Il caso accessibilità dei locali del Museo Archeologico fa decadere il livello della politica

Che i locali ripristinati del Museo Archeologico di via Natalelli fossero non accessibili ai diversamente abili lo sapevano tutti, o almeno lo avrebbero dovuto sapere. Fin troppo evidente che un disabile in carrozzina non poteva accedere. Il problema è di quanti non sanno o fanno finta di non sapere.
In ogni caso, i padroni di casa, l’assessore ai lavori pubblici, il sindaco, per i loro rispettivi ruoli lo devono sapere e lo avrebbero dovuto sapere. In ogni caso, si dice, la legge non ammette ignoranza.
Quindi ci sono delle colpe, delle responsabilità incontrovertibili, aggravate dal fatto che tutti si sono affrettati alla cerimonia di apertura, senza minimamente pensare alla inaccessibilità per i disabili.
Ci pare che una struttura di questo genere non possa essere aperta se non ha i requisiti di accessibilità: se non è così ci facciano vedere le deroghe alla norma.
Ma siamo in Italia e si passa di sopra a tutto, in altre nazioni qualcuno si sarebbe già dimesso, in altre ancora qualcuno sarebbe stato dimissionato d’ufficio, restituito agli affetti familiari, per intenderci.
Ci sono, però, aspetti della vicenda che hanno fatto cadere in basso il livello della politica e comportamenti di cosiddetti uomini politici che lasciano di stucco.
Ognuno sarebbe libero, e anzi avrebbe il dovere di denunciare l’omissione.
Al riguardo ci piacerebbe conoscere, al riguardo, l’opinione di quei politici, oggi alleati del sindaco e in silenzio di opportunità sulla vicenda: ci sono alleati di oggi del sindaco che si sono battuti, in passato, per la Giornata Mondiale della Disabilità, ci sono attuali alleati di Cassì, all’opposizione per 5 anni che, ora, scrivono di essere fieri del lavoro svolto assieme al sindaco negli ultimi 5 anni; e nel contesto di queste farneticazioni si vantano di aver sviluppato il settore dei servizi sociali, anche con il progetto del Disability Manager.
Perché ora tacciono?
È per queste sceneggiate, anche il silenzio di opportunità lo è, che il livello della politica scende sempre più in basso.
Ma dove non arrivano nemmeno le opposizioni meno dignitose ora salite sul carro del presunto vincitore, ci arriva l’ex assessore Ciccio Barone, protagonista di un quadretto che non ci è proprio piaciuto, uno squallido episodio da cortile napoletano.
Dopo la cerimonia di apertura del Museo, alla quale Barone ha partecipato non si sa a quale titolo e da chi invitato e per quale ruolo, molti si avviano all’uscita: davanti alla porta una disabile in carrozzina che non può entrare.
Poco importa se, come qualcuno pensa, lo ha scritto anche il sindaco in post, si è voluta architettare una messinscena di dubbio gusto, il sindaco trova sempre giustificazioni, ma messinscena o no c’era una disabile in carrozzina davanti alla porta che chiedeva di entrare. La sostanza è quella.
Bravo Barone se ha organizzato tutto per la sceneggiatura del suo ultimo video, ma non gli è permesso aggredire verbalmente l’assessore, una signora, provocarla, additarla al pubblico ludibrio come responsabile unica della mancanza di accessibilità al museo.
L’assessore si è defilata signorilmente in silenzio, comprensibile che in quel momento sia anche passata davanti alla disabile senza fermarsi, comprensibile il suo stato d’animo, per la becera sceneggiata di Barone che con questa scena di ‘punti’ ne ha persi e molti.
Comprensibile il suo astio nei confronti di colei che, praticamente, lo ha fatto fuori dopo averne preteso, per molto tempo, la delega al turismo e spettacolo da accorpare alla sua della cultura.
Comprensibile il nervosismo di Barone che deve confermare con la sua piccola formazione politica il bacino di voti che tanti pensano che abbia e su cui qualcuno spera.
Comprensibile perché, dopo anni ancora aspettiamo di conoscere cosa sia effettivamente ‘Patto per Ragusa’, chi siano gli aderenti, se riusciranno a formare una lista per il rinnovo del prossimo consiglio comunale, in pratica quale sia l’appeal di Barone dopo la rovinosa defenestrazione.
Invece di un assalto becero ad una signora, all’assessore, perché non tira fori le rivelazioni promesse sin dalla conferenza stampa alla villa di Ibla, siamo stanchi di aspettare.
Per meglio chiarire i termini della sceneggiata di Barone, vale per tutto il volgarissimo attacco finale al comunicatore del sindaco, additato come quello che percepisce duemila e duecento euro al mese, parole che sono la sintesi dello squallore di Ciccio Barone. Incommentabile.

Ultimi Articoli