Il Consiglio Comunale parte bene, poi sprofonda fra Ordini del Giorno e atti di indirizzo che trascinano inutili polemiche

Un Consiglio Comunale destinato ad essere annoverato fra i peggiori della storia di Palazzo dell’Aquila, una conduzione della Presidenza ormai sfuggita al controllo, che alimenta inutili polemiche e pensa anche di poter censurare espressioni del tutto legittime e normali di consiglieri di opposizione se toccano colleghi della maggioranza, in una del tutto inopportuna difesa di determinate espressioni politiche del civico consesso che dovrebbe essere sconosciuta ad un Presidente del Consiglio al di sopra delle parti.
Vedere un presidente che bacchetta il Consigliere Firrincieli se replica alle affermazioni del capogruppo di maggioranza sul piano di spesa della Legge sui centri storici o del consigliere Anzaldo sul governo nazionale, fa intravedere voglia di dittatura, di ordine precostituito, di emarginazione dei non allineati.
Ma non sono stati solo questi i punti più bassi della seduta, tutti gli aspetti della non accettazione di un emendamento al piano di spesa del consigliere Mirabella, la sua trasformazione in atto di indirizzo che non poteva, però, interagire con il piano di spesa già approvato ma al quale sostanzialmente si riferiva, con tutta una serie di inutili discussioni e polemiche su aspetti procedurali del tutto chiari, sono stati espressione chiara della caratura delle forze in campo.
Dicevamo di un consiglio partito bene, con il numero legale consentito dalle minoranze, per la solita maggioranza che arriva con i suoi comodi e cerca di chiudere presto la seduta, una maggioranza che vorrebbe sempre sbrigarsi, che considera gli interventi delle opposizioni solo strumenti per perdere tempo, una maggioranza che non partecipa al dibattito, salvo gli endorsement per sindaco, assessori, dirigenti e uffici e per gli atti tutti dell’amministrazione, che vorrebbe solo delle certificazioni notarili per gli atti, senza eccessive perdite di tempo.
Intervento del consigliere Chiavola, in apertura, sulle inefficienze dei servizi cimiteriali con illazioni sulle pratiche della polizia mortuaria, intervento subito stroncato dall’assessore Iacono e dal Sindaco per le gravi affermazioni che dovrebbero essere solo oggetto di interessamento della procura, se veritiere.
Per il resto, ancorché gravi, non consideriamo motivi da farne il caso del giorno se c’è qualche disfunzione per il trasporto di anziani e diversamente abili all’interno dei cimiteri con il mezzo di servizio, tenuto conto che lo stesso è stato sospeso per l’emergenza sanitaria e non immediatamente ripristinato per motivi tecnici.
Di importante l’intervento del consigliere Antoci che ha chiesto di eliminare i materiali da cantiere ancora presenti nell’area della rotatoria di Cisternazzi, rinnovando l’invito all’assessore ai lavori pubblici per una maggiore attenzione per i lavori di ripristino delle sedi stradali interessate dal passaggio della fibra ottica.
Il dibattito sul piano di spesa della Legge sui Centri Storici è stato particolarmente interessante, con l’illustrazione da parte dell’assessore Barone che ha difeso le scelte decise con il Sindaco, condivise in giunta e con il recepimento delle diverse istanze provenienti da maggioranza e opposizioni.
L’assessore ha tenuto a vantare l’approvazione unanime della commissione centri storici per il piano, particolare che è stato strumentalizzato dal capogruppo di maggioranza Tumino per minimizzare le eccezioni e i rilievi dei consiglieri di opposizione emersi nel dibattito della seduta.
Ma, come ha fatto notare il capogruppo 5 Stelle Firrincieli, l’approvazione in commissione centri storici, anche da parte dei tecnici nominati dai partiti, non inficia i rilievi delle opposizioni, in quanto i tecnici esprimono un parere tecnico sulle scelte presentate e non entrano nel merito politico delle stesse, né possono suggerire alternative, prerogative, invece, dei consiglieri.
Fra tutti gli interventi, proprio quello di Firrincilei è stato uno dei più pregnanti perché non si è soffermato come i colleghi su singoli aspetti del centro storico, come ha fatto, per esempio Iurato per la pavimentazione di piazza Poste o per i birilli in cemento di via Roma, ma ha affrontato globalmente le scelte del piano, rilevando la mancanza di opere e interventi importanti, a vantaggio di piccoli interventi di manutenzione e riqualificazione. Troppi 200.000 euro per interventi generalizzati e non specificati di manutenzioni per immobili, segnaletica e strade, troppi 200.000 euro per una infrastruttura, il marciapiede a sbalzo della circonvallazione, per consentire l’aumento delle vetture circolanti e parcheggiate a Ibla, troppi i microinterevnti, alcuni dei quali ascrivibili ad altri settori quali il turismo o i lavori pubblici.
Anche il consigliere D’Asta ha rilevato la mancanza di un progetto globale afferente al rilancio del centro storico, soffermandosi sulla quota riservata alle spese generali, per le quali ha chiesto lumi, senza avere risposta, sui progetti per incarichi professionali, per i progetti obiettivo, per attività convegnistiche, per manifestazioni sportive e culturali per rivitalizzare i centri storici, assieme a citati ma non specificati interventi nell’ambito dei servizi socioculturali.
Ancora D’Asta si è soffermato sulla mancanza di particolari per i progetti di manutenzione di immobili, di segnaletica, di strade, troppo generici e paravento di spese correnti e non destinate a investimenti.
Uno l’emendamento del consigliere Chiavola, l’altro, del consigliere Mirabella, rigettato perché presentato oltre la fine della discussione generale, peraltro non chiaramente dichiarata dal Presidente, di questi emendamenti, non approvato quello di Chiavola, ci occupiamo in altra parte del giornale,
La seduta di consiglio comunale in remoto, dopo la replica dell’assessore Barone e l’approvazione dell’atto, è proseguita in un mare di polemiche nella trattazione dell’Ordine del Giorno del consigliere D’Asta per i pescatori di Mazara del Vallo, frattanto liberati nella mattinata, più ancora nella confusione per l’atto di indirizzo del consigliere Mirabella che voleva recepire e sintetizzare l’emendamento non accettato.
Per i pescatori di Mazara del Vallo, prigionieri per 106 giorni, nessuno aveva mai mostrato attenzione, la liberazione ha scatenato la voglia di partecipare alla festa per la liberazione, con l’immancabile contorno di vuote polemiche sui fatti, ignorando la complessità di un problema di politica e diplomazia internazionale, più grande degli stessi Conte e Di Maio, che dovrebbero essere interdetti a comuni consiglieri comunali, cosi come si interdicono i giornali pornografici agli adolescenti.
Della questione dell’atto di indirizzo del consigliere Mirabella, del quale, come detto ci occupiamo in altra parte del giornale, va rilevata la ridda di polemiche per la mancata accettazione del regolamento e le inutili discussioni procedurali per un atto che, ancorché approvato, non poteva modificare impanio di spesa approvato, se non con una apposita variazione da sottoporre di nuovo al consiglio che, amministrazione e maggioranza non avevano la benché minima intenzione di perseguire.
Ma a molti piace discutere politamente a vuoto su cose dall’esito scontato.

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