Il Sindaco Piccitto ferma sul ponte Costanzo la sala operatoria di otorinolaringoiatria

Dopo innumerevoli comunicati di parlamentari e sindacalisti, determinante pare sia stato il comunicato e, forse, un colloquio di Federico Piccitto con il Direttore Generale Aricò
Il paventato trasferimento dei reparti di otorino e malattie infettive, dall’ospedale di Ragusa a quello di Modica ha provocato un putiferio di reazioni, acclarando la tesi che, ormai, la sanità non è questione che attiene alla medicina ma alla politica.
E’ spaventoso pensare che la decisione di dove posizionare un reparto dipenda dagli umori di onorevoli e primari che vogliono soddisfare esigenze e piaceri sotto casa, ma è più deprimente assistere al carosello di interventi dove di tutto si parla, fuorché che sulla sostanza di eventuali provvedimenti.
Piace il comunicato di Partecipiamo, chiaramente ispirato dal suo leader, Giovanni Iacono, Presidente siciliano di Federsanità Anci Sicilia e vice Presidente nazionale, che quando parla di sanità è svincolato dai lacci e lacciuoli della bassa politica locale, fatta di inutili alleanze.
Partecipiamo dice che bisognerebbe partire dalla mappa dei bisogni di salute, dai dati epidemiologici, dai dati quantitativi e qualitativi relativi ai servizi e alle mobilità attive e passive e da tutto ciò che riguarda salute e prevenzione e invece appare chiaro che gli ospedali si declassano o si potenziano in rapporto ai rapporti altalenanti dei vari deputati regionali e così, in maniera logisticamente e normativamente incomprensibile, si spostano ‘pazienti’, ‘letti’ e ‘malanni’.
Ma come accade in Comune, si resta perplessi quando vengono sollevati dubbi sulle capacità di alti dirigenti, perché è normale che si possa sbagliare, che si possa interpretare male una legge o una normativa, ma personaggi di un certo calibro non possono, certo, affidare, a mosse avventate la propria capacità professionale, manageriale e politica, sorge spontaneo il dubbio che se un personaggio, del Calibro di Maurizio Aricò, decide di trasferire un reparto, anche in barba ad una sentenza del CGA, è plausibile che ci siano approvazioni dall’alto, altrimenti siamo in mano di un pazzo se lo stesso pensa di poter disporre della sanità locale come ritiene più opportuno, anche occorrerebbe far lavorare i manager tranquillamente e tirare il conto alla fine del mandato, ma questa è ormai una utopia, perché se non c’è costante condivisione, partecipazione, confronto, sinergia e rapporto con i sindacati e le organizzazioni datoriali, non possiamo più vivere.
Dicevamo di un comunicato del Sindaco Piccitto a proposito del trasferimento dell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria da Ragusa a Modica, che riportiamo integralmente:

“Una decisione che, se confermata, ha davvero dell’incredibile. – afferma il primo cittadino – E non solo per la decisione in sè, ma soprattutto per il fatto che, appena avuta notizia sul possibile depotenziamento di un reparto centrale dell’offerta sanitaria nella nostra città, avevo avviato immediatamente un’interlocuzione telefonica con la direzione generale dell’Asp, la quale mi aveva garantito che non era prevista alcuna azione in tal senso.
Da ulteriori approfondimenti, invece, la decisione del trasferimento sarebbe addirittura già confermata; se fosse così, si tratta di un atteggiamento che, di fatto, è un affronto ad un’intera città che non può e non deve continuare ad essere presa in giro in questo modo ed in maniera totalmente irrituale rispetto al normale rapporto tra le istituzioni pubbliche.
Il trasferimento dell’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria, se attuato, insieme con le altre iniziative, proseguirebbe la linea intrapresa nel settembre 2015, in totale e palese contrasto, peraltro, con quanto emerso dalla specifica sentenza del Cga che ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Ragusa. Questo semplice fatto, avrebbe già, di per sé, consigliato maggiore prudenza, aspetto che, a quanto pare, è totalmente assente.
Non intendo assolutamente coinvolgere la mia città in una battaglia mediatica inutile per difendere dei diritti evidenti e legittimi, ma mi vedo costretto ad intervenire perché, e non solo in questo caso, si è passato davvero il segno.
Per questo motivo ho già dato mandato agli uffici di attivare tutte le opportune azioni per contrastare questa scelta che definire scellerata è un eufemismo; stento a comprendere i motivi per cui, nonostante l’evidente caos ed approssimazione che sta guidando le scelte della Regione Siciliana, dal punto di vista della riorganizzazione della rete ospedaliera in tutta l’Isola, a Ragusa si continui a percorrere una strada accidentata, oltrepassando le legittime esigenze della nostra comunità, e che ha una sola conseguenza, ossia il depauperamento dell’offerta sanitaria.
Come abbiamo detto più volte, noi non ci stiamo; ed attiveremo ogni possibile azione per fermare questa ed altre decisioni prese sulla testa dei cittadini”.

Come sempre, gli scritti e le parole migliori di Federico Piccitto vengono fuori quando il gioco si fa duro, ancora stamattina, domenica 15 gennaio, circolavano notizie sulla conferma del trasferimento ma, già nella giornata di sabato, fonti autorevoli all’interno dell’azienda sanitaria assicuravano che la decisione era stata messa in stand by.
Ma in ogni caso, indipendentemente dal trasferimento, è ormai palese che le scelte della regione siciliana sono troppo condizionate da fattori politici per risultare credibili e degne di attenzione, con l’avallo di una classe politica che si muove, per inerzia, su un binario morto, per la fine di un viaggio che, forse, non avrà ripartenza, almeno per molti.
E’ sotto gli occhi di tutti che l’ultima edizione della rete ospedaliera, che nessuno ha compreso come è nella realtà, una proposta interlocutoria, nella fattispecie per i sindacati, per verificare reazioni predisporre eventuali aggiustamenti.
La conferma delle impressioni sulla lottizzazione politica di ospedali e reparti viene dalla nuova geografia del ragusano che vede, improvvisamente, promosso l’ospedale di Vittoria (finiamola col chiamarlo di Vittoria Comiso) elevato a spoke non si sa in virtù di quali cambiamenti.
Se quelli di Modica ci sapranno fare, verrà promosso anche quello della città della Contea, saranno passati solo anni per fare assestare la decisione, peraltro giusta di eliminare i piccoli ospedali, con buona pace dei parlamentari del posto che, forse, già di tutto principio, conoscevano la fine delle strutture di casa ma hanno tenuto alta l’attenzione per comprensibili motivazioni.

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