Uno spasso il Consiglio Comunale di ieri, 25 novembre, nobilitato solo dalla proposta della consigliera Raniolo di interrompere i lavori per incontrare i partecipanti alla passeggiata in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, che si sono fermati per un momento di riflessione, in piazza Matteotti, al cospetto del Palazzo Comunale illuminato, per l’occasione, di luce arancione.
Di rilevo anche l’intervento dell’assessore dottore Rabito che ha voluto condividere con l’assemblea la grande soddisfazione per i primi nati al Giovanni Paolo II, nascite che concludono il ciclo dei trasferimenti di reparto al Giovanni Paolo II e sanciscono la piena operatività di uno stabilimento ospedaliero che il dr Rabito ha definito di primissimo livello e con strutture di eccellenza, con Laboratorio di Analisi e Radiologia aperti h 24 come la Cardiologia e l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica che rappresentano, in assoluto, una delle eccellenze del nuovo ospedale.
Un ringraziamento Luigi Rabito ha voluto dedicare alla collega consigliera Corrada Iacono che, nella qualità di responsabile del ramo infermieristico professionale dell’ultimo reparto trasferito, quello di Ostetricia e Ginecologia, ha coordinato personalmente, con grande impegno il trasferimento del reparto, con annessa UTIN del reparto di Neonatologia, ma il ringraziamento vero va dato allo stesso dr Rabito che, così come aveva fatto per il trasferimento dei primi reparti, ha coordinato anche l’ultimo con grande impegno professionale per gli aspetti legati alla sicurezza sanitaria, con grandi risultati che non hanno visto incertezze o intoppi di nessun genere.
Un lavoro silenzioso e discreto ma di eccellenza, come è nel carattere e nella professionalità di ogni giorno di Luigi (permettetemi la confidenza, ma dopo 13 anni a stretto contatto, dalla prima elementare agli esami di maturità, me lo posso permettere, NdR) che è stato poco riconosciuto nell’entusiasmo dell’apertura del Giovanni Paolo II.
Per il resto quella di ieri è stata una delle sedute del civico consesso dove maggiormente si è avvertita l’amenità di alcuni interventi, l’ipocrisia che pervade la politica e il mendacio nelle parole dei protagonisti.
Uno spettacolo che fa andare in brodo di giuggiole chi vede e pratica la politica in una certa solita maniera, una commedia indecente per chi la politica la vorrebbe chiara, pulita, trasparente e senza infingimenti.
Inizia la consigliera Malfa che annuncia le sue dimissioni da vicepresidente del Consiglio comunale per motivi personali. Fra le righe aggiunge che la carica è priva di valore, non è utile, e qualcuno si adombra, dice che dichiarazioni di questo tipo sono gravi, come il consigliere Chiavola.
La Malfa puntualizza che non è rimasta soddisfatta per il mancato funzionamento dell’Ufficio di Presidenza che, composto dal presidente e dal vice, dovrebbe unitariamente decidere ogni mossa del Consiglio, per quanto di competenza.
In pratica, sembra, ma potrebbero essere solo voci di corridoio, che dopo la mancata elezione a Presidente, che le sarebbe stata promessa in campagna elettorale, non è stata granché considerata nemmeno come componente dell’Ufficio di Presidenza. Tutti questi particolari perché l’ex assessore Salamone, un’altra dimissionaria per motivi personali, prende la parola e dice che vorrebbe approfondire perché qualcosa non ha funzionato nell’Ufficio di Presidenza che lei ha ritenuto sempre operativo a tutti gli effetti.
Poi interviene il Sindaco, per fare sfoggio del suo rigore e del rispetto istituzionale e dirci che il tavolo tecnico con il Ministro Cancelleri non era una riunione a porte chiuse ma un tavolo di tecnici, più che di politici, dove la stampa, o altri, non avevano motivo di partecipare: nessuno però gli ha chiesto perché il salone del precedente tavolo, a Catania, era affollato come una stazione nei giorni di Natale.
Poteva dire che Cancelleri, essendo venuto a mai vuote, desiderava che pochi ascoltassero il suo nulla, per poi propinare quello che voleva ai giornalisti in separata sede.
