Il consigliere Bennardo, finalmente un consigliere di maggioranza che si sente … e per qualcuno anche troppo

Verrebbe da paragonarlo ad un intrepido velista che sfida il mare a bordo della sua elegante imbarcazione, incurante che tanto prezioso capitale possa andare perduto, ma, dal momento che nella sua corsa il consigliere ama scoccare frecce all’impazzata, anche avvelenate, lo paragoniamo ad un cavaliere che spadroneggia nella prateria avvizzita della politica locale.
Perché non si può non accogliere magno cum gaudio la presenza di un consigliere di maggioranza che parla, che non è un ‘signorsì’, come lo furono i consiglieri di maggioranza nella scorsa consiliatura e come sembrerebbe sono allineati quasi tutti i consiglieri di maggioranza attuali.

Nei giorni scorsi il consigliere Federico Bennardo, uomo di maggioranza eletto, terzo degli eletti al Consiglio comunale, nella lista del sindaco, aveva presentato una interrogazione per chiedere quando sarebbe stata aperta la piscina comunale, dopo gli interminabili lavori di efficientamento energetico e di manutenzione straordinaria.
Ma il vero motivo dell’interrogazione era quello d comprendere alcuni aspetti gestionali dell’impianto.
Rifacendosi al regolamento comunale per la gestione degli impianti sportivi, il dr Bennardo desiderava capire se la piscina è considerata impianto di “non rilevanza economica” o di “rilevanza economica”, facendo afferire le due tipologie a diverse tipologie di appalto di gestione.
Il consigliere intravede contraddizioni nelle delibere di giunta in materia di affidamento in gestione della piscina comunale, le stesse perplessità, peraltro, rilevate da diverse società sportive.
In sintesi, l’interrogazione per conoscere l’effettiva natura giuridica dell’impianto, se i lavori hanno prodotto effettivamente un efficientamento energetico, le modalità di affidamento della gestione, le previsioni di risparmio della spesa annua, il motivo del diverso trattamento della piscina rispetto agli altri impianti comunali e se gli analoghi interrogativi presentati dai presidenti delle società sportive siano stati evasi”.

Avendo appreso dagli organi di stampa della riapertura della piscina, che, guarda caso, si verifica a pochi giorni dalla sua interrogazione, il consigliere Bennardo esprime la sua soddisfazione e coglie l’occasione per scagliare una prima eloquente freccia all’indirizzo dell’amministrazione: “il mio lavoro non è stato comunque vano, provando, perlomeno, ad ottemperare il compito che mi è stato affidato, al di là di quelli che possono essere determinati posizionamenti politici che non rappresentano la mia priorità. Infatti, sono in maggioranza pur dicendo la mia, com’è ovvio che sia”.
Successivamente, dicendosi certo che i quesiti posti avranno risposta nei tempi previsti, (ma spesso, in questi casi, al Comune di Ragusa, la certezza è solo pia illusione NdR), il consigliere Bennardo reitera pubblicamente le sue perplessità.
I lavori di efficientamento energetico, secondo Bennardo, avrebbero reso, si legge dalla stessa deliberazione, l’impianto candidabile ad una concessione a terzi. Tuttavia, dal comunicato stampa dell’amministrazione comunale, si evince che l’impianto graverà per 74.000 euro sulla finanza pubblica comunale”.

Bennardo trae queste conclusioni: “o l’impianto è efficientato al punto che i costi minori dei ricavi lo possano identificare come a “rilevanza economica” e quindi ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del regolamento comunale candidarlo a una concessione a terzi, oppure, come invece sembra, i lavori hanno prodotto sì una riduzione dei costi di gestione dell’impianto ma, essendo comunque necessario un supplemento finanziario comunale, non sono stati sufficienti e l’impianto permane “privo di rilevanza economica”.
E conclude: “Appurato, come si era peraltro detto, che la gestione diretta dell’ente è fin troppo gravosa per la finanza comunale, le fattispecie di gestione dell’impianto, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, non contemplano la concessione di servizi e va indetta una gara d’appalto e non una concessione di servizi decennale con oneri a carico delle casse comunali.”

Questo il testo integrale della nota diffusa dal consigliere Bennardo:

RIAPRE LA PISCINA COMUNALE DI RAGUSA, IL CONSIGLIERE BENNARDO: “BENE, ORA SERVE CHIAREZZA SULLA GESTIONE DELL’IMPIANTO SPORTIVO”

“Ho preso atto dagli organi di stampa della riapertura della piscina comunale prevista per giovedì 14 settembre e non posso che esprimere la mia soddisfazione. Se depositare un’interrogazione è servito ad anticipare l’apertura anche di un solo giorno, il mio lavoro non è stato comunque vano, provando, perlomeno, ad ottemperare il compito che mi è stato affidato al di là di quelli che possono essere determinati posizionamenti politici che non rappresentano la mia priorità. Infatti, sono in maggioranza pur dicendo la mia, com’è ovvio che sia”.

E’ quanto afferma il consigliere comunale della lista Cassì sindaco, Federico Bennardo. Il quale, riferendosi all’impianto sportivo di contrada Selvaggio a Ragusa, aggiunge: “Come ho tuttavia sottolineato precedentemente, i quesiti sulla riapertura, peraltro in sostanziale ritardo dai tempi stimati in 6 mesi dalla deliberazione di Giunta n.311/2022, sono solo parte dell’interrogazione nella sua interezza e sono certo che saranno prontamente evasi nelle opportune sedi.
In particolare, come si può evincere dalla deliberazione di Giunta in questione, i lavori di efficientamento energetico volti ad una essenziale riqualificazione dell’impianto e nella fattispecie l’efficientamento dell’involucro edilizio, la sostituzione dei corpi illuminanti interni, l’installazione di un impianto di cogenerazione a servizio della struttura e così via, avrebbero reso, si legge dalla stessa deliberazione, l’impianto candidabile ad una concessione a terzi.
Si evince tuttavia dal comunicato stampa dell’amministrazione comunale che l’impianto graverà per 74.000 euro sulla finanza pubblica comunale”.

“Allora – aggiunge Bennardo – delle due l’una: o l’impianto è efficientato al punto che i costi minori dei ricavi lo possano identificare come a “rilevanza economica” e quindi ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del regolamento comunale candidarlo a una concessione a terzi, oppure, come invece sembra, i lavori hanno prodotto sì una riduzione dei costi di gestione dell’impianto ma, essendo comunque necessario un supplemento finanziario comunale, non sono stati sufficienti e l’impianto permane “privo di rilevanza economica”.
A questo punto, appurato, come si era peraltro detto, che la gestione diretta dell’ente è fin troppo gravosa per la finanza comunale, le fattispecie di gestione dell’impianto, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, non contemplano la concessione di servizi e va indetta una gara d’appalto e non una concessione di servizi decennale con oneri a carico delle casse comunali. Speriamo che su questo punto, non certo marginale, si possa fare chiarezza. Resto fiducioso”.

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