Il Meetup 5 Stelle di Modica, quello ‘ufficiale’, riconosciuto dal Movimento e che annovera l’unico eletto della città, resta l’unica realtà tangibile della provincia nel firmamento grillino, assieme alla deputata regionale Stefania Campo e alla evanescente e instabile squadra consiliare del Comune di Ragusa.
L’unica realtà attiva, che si muove, anche se, rifacendosi agli originari canoni grillini ci si aspetterebbe di più.
Per esempio, tenuto conto che il Movimento 5 Stelle fa parte de governo Conte e che a Modica vive uno degli esponenti della Lega, un parlamentare che si scaglia contro le decisioni e le scelte del Presidente del Consiglio, perché i 5 Stelle della città della Contea non fanno sentire la loro voce a difesa del premier, se condividono le sue idee ?
Oppure, perché non raccontano i particolari della vicenda dell’apertura del cimitero di Modica, voluta dal sindaco della città e osteggiata da 7 sindaci e da un commissario prefettizio della provincia, scelta che, pare contrasti con i dettami dei Decreti della Presidenza del Consiglio?
La vicenda è delicata perché il Sindaco Abbate ha prima rinviato per l’esigenza della sanificazione del sito, poi ha rinviato con la scusa dei 12 positivi in città al virus.
Qualcuno dice, però, che, in effetti, già dal primo giorno dell’annunciata apertura, il cimitero era cinturato dalla polizia e gli ingressi erano presidiati per evitare l’accesso al pubblico: se fosse tutto vero, il Sindaco della città non farebbe una bella figura a mascherare con opportuni rinvii l’impossibilità dare corpo alla sua decisione, costretto, ancora una volta a fare passi indietro per ordine di autorità superiori.
Queste cose dovrebbero essere ‘caramella’ per i grillini, in quanto opposizione ma, evidentemente preferiscono il profilo basso e il bon ton istituzionale. Perchè?
E poi, in tema di attualità, nell’attuale scenario del Movimento 5 Stelle, il Meetup di Modica da che parte sta? Con i filo governativi di Di Maio e Patuanelli o con i ribelli come Corrao e Di Battista ? Come giudicano il rinvio dell’elezione del capo politico, voluto da Grillo?
Accanto all’attività incessante e innegabile dei 5 stelle modicani sarebbe bello capire anche da che parte stanno: meglio una poltrona oggi che stare all’opposizione ?
Per andare all’attività del Meetup, incontro in videoconferenza con la deputata Maria Marzana, componente
della Commissione Agricoltura della Camera, nel quadro del ciclo di riunioni in videoconferenza con i parlamentari nazionali e regionali del M5S
L’incontro ha approfondito le problematiche attuali e pregresse che vive l’intero settore primario e in particolare il comparto dell’agricoltura.
Dopo una breve introduzione dell’attivista Corrado Vizzini, coordinatore dell’evento, la parlamentare nazionale ha illustrato sinteticamente i provvedimenti adottati a sostegno delle aziende del settore e di quelli in corso di approvazione, volti a dare aiuti anche a fondo perduto per ristorare le perdite subite dalle aziende stremate e in procinto di chiudere o che hanno visto calare il proprio fatturato.
Il primo intervento è stato quello dell’attivista, Carmelo Baglieri, il quale ha posto l’attenzione sulla critica situazione in cui versa il settore lattiero-caseario. Nell’area iblea esso riveste un ruolo economico di assoluto rilievo e per certi versi trainante. Ciò nondimeno non è riuscito a decollare, vuoi per le multe delle quote latte, vuoi per il fenomeno della “mucca pazza” a cavallo del 2000, vuoi per la debole propensione all’aggregazione imprenditoriale, vuoi per contingenze varie fra cui la débâcle della Ragusa Latte.
Queste fragilità hanno consentito agli acquirenti del latte – principalmente dalle potenti industrie di trasformazione del prodotto – di imporre agli allevatori prezzi della materia prima a proprio piacimento e vantaggio.
