La coordinatrice comunità Cultura di Ragusa Prossima, Lucia Cascone, rileva che non ha avuto alcun riscontro, da parte dell’amministrazione Cassì, l’intervento di dicembre scorso, relativo alle tematiche culturali per la città di Ragusa.
Un intervento che non ha ricevuto alcuna risposta, a tutt’oggi, nonostante le sollecitazioni di ufficio come pure manca la risposta all’interrogazione del nostro consigliere Gianni Iurato.
In questo “purgatorio” culturale che è diventata la città, si rimane in attesa di quella rivoluzione che questa amministrazione voleva portare avanti in periodo preelettorale.
Seppure, già allora, nel suo programma non aveva, almeno per noi di Ragusa Prossima, una chiara definizione di progetti di politica culturale. Siamo convinti che sia giunto il momento di dimostrare o di dire cosa questa amministrazione intenda fare. Anche minimamente.
Crediamo che il centro storico non riuscirà a riprendere il suo antico fervore commerciale, perché solo un movimento di politica culturale trasversale può rinvigorire la frequentazione del centro.
Basterebbe guardare i centri storici di altre città.
Ovvero favorire attività originali anche all’interno di librerie, bar e per strada. Investendo denaro pubblico e dando aiuti alle attività commerciali che favoriscono tali attività all’interno dei propri esercizi commerciali.
E si potrebbe fare molto altro!
Questa amministrazione ha privatizzato tutti i parcheggi del centro o buona parte di essi.
Vorremmo domandare: facciamo finta che ciò sia un beneficio per la città, perché il cittadino dovrebbe usufruire di questo servizio? Cosa va a fare al centro?
E i turisti alle 22 di un venerdì sera che fanno in piazza San Giovanni? Ovviamente nulla.
Occorre un centro che deve diventare turistico.
Ma come può diventarle senza un discorso convocante e articolato tra il Comune e le varie associazioni, gli artisti e i cittadini? Buona l’idea dell’autobus gratuito per Ibla, nei fine settimana, ma per vedere cosa?
Perché anche il ragusano ha il diritto di godere delle attività culturali che ci identificano.
Federico G. Lorca diceva “Va bene che la gente mangi, però è anche bene se pensa”
Attendiamo risposte…
