Il trionfo della comunicazione, politica e di Palazzo

C’era una volta un ragusano che attendeva la venuta di Beppe Grillo a Ragusa e scriveva sui social: “non vedo l’ora, i pomodori sono pronti, buffone”.
Era il tempo della candidatura al seguito di Ciccio Barone candidato sindaco.
Oggi questo signore è diventato consigliere comunale del Movimento 5 Stelle e bacchetta, quasi giornalmente, l’amministrazione sugli argomenti più diversi, non disdegnando di interessarsi, a detta di qualche assessore, per istanze di associazioni culturali di vario genere, muovendosi, sempre secondo i ‘si dice’
come una persona influente a Palazzo dell’Aquila.
A suo modo, un professionista della comunicazione, che anticipa su facebook una problematica per il Castello di Donnafugata, ne fa oggetto di un Ordine del Giorno in Consiglio Comunale e rinnova le critiche quando l’atto viene bocciato, per poi concludere il carosello di comunicati stampa con la nota di trionfo per quanto ottenuto, che però non è sufficiente a soddisfare le sue istanze.
Dicono che sia nelle simpatie del sindaco Cassì, ma non sappiamo se Peppe Cassì lo apprezza per le sue qualità culturali o per questi caroselli comunicazionali che lo divertono.
Perché, di certo, la comunicazione di Palazzo non può divertire il Sindaco.
Per non discutere di altro, fermiamoci a questa vicenda: avevamo scritto che il consigliere Gurrieri evita di affrontare argomenti ben più delicati riguardanti il Castello di Donnafugata, intanto raccoglie gli ipotetici risultati di questa sua azione, perché compare una catena che blocca l’accesso alla corte del Castello di Donnafugata.
Come abbiamo detto, scrive in una nota: “un primo passo dopo le mie sollecitazioni ma ancora non basta”, e può avere ragione perché qualcuno è subito intervenuto e, apparentemente, ha bloccato l’accesso alla corte.
Diciamo apparentemente, perché non si sa nulla del provvedimento, lo stesso assessore alla Polizia Municipale, interrogato di buon mattino, non ne sapeva nulla.
Non si sa da chi è regolato l’accesso, se i mezzi di carico e scarico per le varie attività commerciali della corte
hanno le chiavi di un lucchetto, oppure basta sganciare la catena ed è possibile accedere.
Giustamente Gurrieri scrive che “l’intervento è stato predisposto senza alcun tipo di strutturazione, cioè senza la collocazione di una segnaletica verticale adeguata e senza regolamentare l’accesso di eventuali autorizzati.
Resta comunque per Gurrieri la soddisfazione per una misura adottata ancorché senza la celebrazione in San Giorgio del segnalante che non si ferma e, con i toni che gli sono propri, aggiunge, gratuitamente, una lezione di politica: “Intendo ricordare a chi ci amministra che recepire in modo positivo le istanze presentate dai consiglieri di opposizione è dimostrazione di buon senso invece di pensare che i consiglieri in questione siano portatori di proposte solo perché alla ricerca di visibilità mediatica.
Se l’odg di cui stiamo parlando fosse stato votato in aula in maniera positiva, oggi non saremmo ancora qui a parlarne. Adesso, è tempo di bilancio previsionale e mi auguro che tra i miei 27 emendamenti, alcuni proprio riguardanti il castello di Donnafugata, siano valutati positivamente così da avviare un lavoro proficuo per la città, ciascuno nell’ambito del proprio ruolo di controllore e controllato”.
Mentre Gurrieri fa sfoggio di comunicazione, e gli si deve dare che, a suo modo, e per i suoi fini, cavalca l’onda con disinvoltura, a stento abbiamo potuto sapere che la catena è frutto di un intervento della Polizia Municipale
Di più, al momento, non è dato sapere.

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