Il senatore Sallemi, intervenuto all’evento, ha parlato della Borsa del Turismo Extraalberghiero come di un grande momento di confronto di tutte le eccellenze che lavorano per il turismo siciliano e che rappresenta uno dei motori trainanti della nostra isola.
Persiste, invece, disinteresse, incompetenza e incapacità operativa per tutto quello che riguarda il turismo, nell’amministrazione comunale di Ragusa. Naturalmente nessuna presenza ufficiale di Ragusa, più attraente, ancorché senza ritorni, la partecipazione in massa di sindaco, Presidente dele Consiglio e 4 ( quattro ) assessori al raduno dell’ANCI, a Bologna.
E dire che dai resoconti di questi eventi a carattere turistico emergono dati inconfutabili sulle strategie, si rivalutano affermazioni, poco attenzionate, come quelle dell’ex assessore Giorgio Massari che, a proposito della sua delega, lo sviluppo economico, esercitava una leggera ma significativa sferzata verso altri settori dell’amministrazione, turismo e cultura in primis, che, da soli, avrebbero potuto e avrebbero dovuto supportare, adeguatamente, le strategie di sviluppo economico.
Nella nostra città, a Ragusa, per il turismo siamo nell’immobilismo totale, da altre città importanti ci giungono report delle associazioni albergatori, da Siracusa, da Palermo, dove sono sciorinati dati, percentuali, valutazioni e confronti con i dati degli anni precedenti, da noi l’associazione albergatori è solo intenta a fare salotto nell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno, in perenne genuflessione al sindaco che del turismo detiene la delega.
Per esempio, l’ultima amenità del sindaco, o del suo comunicatore e quella che Ragusa e Ibla si appresterebbero a fare concorrenza a Cefalù e a Taormina
E, allora, vale la pena di citare che, secondo ultime rilevazioni ufficiali del Comune di Taormina, nella capitale del turismo isolano, che Ragusa vuole insidiare, si sono registrate un milione 333mila 551 presenze, ben 31mila 765 in più rispetto allo stesso periodo del 2024.
Ancora più incisivo il dato di una azienda leader mondiale nel settore del tax free shopping che precisa della spesa in beni di almeno 70 euro a persona effettuata dai turisti extra Unione europea nelle principali città turistiche italiane. È proprio questa analisi a collocare Taormina al vertice della classifica, confermandone il ruolo di capitale del turismo del Sud Italia anche sotto il profilo dello shopping di qualità.
Da noi propagandiamo e vendiamo scacce e pane di casa.
Taormina cresce, attrae e conquista, e i numeri lo dimostrano. La passeggiata sul corso principale, anche in questo periodo, di metà novembre, testimonia di una vivacità che, comunque conquistata è indicatore di come si fa turismo.
Importanti le considerazioni dell’Assessore alle Attività Produttive, Edy Tamajo, intervenuto alla BTE 2025, ospitata al Terminal Cruise del porto di Palermo, dove si è parlato del futuro del turismo siciliano e delle politiche necessarie a renderlo sostenibile.
“La Sicilia deve evitare due rischi opposti: lo spopolamento dei territori e il turismo di massa incontrollato”, ha detto Tamajo.
“Serve – ha spiegato – un modello che metta al centro le comunità locali, valorizzi la loro identità e allo stesso tempo sostenga la crescita delle imprese”.
L’assessore ha sottolineato come un turismo fondato soltanto sui numeri finisca per snaturare i luoghi, mentre l’abbandono dei borghi e dell’entroterra indebolisce l’economia regionale.
“Dobbiamo costruire una forma di ospitalità capace di generare benessere per i residenti, qualità per i visitatori e opportunità per i giovani. Questo si chiama sostenibilità sociale”.
Tamajo ha evidenziato anche l’esigenza di una collaborazione più stretta tra amministrazioni e assessorati, superando la frammentazione decisionale: “Lo sviluppo del turismo non può essere un compito isolato. Occorrono sinergie con l’assessorato al Turismo, con i Comuni, con le imprese e con tutti gli attori del territorio. Solo una governance integrata può produrre scelte efficaci”.
Parole che per gli amministratori di Ragusa sembrano pervenute da mondi alieni. Per esempio, per una opinabile mostra di reperti egizi, 20.000 visitatori secondo gli organizzatori, 12.000 secondo gli uffici comunali., presenze che sino sono notate poco in città vorremmo sapere quanta gente he pernottato e per quanti giorni, dove hanno mangiato, quanto, orientativamente ha lasciato sul territorio ogni visitatore?
Cosa ha portato la mostra al centro storico?
Elemento centrale dell’intervento di Tamajo è stata anche l’innovazione: “Il settore turistico sta diventando un vero motore per l’economia siciliana. Per farlo crescere, dobbiamo puntare su innovazione tecnologica, digitalizzazione, servizi moderni, mobilità intelligente e soluzioni che migliorino l’esperienza sia dell’ospite sia di chi vive nei territori. L’innovazione non è un accessorio: è ciò che rende competitiva e sostenibile la nostra offerta”.
Per Ragusa, parole, parole, parole …
