Il teatrino della politica vive il suo momento a Chiaramonte Gulfi

Il Direttivo provinciale di Territorio attende che il sindaco di Chiaramonte si faccia da parte:

“Abbiamo atteso qualche giorno prima di formalizzare il nostro intervento pubblico nella speranza che, dopo la nota da parte dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, l’Amministrazione Comunale di Chiaramonte prendesse atto del deliberato regionale.
La speranza, per quanto ci è dato sapere, è rimasta tale.
Le Autonomie Locali hanno contestato la violazione dell’art.4 della l.r. 17/2016 “suggerendo” di attivare con urgenza la regolarizzazione della deliberazione del Consiglio Comunale e cioè rendere efficace il dispositivo della delibera consiliare: la sfiducia al sindaco Gurrieri.
La Regione si limita a “suggerire” per una questione di mero garbo istituzionale.
Solo così, scrive l’assessorato regionale competente, sarà possibile rimuovere qualsiasi irregolarità amministrativa.
L’Assessorato, nella nota trasmessa alcuni giorni fa, chiede di essere informato con immediatezza degli atti che il Comune di Chiaramonte porrà in essere per riportare tutto nel solco della legittimità e regolarità amministrativa.
Noi chiediamo al sindaco di farsi da parte, senza ulteriori indugi, liberando contestualmente anche il segretario comunale da un profondo imbarazzo istituzionale, così come ha stabilito il Consiglio Comunale votandogli legittimamente e nel rispetto delle norme vigenti la sfiducia.
Non riteniamo che la questione debba finire dinanzi al Tar perché in questo modo si paleserebbe un attaccamento alla poltrona oltre ogni barlume di lucidità amministrativa.

E’ il solito teatrino della politica e dei responsi dell’assessorato agli enti locali che, come anche avvenuto in passato, per esempio in risposta alle opposizioni del sindaco 5 Stelle, dicono e non dicono.
Allora recitavano le lettere di risposta: “Avete ragione ma il nostro resta un parere perché non abbiamo compiti sanzionatori né possiamo adottare misure adeguate.
Oggi dicono che c’è una violazione di una legge regionale ma suggeriscono solo di sanare l’irregolarità e chiedono di essere informati sugli atti che il comune vorrà porre in essere pere riportare tutto nel solco della legalità e della regolarità amministrativa.
E se il Comun e non si adegua, cosa accade? Il Sindaco è sfiduciato o no?
Alla farsa si aggiunge l’imbarazzante presenza di un segretario comunale che decide di non decidere, comportamento che Territorio provinciale giudica di profondo imbarazzo istituzionale.
In ogni caso si rileva che non c’è solo il TAR a cui appellarsi, si può anche ricorrere al Dirigente generale del dipartimento enti locali, ma Territorio provinciale sembra non prendere in considerazione la cosa e spera di non essere costretto a ricorrere al TAR.
In ogni caso un teatrino fomentato da leggi e circolari contraddittorie, con gli attori poco preparati, anche un semplice consigliere comunale deve conoscere i meccanismi del consiglio, la sfiducia al sindaco è uno delle evenienze più facili, si arriva a fine del mandato senza avere contezza di quali siano le regole.
Il sindaco ci gioca di sopra, e aspetta il ricorso al TAR, tanto fra i tempi della giustizia e un possibile ricorso al CGA avrà anche il tempo per un altro mandato. Se, poi, avrà torto, se ne parlerà per due/tre giorni, e tutto si chiude lì. E poi si chiedono perché la gente è stufa della politica!

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