Specializzato nella stampa su grande formato, gli è venuto fin troppo facile realizzare un manifesto.
Una iniziativa che ha avuto un’eco molto superiore alle stesse aspettative dell’autore, che ha trovato riscontro non solo presso le principali testate ma, più ancora, presso l’opinione pubblica che, tendenzialmente, mostra qualche perplessità sull’andamento lento del programma elettorale del Sindaco Cassì.
Si deve dire che sulla scarsa conoscenza dell’evolversi delle politiche del sindaco e della giunta influisce un apparato di comunicazione del primo cittadino del tutto inadeguato alle moderne esigenze, che già desta non poche perplessità anche fra i consiglieri comunali di maggioranza.
Da più parti si rinnovano gli auspici per un cambio di passo dell’amministrazione che deve trovare il coraggio di sostituire ingranaggi non adatti o, addirittura, rivelatisi improduttivi per la gestione di importanti settori.
Certo, conoscendo il Sindaco Cassì, si tratta di decisioni difficili ma l’alternativa è quella di continuare a camminare con pesanti palle al piede, innon foriere di cambiamento positivo ma, addirittura catalizzatori di avversione per tutta la giunta.
Del resto, una rotazione, uno spoil system, un rinnovamento delle facce è atteso, anche alla luce degli ultimi risvolti giudiziari, per qualche dirigente, per qualche funzionario e per molti impiegati da troppo tempo nella stessa stanza del palazzo.
La lettera aperta di Antonio Tringali, per queste perplessità che serpeggiano fra la gente, ha trovato il terreno di coltura ideale e se ne fa un gran parlare, di certo inusitato per i comuni comunicati stampa di elementi delle opposizioni.
Ma Tringali non è un comune elemento di opposizione, intanto siede in Consiglio Comunale come candidato sconfitto al ballottaggio, posizione significativa che non significa il ristoro per la sconfitta ma una presenza importante nell’aula consiliare, una presenza di peso che, in altri mondi dovrebbe costituire una ricchezza, un valore aggiunto, un potenziale elemento di arricchimento per l’amministrazione, tenuto conto anche che, come nel caso in specie, la distanza fra i due contendenti non è stata tale da considerare il perdente un elemento indesiderato della città.
Il manifesto di Tringali, preferiamo chiamarlo così, è un piccolo capolavoro: non sfiora nemmeno taluni assessori, come Iacono o Rabito, non scende nella becera polemica, con molta e intelligente attenzione a non percorrere argomenti scomodi per i 5 Stelle o, comunque, poco opportuni.
Non fa intravedere, soprattutto, nessun intento di screditare l’avversario politico, né quello di imporre le proprie considerazioni sulle scelte del Sindaco e della Giunta. In un passaggio, addirittura, si intravede l’atteggiamento dello spettatore che vuole godere del film e attende la fine, senza preferenze particolari sul finale.
C’è insofferenza perché non arrivano risultati concreti, ma, più ancora c’è disorientamento perché non sono note le strategie.
Tringali non discute l’iniziativa dell’ecomuseo o l’acquisizione dello scalo merci, vuole sapere solo cosa avremo fra tre, cinque o dieci anni.
Uno di opposizione dovrebbe vedere di buon occhio l’intraprendere una strada sbagliata da parte degli avversari politici, invece Tringali parla di strategie suicide sul piano politico e legge bene la politica intravedendo, nel futuro, l’ennesimo ribaltone voluto dai ragusani, alla spasmodica ricerca del cambiamento, come avviene dall’elezione a sindaco di Chessari e di tutti i suoi successori.
Quella di Tringali non è una critica e deludente sarebbe trovare qualcuno competente di politica che come tale l’assumesse, c’è solo il desiderio di vedere affrontate criticità ed emergenze della città che si trascinano da anni e che lo stesso Cassì ha tirato fuori come non hanno fatto i suoi predecessori.
Il candidato sconfitto al ballottaggio non cerca la rissa politica ma aspira ad una azione amministrativa nell’interesse della città.
E’ un alibi intelligentemente costruito, perché un fallimento delle politiche di Cassì significherebbe comunque rivalutare le azioni Tringali, non solo in borsa ma anche al piccolo mercato della politica, una strategia che distingue significativamente Tringali da quanti già lavorano, ai più diversi livelli, per le prossime comunali.
Quando entra nel merito delle cose non fatte o in itinere, l’autore del manifesto esige risposte, non vuole programmi o strategie ma vuole sapere cosa si potrà vedere in un futuro prossimo o lontano.
Dice che progetti, idee, proponimenti, desideri e realizzazioni auspicate sono già note, ora si attende il concreto in termini di progetti esecutivi.
E non parla solo degli argomenti scontati, già visti, ma ricorda le sorti della Scuola dello Sport, parla dell’attività sportiva per i figli di famiglie disagiate, di quelle cose ad effetto scritte nel programma elettorale ma delle quali non si è sentito nulla.
Quanto mai attesa è la risposta del sindaco che, conoscendolo, non mancherà di produrre in risposta alla domanda del 5 Stelle: “Ma si può continuare così?”.
Di certo, Cassì risponderà di sì, si vedrà come vorrà farlo
