Il futuro della città di Ragusa non è solo nell’aeroporto

Del tutto fuori luogo l’attacco del sindaco di Acate al collega del capoluogo, Cassì. Non è vero che Cassì sta in silenzio, casomai agisce.

Già da tempo, di concerto con due fedelissimi della sua maggioranza, è impegnato a chiedere al Presidente della Regione che all’aeroporto di Comiso siano destinate le stesse somme, e con pari regolarità, che sono stanziate per l’aeroporto di Trapani.
E scusatemi se questo impegno non la dice lunga sull’interessamento del sindaco di Ragusa e dei suoi consiglieri di maggioranza per l’aeroporto di Comiso.
Peraltro, rifacendosi alla data dell’atto di indirizzo, non solo il sindaco avrà inoltrato la richiesta, ma è lecito pensare che il Presidente Schifani avrà risposto, se, addirittura, non sono arrivati i soldi.

Ma il futuro della città di Ragusa non è nell’aeroporto, bensì nella mobilità sostenibile, e si può anche giustificare se c’è una scarsa attenzione sull’aeroporto.

È di queste ore la pubblicazione di un bando che sarà l’alba di una nuova era per la città, un bando di gara europea per la fornitura di navette elettriche nell’ambito del progetto di “Riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana”.

Come si può leggere negli allegati al bando di gara, “è prevista la fornitura di una flotta di autobus elettrici pari ad almeno 2 unità e con capacità unitaria di trasporto passeggeri pari ad almeno 19 posti a sedere e almeno un posto per carrozzina con relativa pedana di carico e scarico (escluso conducente)”.
Una rivoluzione per la mobilità sostenibile.

I veicoli saranno utilizzati per il servizio di accompagnamento dei passeggeri della stazione ferroviaria di Ibla alla fermata del quartiere di Ibla e viceversa. Si prevede per ogni veicolo un numero medio di 12 corse al giorno (in andata e ritorno).

Con tali programmi, cosa volete che ci possa importare dell’aeroporto.

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