di redazione
“Si eviti di sbagliare, come nel caso dell’abolizione delle Aziende per il Turismo, sostituite dai Distretti Turistici che non riescono in una efficace azione di marketing del patrimonio culturale e naturalistico della nostra Isola”
Il senatore Giovanni Mauro, commissario e portavoce provinciale di Forza Italia, interviene a sostegno della mobilitazione dei dipendenti delle ex province e auspica un ripensamento sui criteri della riforma, anche per non ripetere errori del passato.
Questa la sua nota sull’argomento:
“Bene fanno i lavoratori dei Liberi Consorzi dei Comuni che hanno protestato, a Palermo, e che continuano lo stato di mobilitazione puntando alla linea dura, convinti che, solo interrompendo ogni servizio, i cittadini, e chi, con evidente miopia politica, ha voluto la cancellazione delle Province, capiranno quanti e quali disagi si verranno a creare da qui a breve”.
Lo dichiara il sen. Giovanni Mauro, commissario e porta voce di Forza Italia, già presidente della Provincia Regionale di Ragusa, all’indomani dello sciopero organizzato dalle strutture di categoria FP delle maggiori sigle sindacali di Sicilia.
“Completare la riforma, nata zoppa, nel corso di un programma televisivo – dice il senatore – non basterà e la protesta dei dipendenti è l’unico modo per convincere questo governo regionale incapace del danno procurato fino a ora e di quello che verrà.
Senza una ricostruzione ragionata dell’architettura di questi enti locali, in relazione alla Regione, allo Stato e all’Europa, il caos generato continuerà indisturbato.
Occorre non solo ridefinire le competenze, riorganizzando il coordinamento delle politiche dei territori, ma rilanciare l’attività di questi enti, potenziandoli, ad esempio, con i compiti riguardanti la gestione delle case popolari o attribuendo loro maggiori poteri in ambito di tutela ambientale”.
“Quel che sta accadendo con le Province – aggiunge Mauro – ricorda quanto avvenuto con la cancellazione delle Aziende Autonome per la Promozione Turistica, sostituite dai Distretti Turistici, secondo uno stesso principio consortile ispirato da una certa volontà di risparmio e che dovrebbe animare anche questa riforma, che non hanno più avuto capacità di ottenere risultati in tema di attività di marketing del patrimonio culturale e naturalistico della nostra Isola”.
“Per queste ragioni – conclude – sono solidale nei confronti dei lavoratori che hanno deciso di usare ‘le maniere forti’: non è in pericolo solo il loro futuro, ma il funzionamento generale di servizi utili a tutti i cittadini”.