In seguito, il primo cittadino non ha voluto mancare di rispondere ad un comunicato del PD dove era scritto che non si preoccupa del drenaggio delle strade perché impegnato in passerelle, affermazione che, in verità, pronunciata dai consiglieri democratici a Palazzo dell’Aquila, qualche ilarità la suscita, perché, in quanto a ricerca di visibilità Chiavola e D’asta sono professori universitari, come vedremo appresso.
Quindi strenua difesa dell’assessore Licitra che Firrincieli rileva essere assente da troppo tempo dai lavori del Consiglio Comunale, con ribaltamento di accuse nei confronti dei consiglieri che dell’assenza fanno una prassi, e difesa, altrettanto strenua, del Progetto ‘Sto a Ragusa’, sempre dell’assessorato allo sviluppo economico.
Sulla questione dei circhi ha avuto risposta facile, vantando il giudizio positivo sul suo agire da parte dell’autorevole ENPA.
Poi è l’assessore Barone che, irritato dai troppi rilievi di D’Asta, l’ultimo sulla questione del personale, lo accusa, senza troppi complimenti di dire falsità e, tanto per uscire fuori la prima di una serie di risposte che dice di voler dare al consigliere PD, fa notare come, nel 2016, D’Asta abbia votato favorevolmente il regolamento per la Tutela degli animali dove espressamente sono ammessi i circhi in città.
Questo intervento dell’assessore Barone scatena la furia di D’Asta che, in seguito, durante la discussione in aula sui punti all’Ordine del Giorno, non perde occasione di uscire fuori dai gangheri, con accuse di ogni tipo all’attività politica dell’assessore Barone, mettendo insieme l’offshore con la mancanza, asserita, di carta igienica e acqua da bere per i pasti negli asili, parlando di feste e festini come unica preoccupazione dell’assessore, rilevando lo stato di agitazione del personale a altri aspetti contestati dell’attività amministrativa, fino ad arrivare agli avvisi di garanzia inoltrati a dirigenti e funzionari dei quali D’Asta vorrebbe sapere qualcosa in più.
Uno show di opposizione in piena regola, del tutto legittimo, ma che ha toccato vette inenarrabili e sconvenienti per un civico consesso che dovrebbe essere ispirato alla serietà, alla compostezza e alla competenza che, invero, latita in molti dei componenti, di maggioranza e opposizione.
Poi D’Asta, con Chiavola come spalla, è caduto sotto le grinfie vellutate dell’assessore Giovanni Iacono che ha fatto i complimenti ai due come professionisti dell’opposizione, nel mentre si complimentava con gli stessi per la ripresa dei loro rapporti che, da tempo, si erano fortemente incrinati all’interno del PD.
Momenti di puro sollazzo che hanno toccato l’apice nel corso della discussione dei punti all’Ordine del Giorno, con strumentali strategie per allegati che non si leggevano ma che, una volta resi leggibili, non sono stati nemmeno considerati per la discussione, come accade spesso quando i consiglieri fanno finta di contestare degli atti su cui non possono assolutamente intervenire, per contestazioni o, peggio, per modifiche, non avendone contezza e competenze in materia.
Altro passaggio divertente quello dell’aumento degli emolumenti per i Revisori dei Conti, previsto dal Governo Centrale per quelli che entreranno in carica dalla prossima tornata ma che può essere applicato anche a quelli in carica.
Molti consiglieri, stante anche l’inopportuna presenza dei revisori in aula, in una prima fase, hanno fatto fatica a girare attorno alla questione, senza avere il coraggio di affermare le proprie idee, contrarie a questo aumento anche per quelli in carica, ma incapaci di esternare la propria posizione con sincerità e schiettezza, il tutto, poi, per cifre da fare ridere, in relaziona al bilancio comunale.
Particolare della seduta arricchito dal comunicato successivo del consigliere Vitale che, nella qualità di Presidente della competente I Commissione, Affari Generali si sforza, con commovente impegno, per far credere che la maggioranza era compatta anche prima, in Commissione, essendosi astenuta, con l’eccezione della consigliera Salamone, solo per approfondire il tema con l’assessore che era assente.
Ma lo sa Vitale che, se la maggioranza era compatta anche allora, il voto di astensione potrebbe essere interpretato come ‘segnale’ di un gruppo all’amministrazione? E poi, si deve stare attenti ad usare i termini, perché ‘compatta’ la maggioranza non è stata, con il consigliere Rivillito, unico a non votare l’atto
Peccato che ormai i consigli comunale se ne fanno sempre di meno.
