Il Sindaco Piccitto commissariato, dai vertici del Movimento 5 Stelle, per la comunicazione

di Cesare Pluchino
Si pensa non sia uno scherzo di Carnevale, Grillo e Casaleggio inaspriscono i controlli sulla base

Sono notizie i cui effetti sono tutti da verificare, potremmo dire, per usare una frase istituzionale, che mancano i decreti attuativi. Ne parliamo anche per smaltire la tensione delle scosse telluriche, sicuri di fornire qualche spunto per una sana risata, come ha fatto qualche eletto del Movimento alla notizia delle decisioni dei vertici del Movimento.
Ci sono di mezzo quelli che dissentono dalle indicazioni che vengono dal direttorio, ci va di mezzo la comunicazione che, per esempio, a Ragusa, ma anche in altri posti, è stata, da sempre, la piaga dei pentastellati.
Le notizie, poi confermate sul blog di Grillo, le apprendiamo dall’ Huffington Post
(http://www.huffingtonpost.it/2016/02/09/m5s-commissaria-comunicazione-ampidoglio_n_9192238.html)
Intanto la penale da 150 mila euro che i fondatori del Movimento vogliono imporre agli eletti che si volessero ribellare al programma, una trovata che suscita perplessità anche nei profani e in chi mastica poco di Costituzione, ma che fa scendere in campo i profili migliori del Movimento come Luigi Di Maio e Roberta Lombardi che difendono la scelta di Casaleggio per evitare fughe, cambi di casacca e “tradimenti”.
I portavoce che dovessero passare ad un altro partito sarebbero costretti a pagare, forse per i livelli più bassi saranno identificate sanzioni diverse ma chi vorrà transitare in altre formazioni politiche per stare INSIEME ad altri colleghi dovrà fare i conti con le nuove regole. Altrimenti sarà meglio sbrigarsi e approfittare di qualche norma transitoria, ove fosse concessa.
Prendete, per esempio, per limitarci al nostro consiglio comunale, un consigliere o una consigliera che vorrebbero transitare in altro gruppo consiliare, sia esso di maggioranza o di opposizione: occorrerebbe il mutuo per poter dare seguito alla nuova folgorazione politica.
DiMaio e la Lombardi insistono sulla necessità di applicare la clausola che già sarebbe stata imposta ai candidati poi eletti i Europa, ma ci sono fondati dubbi che “l’apparato concettuale del Movimento cinque stelle sia in aperto e frontale contrasto con la teoria della democrazia rappresentativa che, essendo stata questa recepita dal Costituente, trasformandola in regole giuridiche, stride con la Costituzione”.
Lo sostiene il costituzionalista Marco Plutino (http://www.huffingtonpost.it/marco-plutino/le-multe-ai-parlamentari-che-dissentono-sono-incostituzionali-_b_9193516.html?utm_hp_ref=italia-politica) che giudica la trovata ‘l’ultima stravaganza costituzionalistica del Movimento’, di certo inapplicabile ai parlamentari ma, con buona dose di logica, inestendibile ai livelli politici più bassi.
La nostra Costituzione vieta il mandato imperativo, Di Maio porta l’esempio della Costituzione portoghese ma non dice che occorrerebbe modificare la nostra carta costituzionale
Allo stato, qualunque contratto che abbia per oggetto significativi vincoli o condizioni per l’esercizio del mandato parlamentare è privo di valore ai sensi dell’art. 67 della Costituzione.
Tra l’altro, l’entità della multa sarebbe tale da incidere in modo molto significativo sulla indennità parlamentare che è una essenziale prerogativa del parlamentare (diversa da una retribuzione), funzionale proprio a consentire un esercizio libero della sua attività.
Il gruppo parlamentare e il partito potranno invece certamente azionare il potere disciplinare espellendo il parlamentare che si sottrae alla disciplina di partito deliberata dagli organi deputati.
Resta pura fantasia il danno di immagine risarcibile per “mutamenti di casacca”.
Recita la seminale sentenza n.14 del 1964 della Corte costituzionale: “il divieto di mandato imperativo importa che il parlamentare è libero di votare secondo gli indirizzi del suo partito ma è anche libero di sottrarsene; nessuna norma potrebbe legittimamente disporre che derivino conseguenze a carico del parlamentare per il fatto che egli abbia votato contro le direttive del partito”.
Ciò vale sicuramente per i mandati parlamentari (nazionali ed europeo), ma si ritiene generalmente che siamo davanti ad un connotato indefettibile, almeno nel nostro ordinamento, di ogni forma di rappresentanza politica (e non di interessi).

Suscita altrettante perplessità, questa non di ordine giuridico, l’altra mossa del duo Grillo Casaleggio che mettono sotto controllo gli esponenti grillini di qualsiasi ente locale, disponendo che i responsabili dell’ufficio stampa di Camera e Senato si occuperanno anche dei sindaci e degli esponenti M5S nei consigli regionali.
La novità si apprende dal blog di Grillo
(http://www.beppegrillo.it/2016/02/coordinamento_comunicazione_m5s.html) che nomina Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, rispettivamente Responsabili e Capi della Comunicazione del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati del MoVimento 5 Stelle ad assumere l’incarico di gestione e coordinamento della Comunicazione Nazionale con quella Regionale e Comunale del Movimento 5 stelle.
Anche se non meglio specificato, i due dovrebbero occuparsi della comunicazione di tutti gli eletti in Italia con il Movimento 5 Stelle.
Fermando la nostra attenzione a Ragusa, dovrebbe quindi venir meno la figura del collaboratore del sindaco per la comunicazione sul web, mentre è da verificare se potranno comunicare gli assessori che eletti non sono, sia quelli appartenenti al Movimento 5 Stelle che quelli non iscritti, provenienti dalla società civile, questi ultimi, pare, fra i papabili a ricoprire le caselle vuote dal Comune di Ragusa.
Al momento sono pochi i Comuni con Sindaci del Movimento 5 Stelle, coordinare la comunicazione, per ora, non sarà tanto difficile, anche se, ove ci si dovesse occupare della comunicazione dei consiglieri, il compito sarebbe improbo.
Per la nostra realtà, fatta di riunioni segrete, di notizie con il contagocce, di indiscrezioni tirate a fatica, di assessori che interrogati negano anche la realtà su fatti importanti che riguardano la collettività, di servizi e appalti e concessioni in gestione sui quali si addensano non poche perplessità, di accordi fra sindaco e consiglieri non ufficializzati ma di cui si sa tutto, finalmente un apparato apposito di comunicazione a disposizione della stampa locale che finalmente potrà fare appello alla trasparenza sempre decantata dai grillini.

O no ?

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