Così, per la mancata coalizione dei produttori locali, il 70 per cento del latte viene assorbito da queste industrie, e solo la rimanente quota è lavorata dai caseifici locali, le cui piccole, segrete e argute diversificazioni di lavorazione rendono specifico, distinto e unico, come caratteristiche, il prodotto di ciascuno.
L’emergenza Covid-19 ha corroso le potenzialità di mercato raggiunte a fatica negli anni da questi imprenditori caseari, finora unica alternativa all’invadenza dei grandi caseifici.
Legati alla vendita diretta a pizzerie, bar, ristoranti, i caseifici locali soffrono di riflesso della forzata sospensione dell’attività di questi, e, a loro volta e loro malgrado la riversano sul settore lattiero. Né il ricorso alla vendita ai supermercati, mercati contadini o a domicilio può sopperire a pieno alla sofferenza.
Due i sostegni suggeriti dal Sig. Baglieri: un forte aiuto economico da parte del Governo e il controllo attento e puntuale della filiera che attraverso la tracciabilità del prodotto, impedisca l’ingresso di latte di bassa qualità di provenienza extra così da stroncare l’uso fraudolento di questo latte nella confezione di formaggi locali.
A seguire l’intervento dell’attivista, Aldo Cascino, il quale ha proposto alcune tematiche relative all’utilizzo dei PRC (percettori reddito di cittadinanza) presso gli Enti Pubblici nei tre settori, Agricolo, Turistico e dei Servizi.
Lo spunto è stato opportuno per discutere dei PUC (progetti per l’utilità della collettività) e di alcuni Comuni del nostro comprensorio che ancora non hanno presentato i relativi progetti nonostante la scadenza del 15 gennaio scorso, precedente all’emergenza da Covid-19.
L’attivista, inoltre ha prospettato all’on. Marzana di inserire nel decreto liquidità la deroga alla legge per impiegare la manodopera dei PRC anche nelle aziende agricole private, imponendo la garanzia dell’assicurazione sugli infortuni e con il limite d’età inferiore ai 55 anni.
A riguardo, il consigliere Medica ha chiarito di aver pungolato l’amministrazione comunale di Modica attraverso la presentazione di una lettera iniziale e di una successiva interrogazione per sollecitare e capire a che punte fosse l’iter per l’impiego dei PRC all’interno del Comune.
Infine, è stata la volta proprio del portavoce locale, Marcello Medica, che ha portato all’attenzione della portavoce nazionale, Maria Marzana, l’attuale condizione delle aziende agrarie a seguito dei già noti fenomeni esogeni, l’emergenza da Covid-19, nonché la bomba d’acqua dello scorso autunno 2019.
“Tutte le aziende e in particolare quelle agrarie – ha sottolineato Medica –, a causa dell’attuale emergenza, hanno diminuito il loro fatturato o meglio lo hanno perso definitivamente, dando luogo ad un problema di solvibilità, da affrontare principalmente attraverso l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto.
Inoltre, tutte le aziende agrarie soffrono da tempo a causa di fenomeni endogeni, come ad esempio quello riguardante lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata nei confronti appunto dei piccoli e medi produttori agricoli, che si concreta nel pagamento dei prodotti agricoli, nella maggior parte dei casi, a prezzi irrisori. Quindi, per ovviare a ciò, si chiede l’istituzione di una task force per verificare il valore aggiunto ad ogni fase della filiera così da intercettare chi ci specula oltremisura e adottare i necessari provvedimenti correttivi”.
La deputata nazionale Marzana ha ascoltato con attenzione tutte le tematiche trattate e le richieste avanzate dal gruppo Meetup e dal consigliere Medica, delucidando ogni aspetto trattato, sull’attuale situazione, soprattutto regionale e locale, e facendosi carico di portare le suddette istanze e proposte all’attenzione del Governo nazionale, affinché diventino spunto per il varo di misure volte ad affrontare l’attuale crisi del settore a causa dell’emergenza da coronavirus nonché la già grave situazione in cui versa da troppo tempo l’intero comparto.
Sarebbe interessante, fra qualche mese, un resoconto della deputata sulle istanze inoltrate, sulle risposte e sulle misure realmente adottate dal governo giallorosso.
