza di chi governa, per fare chiarezza. Vediamo, invece, cosa siamo costretti a leggere, addirittura in un post dell’assessore all’istruzione Lagalla, che è anche un Laureato in Medicina e Chirurgia, nonché ex Rettore dell’Università di Palermo, per dire che non è l’ultimo arrivato.

È chiaro che vorremmo vedere il canestro da tre punti e vedendo la firma dell’assessore alla pubblica istruzione pensavamo di mettere fine alle nostre spasmodiche ricerche della verità.
Può un Sindaco chiudere le scuole, se no, chi lo deve o lo può fare ? E quali pene ci saranno per chi, senza averne i poteri chiude le scuole ?
Invece cadiamo in una volgare pozzanghera di politichese. Leggiamo il post di Lagalla:

Con riferimento all’annunciata chiusura delle scuole dell’obbligo, da parte del sindaco di Palermo, pur avendo riguardo alle sue preoccupazioni, mi risulta che riceva regolarmente e giornalmente dall’ASP di Palermo aggiornate notizie sull’andamento della situazione epidemiologica che il governo regionale monitora attraverso il Commissario Covid e le strutture tecniche a sua disposizione.
Con l’assessore Razza, nel rispetto del DPCM vigente e dell’ordinanza del Presidente Nello Musumeci, abbiamo richiamato i Sindaci a subordinare eventuali provvedimenti di chiusura al preventivo parere tecnico-sanitario del competente Dipartimento di prevenzione dell’ASP.
Ove il suo provvedimento dovesse essere assunto unilateralmente e senza il conforto della pertinente autorità sanitaria, il Sindaco di Palermo si assumerebbe una grave responsabilità, generando inopportunamente ulteriore ed immotivato allarme sociale e privando gli alunni e le famiglie del fondamentale diritto allo studio, per il regolare esercizio del quale i docenti e il mondo della scuola hanno profuso e stanno profondendo dedizione e sacrifici.
Penso alle gravi ricadute delle interruzioni didattiche in presenza sulla dispersione scolastica e sui soggetti socialmente ed economicamente più fragili.
Il Sindaco Orlando converrà che non è questo il momento di strappi istituzionali e di estemporanei protagonismi, quanto invece di operose collaborazioni nell’interesse della città e delle giovani generazioni. La #Scuola è presidio di civiltà e di legalità, oltre che luogo di apprendimento e di relazioni, e non può subire, se non per documentate ragioni sanitarie, i contraccolpi di intempestive fughe in avanti.

Per i temi, a scuola ci insegnavano di muoverci attraverso introduzione, svolgimento e conclusione:

L’introduzione ci dice che il governo, i suoi esponenti, hanno riguardo alle preoccupazioni del Sindaco di Palermo, Encomiabile atteggiamento, ma sono confortati dal fatto che, sicuramente lo stesso riceve, giornalmente, dall’ASP di Palermo, aggiornate notizie sull’andamento della situazione epidemiologica.

Svolgimento: con l’assessore Razza, sono stati richiamati i Sindaci a subordinare eventuali provvedimenti di chiusura al preventivo parere tecnico-sanitario del competente Dipartimento di prevenzione dell’ASP, nel rispetto del DPCM vigente e dell’ordinanza del Presidente Nello Musumeci.

Fin qui tutto chiaro, almeno sulla carta, perché si aggiunge che “ove il suo provvedimento dovesse essere assunto unilateralmente e senza il conforto della pertinente autorità sanitaria, il Sindaco di Palermo si assumerebbe una grave responsabilità, generando inopportunamente ulteriore ed immotivato allarme sociale e privando gli alunni e le famiglie del fondamentale diritto allo studio.

Conclusione: “Il Sindaco Orlando converrà che non è questo il momento di strappi istituzionali e di estemporanei protagonismi, quanto invece di operose collaborazioni nell’interesse della città e delle giovani generazioni.”

A noi viene da chiedere all’autorità massima in fatto di scuola: ma in definitiva, le scuole, a Monterosso Almo, nell’ennese, a Palermo restano chiuse o saranno aperte ? perché, a quanto pare, nessuno è in possesso del parere tecnico-sanitario del competente Dipartimento di prevenzione dell’ASP.
E cosa ne sarà dei Sindaci che hanno preferito strappi istituzionali e protagonismo?
Non noi, ma la gente vorrebbe una risposta.

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