L’Associazione Area Iblea “Peppe Marino” di Ragusa denuncia una grave carenza nella scuola Ecce Homo, cosa dicono dal Comune

L’Associazione Area Iblea “Peppe Marino” di Ragusa rileva che la scuola ubicata in via Ecce Homo, plesso dell’Istituto “Vann’Antò”, composto da tre piani, è senza ascensore.
Una grave carenza che pregiudica l’accesso e la libertà di movimento ai disabili. Nella struttura esiste solo una scala antincendio che ovviamente non può sopperire alla grave situazione discriminatoria in un luogo come la Scuola che deve essere accessibile a tutti.

“Come mai il comune non ha attenzionato una cosa così grave? – si chiede in una nota diffusa dall’Associazione Area Iblea “Peppe Marino” –
L’assessore alla pubblica istruzione del comune di Ragusa queste problematiche le conosce, e infatti, in tutte le altre scuole pubbliche esistono gli ascensori. Come mai in questo plesso, che insiste in un quartiere con tanti alunni, ad oggi non è stato previsto un ascensore?”.
L’appello è accorato a fronte di leggi e disposizione che dovrebbero mettere a posto queste situazioni.
La legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche a Ragusa ancora non è ancora stata recepita eppure è del lontano 1989, la n.13, oltre 30 anni fa.
Il diritto a una piena accessibilità agli edifici scolastici da parte degli alunni con disabilità motoria o sensoriale è un diritto tutelato in Italia da diverse norme che, negli anni, hanno tentato di dare una soluzione al problema del superamento e/o abbattimento delle barriere architettoniche.
Su questa materia è presente oggi una fitta disciplina normativa (DM 236/1989, L. 13/1989, L. 104/1992 e DPR 503/1996, fino al D.P.R. 380/2001) che, nel suo complesso, stabilisce che tutti gli edifici esistenti, pubblici o aperti al pubblico e residenziali, sono soggetti all’applicazione di precise direttive in materia di abbattimento barriere architettoniche.
Per l’edilizia scolastica, in particolare, il riferimento normativo è invece individuabile nella Legge 118/1971 che, con l’Art. 28, pone l’obbligo di rendere accessibile l’edificio scolastico, in modo da poter così garantire la frequenza scolastica a tutti. L’obbligo!
Ed è a questo che l’Associazione Area Iblea “Peppe Marino” vuole ricordare al Sindaco di Ragusa affinché attenzioni la problematica e trovi la soluzione per realizzare un ascensore per la scuola ubicata in via Ecce Homo. In tempi celeri.

Quello dell’eliminazione delle barriere architettoniche è un problema, ormai atavico, per il quale, certo, non c’è la dovuta sollecitudine, né i necessari controlli da parte di questa amministrazione.
Ma c’è anche la consapevolezza di un problema enorme, che non può essere risolto in quattro e quattro otto, soprattutto negli edifici storici.
Comunque, è innegabile che l’assessorato ai lavori pubblici, che deve mettere naso, oltre al suo settore, nell’edilizia scolastica, per le opere nelle contrade e nelle periferie, nei centri storici, se non in altri settori, rallenta opere che i singoli assessori, forse, porterebbero avanti con maggiore solerzia.
Del resto, anche la velocità nell’occuparsi di PRG e di piano particolareggiato non è da primato, si comprende che l’ufficio, da solo non può fare tutto, che il personale è carente, ma non c’è la svolta, il cambiamento che era tanto atteso. Di certo, un ricambio degli assessori sarà obbligatorio con un eventuale nuiovo mandato del sindaco, ma non è questa l’aria che tira, aria che, però potrebbe danneggiare il sinmdaco nei suoi sogni di riconferma.
Per questa questione dell’ascensore nell’edificio scolastico di via Ecce Homo non si può non rilevare come la cosa viene fuori dopo oltre tre anni e mezzo di mandato.
L’assessore al ramo conosce la problematica ma ricorda che per ben due volte, e in anni diversi, i progetti relativi sono stati bocciati dalla commissione centri storici, addirittura è stato bocciato anche un ascensore esterno, nel cortile della scuola.
Nessuno però, solleva il caso e chiede ai soloni della commissione centri storici come si deve ottemperare alla legge, c’è anche il silenzio attorno a tutto quanto ruota sul tavolo di questa commissione che ha in mano i destini della città, con divieti sul colore delle persiane o dei portoncini.
L’assessore dice che le barriere architettoniche sono state eliminate, che l’accessibilità è garantita per il piano terra, con scivoli opportuni.
Poi, l’assessore, avendo frequentato sindaco e colleghi di giunta, ormai da quasi quattro anni, si lascia andare ai progetti futuri, si parla di eliminare tre aule e il solaio che risale a 80 prima.
Con i tempi di questa amministrazione per le opere pubbliche, se ne riparlerà fra 80 anni.

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